Battisti, 30 terroristi latitanti: 14 in Francia, dossier sul tavolo di Salvini: «Vado da Macron»

Sabato 19 Gennaio 2019
​Caso Battisti, elenco 30 terroristi latitanti sul tavolo di Salvini: 14 sono in Francia

Trenta terroristi latitanti, 27 di sinistra e tre di destra: i loro nomi, a quanto si apprende da fonti del Viminale, sono sul tavolo del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Si tratta dell'elenco aggiornato che Intelligence e Forze dell'Ordine hanno rielaborato dopo l'arresto di Cesare Battisti.

 

Un asse Roma-Parigi per analizzare caso per caso la situazione dei terroristi italiani ancora latitanti affinché vengano estradati, a partire dalla Francia. Dopo l'arresto di Cesare Battisti, il Viminale ha pronto un dossier per riportare nelle carceri italiane trenta terroristi, di cui 14 fuggiti nel Paese d'Oltralpe. Lo stesso ministro Salvini si è detto pronto ad andare a Parigi per incontrare Macron. Non è escluso che nelle prossime ore partirà una richiesta ufficiale da parte del governo italiano a quello francese e - a quanto si è appreso - è già in corso «una fase
interlocutoria» per analizzare ogni singola posizione. Già nei giorni scorsi la ministra francese per gli Affari
europei, Nathalie Loiseau, aveva sottolineato: «Se Salvini ha dei fascicoli sui latitanti ce li dia e saranno esaminati dalla giustizia, caso per caso. Con uno spirito di responsabilità e tenendo sempre a mente quanto sono stati dolorosi per l'Italia gli anni di piombo». Ed ora è arrivata la risposta del ministro dell'Interno, che sul tavolo ha un documento con la lista dei trenta terroristi localizzati, di cui la metà in Francia. «Se serve, sono pronto a partire per Parigi per incontrare Macron, pur di riportare in Italia questi assassini», ha detto Salvini.

Nel dossier, aggiornato e rielaborato da Intelligence e Forze dell'Ordine dopo l'arresto di Battisti, sono elencati 27
terroristi di sinistra e tre di destra. L'obiettivo è «assicurarli alla giustizia italiana, come avvenuto per Cesare Battisti». Le procedure ufficiali potrebbero partire già nei prossimi giorni, ma non si annuncia un percorso facile. Se non c'è più la «dottrina Mitterrand» degli anni Ottanta e Novanta a proteggere i "latitanti politici", per nessuno di loro può essere fatta valere la decisione-quadro del 2002 sul mandato d'arresto europeo. I terroristi individuati sono accusati di fatti commessi in epoca antecedente il 1 novembre 1993, che dunque non possono rientrare sotto il mandato d'arresto europeo ma devono essere trattati in base alla normale procedura di estradizione prevista dalla Convenzione del 1957. Per chiedere l'estradizione di tutti i fuoriusciti di quegli anni l'Italia potrebbe rifarsi a quella convenzione, in base alla quale la domanda viene trasmessa per via diplomatica.

Tra le primule rosse fuggite Oltralpe ci sono Marina Petrella, coinvolta nel caso Moro e già salvata da Sarkozy che
per motivi umanitari ne bloccò l'estradizione, Giorgio Pietrostefani, fondatore di Lotta Continua e condannato per
l'omicidio Calabresi, Sergio Tornaghi, brigatista della colonna milanese condannato all'ergastolo per l'omicidio del maresciallo Francesco di Cataldo. Simonetta Giorgieri, leader delle Br toscane condannata all'ergastolo per l'omicidio Moro, Narciso Manenti, che a capo di un commando di Guerriglia proletaria uccise il carabiniere Giuseppe Gurrieri a Bergamo ed Enrico Villimburgo, brigatista condannato all'ergastolo nel processo Moro e per gli omicidi Bachelet, Minervini e Galvaligi. 

 

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 14:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA