Italia in recessione, Pil -0,2%​. Palazzo Chigi: «Niente manovra bis». Di Maio accusa il Pd

Disoccupazione giù al 10,3% a dicembre. Occupati al top da 10 anni: ai livelli pre-crisi
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Un «netto peggioramento» dell'industria e del settore agricolo, un «andamento stagnante» del terziario: è la fotografia di un Paese che, dopo cinque anni, frena e finisce in recessione. L'ultimo trimestre vede una contrazione dell'economia dello 0,2%. È una recessione tecnica, determinata da due trimestri consecutivi di calo nella seconda metà del 2018.

 


Ma è anche una zavorra per il 2019: da imprese e sindacati sale l'allarme e la richiesta al governo di prendere contromisure. Accelerare gli investimenti e un decreto «cantieri veloci», è la ricetta dell'esecutivo, che continua a negare la necessità di una manovra correttiva. E ostenta ottimismo. Il calo è «transitorio» e legato alla guerra dei dazi tra Usa e Cina, spiega Giuseppe Conte: il «rilancio» quest'anno è «certo». I dati sono l'eredità - punta il dito Luigi Di Maio, con scelta che Matteo Salvini non sposa - dei governi a guida Pd. Nell'ultimo trimestre del 2018 l'economia italiana ha subito una contrazione: non andava così male dal 2013 e il dato, ufficializzato dall'Istat, pesa come un macigno sull'azione del governo. Il premier convoca un gabinetto di guerra di primo mattino a Palazzo Chigi. Bisogna decidere che linea tenere, che misure mettere in campo. Come evitare una manovra correttiva che nell'esecutivo più d'uno considera difficile da schivare. Ma Di Maio assicura che i «saldi» non cambieranno. E Salvini scommette per fine anno «il segno più».

Già vacillano però le previsioni del governo, che ha fissato la crescita del Pil all'1%. A causa della «zavorra» degli ultimi due trimestri di crescita negativa nel 2018 (-0,1% e -0,2%) lascia in eredità al 2019 una crescita acquisita (se il Pil per tutto l'anno fosse pari a zero) pari al -0,2%. E se Banca d'Italia per ora prevede per l'anno in corso un segno positivo allo 0,6%, c'è già chi abbassa ancora l'asticella. Carlo Cottarelli stima uno 0,4% e lancia l'allarme patrimoniale. I dati ufficiali per ora sono quelli dell'Istat. E non sono tutti «neri».

C'è un lieve miglioramento dell'occupazione, che si attesta a livelli pre-crisi, al massimo da dieci anni, al 58,8% (+0,1%). Ma il lavoro resta tra i dossier caldi del governo, dal momento che aumentano i posti a termine o autonomi, mentre calano quelli stabili. L'economia italiana nel suo complesso soffre ma, spiega il ministro Giovanni Tria, il dato era «atteso»: c'entrano la guerra dei dazi Usa-Cina e un rallentamento europeo, a partire dalla Germania (il Pil dell'Eurozona nel quarto trimestre è a +0,2%).

Nel 2018 il Pil italiano è all'1%, in netta frenata rispetto all'1,6% del 2017. Ma, nonostante la borsa in giornata chiuda in calo, lo spread non si muove molto e Tria sottolinea che i dati «non intaccano il recupero di fiducia dei mercati nel debito italiano». «Non sono preoccupato, c'è entusiasmo», concorda Conte: bisogna solo aspettare - spiega - che prendano corpo gli effetti delle misure contenute in manovra e si vedrà che non serve una manovra-bis.

Ma il rallentamento c'è, il 'gabinetto di guerrà del governo studia le contromisure: obiettivo minimo superare senza ostacoli la scadenza delle elezioni europee. Tria annuncia un'accelerazione del «programma di investimenti pubblici» e Salvini un decreto, entro marzo, per «dimezzare» i tempi di avvio dei cantieri pubblici. Per il 2020 - promette la Lega che lavora a una propria proposta - non solo si eviterà un aumento dell'Iva ma arriverà la flat tax con un taglio Irpef al 20% per i lavoratori dipendenti e un quoziente familiare. «Bisogna agire subito o a gennaio sarà peggio», pungola però Vincenzo Boccia da Confindustria: si sblocchi la Tav, per iniziare. «I dati sono preoccupanti, è a rischio l'occupazione», dice dalla Cisl Annamaria Furlan.

Di Maio se la prende con i governi Pd che - accusa - hanno «mentito» e dichiarato la fine della crisi quando non era vero. Ma Salvini non lo segue su questa strada. E le opposizioni insorgono, chiedono al governo di riferire in Aula. Di Maio - dice Pier Carlo Padoan - mina la «fiducia» in istituzioni come l'Istat: «I problemi per il Paese sono iniziati con questo governo».


 
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10:27 - Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 08:34
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5 di 15 commenti presenti
2019-01-31 14:11:51
Certo che il problema principale non è chi c'è al governo ma le tante persone con poco sale nella zucca che li votano. Per IV trimestre 2018 si intende (per coloro che non sono bravi in matematica) ottobre, novembre e dicembre 2018. Ora, attivando le cellule neuroniche, penso; ma se un nuovo governo si insidia alla fine del mese di luglio e l'unica legge che potrebbe cambiare l'economia di uno stato è la legge di bilancio (principalmente), approvata il 31 dicembre 2018 dal nuovo governo, di chi è la responsabilità della recessione registrata nel IV trimestre 2018?
2019-01-31 15:00:07
evidentemente dimentica anche il forte rialzo dello spread, il Decreto Dignità ed altre amenità varie che hanno fatto sparire gli investitori. Ma la colpa è del PD logicamente
2019-01-31 15:27:13
Anzitutto il governo attuale si è insediato il 1° giugno 2018. Fino a dicembre ne hanno combinate di cotte e di crude dietro ad un non ben precisato progetto di accontentare questo e quello a soddisfacimento delle promesse elettorali. Il sistema produttivo nel primo trimestre era pronto a trasformare parte dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Ma questo governo ha reso incerto lo scenario "del sostegno all'occupazione", ha dovuto rastrellare fondi un po di qua ed un po di là da destinare ad un nuovo ed ingarbugliatissimo sistema sociale ( reddito e quota 100) e come diretta conseguenza si sono avute numerosissime interruzioni di rapporti di lavoro e quindi calo della produzione. Ora invece di scaricare la responsabilità sugli altri meditate!
2019-01-31 13:55:13
oddio potrebbe anche essere colpa di macron o soros o boldrini?????
2019-01-31 13:48:01
Ci hanno trascinati nell' euro(pa) e nella globalità...senza sapere cosa sarebbe successo....invocando "sovrazionismo" a giustificazioni di lobby e poteri massonici-finanziari !

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