«Bacio a Salvini? Sì, ci dà i soldi»
Ma il rione accusa: sei un traditore

di Marco Di Caterino

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Il cielo nero, gonfio di pioggia, che grava sul rione Salicelle accompagna tra questi orridi palazzoni il day after del bagno di folla per Matteo Salvini, che qui il 4 marzo ha preso voti grazie a Pina Castiello, ora sottosegretaria del governo giallo-verde, con delega al Sud, che qui è un vero abisso di disperazione e camorra. Qui dove davvero tira una brutta aria. Le forze dell’ordine per quattro volte in questa settimana hanno rivoltato il rione come un calzino. La Dda indaga sul clan Bizzarro-Barbato - che occupa ben due interi isolati, anzi fortini - quale maggiore indiziato per questa nuova stagione del tritolo. E poi la sortita di Salvini, che divulga in conferenza stampa una notizia che le Procure volevano rimanesse segreta: lo sgombero di circa 200 famiglie che da anni occupano abusivamente altrettanti alloggi. Otto anni fa, per lo sgombero di appena tre nuclei familiari, ci fu una violenta rivolta del quartiere, scontri con la polizia, il blocco dell’asse mediano, l’incendio di cassonetti. Una rivolta durata diverse ore e terminata solo quando l’ultimo poliziotto andò via. Quelle tre famiglie sono ancora lì. Nessuno osa immaginare cosa accadrà con le 174 famiglie che da trenta e più anni, hanno un tetto sopra la testa. «E a quello... hanno baciato pure le mani», esclama Raffaele Castiello, che dice di essere uno zio in rotta con la sottosegretaria. Il baciatore, gli diciamo, è del rione Salicelle. «Ma quando mai - sbotta con rabbia - quello sta dentro ai “grigi” e farebbe bene a non mettere piedi nel rione». E così si scopre che anche in questo difficile posto dove il concetto di essere ultimo ti si appiccica dalla nascita esiste una forma nemmeno troppo velata di classismo del degrado. Prima i palazzoni del rione, poi i «grigi», palazzine popolari a tre piani prospicienti Salicelle, e infine i «mattoni», che un graffito ha ribattezzato «Rione Speranza», che qui è stata la prima a morire. Nei «grigi» abita Raffaele Chiariello, 52 anni, venditore ambulante di calzini da 30, star del web per un giorno, per quel baciamano a Salvini. «Ma quale saluto come ai boss», sbotta nervoso per la fila di giornalisti che gli hanno impedito persino di dare il granone alle galline, nel pollaio abusivo tirato su nell’ex aiuola condominiale. 

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Sabato 19 Gennaio 2019, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 16:42
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 37 commenti presenti
2019-01-20 19:51:41
tu sei del ti senti percio' superiore .........mamma' !!
2019-01-20 17:52:46
sono due faccie della stessa medaglia, l'uno fa soldi e propaganda con i migranti e l'altro fa ancora piu' soldi e propaganda con pseudo tv/fiction e pseudo libri sulla pelle della povera/sfortunata gente di napoli; viva napoli e forza napoli sempre e comunque
2019-01-20 17:13:54
Ai napoletani che l'hanno pure votato, ma vi rende conto!??? Questo signore cantava "senti che puzza scappano anche i cani sono arrivati i napoletani o colerosi terremotati voi col sapone non vi siete mai lavati", vi rendete conto???? E voi lo votate!!!! Io non ci posso credere
2019-01-20 17:38:53
Evidentemente "padania is not Italy" con loro ha indovinato a cantare quella canzone.
2019-01-20 23:01:12
uno sfottò da stadio rimane tale,,a me interessa ciò ke ha promesso prima gli italiani e frontiere kiuse il resto può pure cantare vesuvio lavali con fuoco a me interessa poco,,

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