Racket, Vesi rompe il fronte napoletano: «Ma Sorbillo è un pizzaiolo o un piazzaiolo?»

Martedì 29 Gennaio 2019
«Pizzaiolo o piazzaiolo?». Giuseppe Vesi, pizzaiolo rappresentante di una storica famiglia sulla soglia dei cento anni di attività, sulla scia dell’articolo a firma di Selvaggia Lucarelli su Il fatto quotidiano, evidenzia alcune falle nella denuncia di Gino Sorbillo, riguardo il petardo attribuito alla “mano longa” di un sistema malavitoso che, secondo gli articoli apparsi sui giornali, si starebbe contendendo il racket delle estorsioni al centro storico di Napoli. «Avevo espresso la mia solidarietà a Gino, anche se molto dubbiosamente, ma così passano concetti sbagliati – spiega Vesi – siamo presenti, con la mia famiglia, con tre locali di nostra proprietà al centro storico, e non abbiamo mai avuto richieste di alcun tipo».
 

«Mi pare strano – continua Vesi – che negli anni, queste cose capitino sempre e solo a Sorbillo». Chiara e netta la precisazione. «Non mi sono espresso fino ad oggi – continua Giuseppe – perché non ho voluto far pensare a nessuno che mi volessi fare pubblicità. Non ci serve a nulla accendere i fari sulle nostre attività in questo modo. I consumatori sono sempre più allenati e consapevoli e stanno imparando a riconoscere la qualità. Sanno scegliere. Piuttosto che un pizzaiolo l’amico Sorbillo, in questo caso, mi è sembrato un piazzaiolo, uno alla ricerca di facile pubblicità, quella della piazza». «Napoli e la pizza non hanno bisogno di tutto questo - conclude Vesi - buttare fango sulla nostra città, sul centro storico, serve solo a creare un clima di negatività». Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 10:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA