Napoli, la fontana Itaca tornerà a via Scarlatti: ​Tatafiore convocato per restauri

Martedì 15 Gennaio 2019 di Ugo Cundari
Il Comune accelera sui tempi per il restauro della fontana «Itaca» di Ernesto Tatafiore. Dopo aver inviato solo un paio di giorni fa una mail, a distanza di 4 mesi dalla rimozione dell'installazione da via Scarlatti, in cui si limitava a chiedere i numeri di telefono di tutte le parti in causa (artista, Municipalità, Soprintendenza, Accademia di belle arti), ieri l'appuntamento è stato fissato. Anzi, due appuntamenti. Il primo è previsto per la mattina del 24 gennaio a via Scarlatti. Nella comunicazione arrivata anche a Tatafiore, per il tramite del suo legale Carlo Penna, si dice che lo scopo è «un sopralluogo congiunto presso la sede stradale, al fine di valutare l'intervento di realizzazione dei sottoservizi afferenti l'opera che prevede un impianto idrico per il riempimento della vasca e il ricircolo dell'acqua e un impianto elettrico per l'illuminazione della stessa». Al di là della convocazione delle parti, tra le quali figurano anche l'Abc e l'Enel, emerge un dato importante, sul quale si è molto discusso in questi mesi, con un partito fautore del ritorno della fontana nella sua originaria destinazione vomerese e un partito guidato dall'ex presidente di Municipalità Gennaro Capodanno, appoggiato da alcuni consiglieri come Antonio Culiers e Alessandro Coccia, secondo i quali quella fontana andrebbe trasferita altrove.

Invece, come appunto dimostra il tenore della convocazione, la fontana tornerà nel suo luogo naturale, per il quale era stata progettata, via Scarlatti. Lo conferma anche il dirigente della direzione centrale Patrimonio del Comune, Fabio Pascapè, punto di riferimento di questa operazione. «Nessuno ha mai pensato di spostare in altra zona la fontana, mettendo in discussione una delibera che mantiene ancora il suo valore. Il nostro lavoro è quello di riportarla proprio nel punto in cui è stata per vent'anni, e farla ritornare nelle condizioni migliori, restaurata, ripulita, dotata anche dei presidi che non aveva». Tra questi, per esempio, il cavedio, ossia un impianto di smaltimento delle acque piovane, già in fase di progettazione.

L'altro appuntamento concordato con Tatafiore è quello del primo pomeriggio del 28 gennaio alla Mostra d'Oltremare, «finalizzato a visionare l'opera e a decidere gli interventi da operare». Questo sarà l'incontro più delicato, quello in cui bisognerà decidere come procedere per il restauro e quello in cui Tatafiore constaterà i danni subiti dalla scultura nel trasporto e nella sistemazione al padiglione Libia, inizialmente non sorvegliato né chiuso al pubblico. Per i tempi di restauro e ripristino della fontana a via Scarlatti Pascapè è convinto che si possa fare tutto, ormai avviata la procedura operativa, entro l'anno. Ultimo aggiornamento: 17:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA