Morì dopo intervento alla milza,
la Procura: processare i medici

di Ciriaco M. Viggiano

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Era stata ricoverata per un ematoma alla gamba sinistra. La tac, invece, sembrò rivelare una lesione della milza tale da imporre un intervento chirurgico. Una volta in sala operatoria, ecco la sorpresa: l'organo era intatto. Così, a settembre 2015, Elena Migliozzi morì dopo diversi giorni di agonia. Tre i medici finiti sotto inchiesta per i quali la Procura di Torre Annunziata, nell'udienza celebrata ieri davanti al gup, ha invocato il rinvio a giudizio: una richiesta sulla quale il giudice si pronuncerà il prossimo 9 maggio.

LA STORIA
A distanza di tre anni e mezzo dal (presunto) caso di malasanità che scosse la Costiera, dunque, ancora si attende la decisione sull'eventuale processo a carico dei tre medici coinvolti. Si tratta di Pietro Gnarra, primario di Chirurgia dell'ospedale di Sorrento e ieri unico presente in aula, Loris Tango, altro medico in servizio presso il «Santa Maria della Misericordia», e Chiara D'Errico, membro del team di Radiologia. Il 9 maggio i loro difensori terranno le rispettive arringhe, dopodiché il gup valuterà se prosciogliere o disporre il processo per i tre medici. Fino a quel momento, però, il termine di prescrizione resterà sospeso. Il che allontana l'ipotesi di un clamoroso colpo di spugna.
È il 10 settembre 2015, quando Migliozzi viene ricoverata nell'ospedale di Vico Equense per un ematoma alla gamba sinistra. Dall'ecografia emerge la presenza di liquido nell'addome. Di qui il trasferimento a Sorrento, dove viene effettuata una tac di controllo dalla quale risulta una sospetta lesione della milza. A quel punto la paziente, che nel frattempo continua a perdere sangue dalla gamba, viene sottoposta a intervento chirurgico. In sala operatoria, però, i medici notano che l'organo è intatto. Per Migliozzi si aprono le porte della Rianimazione dove il 13 settembre le sue condizioni si aggravano fino alla morte.

I figli della 77enne denunciano la vicenda ai carabinieri e la Procura apre un'inchiesta. La svolta arriva dall'autopsia: secondo l'esperto nominato dalla Procura, «i medici dell'ospedale di Sorrento hanno una responsabilità negli eventi che portarono alla morte» della paziente, avendo agito «senza la dovuta prudenza, diligenza e perizia». Sul fronte opposto, invece, una perizia firmata da Francesco Corcione, uno dei chirurghi italiani più famosi, sostiene come Gnarra e Tango abbiano rispettato i protocolli sanitari e come l'intervento su Migliozzi fosse indispensabile alla luce del suo quadro clinico: emoglobina e pressione in calo, paziente sotto choc e sospetta lesione della milza. Ma che cosa ne pensano i figli della paziente? «Vogliamo giustizia per nostra madre spiegano . Se i medici dovessero essere condannati, devolveremo l'eventuale risarcimento a una fondazione impegnata nella ricerca sulle malattie rare».
Venerdì 1 Febbraio 2019, 14:56 - Ultimo aggiornamento: 01-02-2019 19:00
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-02-01 15:08:02
E, per la cronaca, disporre un proscioglimento non corrisponde automaticamente ad un”clamoroso colpo di spugna”...Questa invece e’ diffamazione a mezzo stampa...
2019-02-01 15:50:17
E’ stato chiesto un rinvio a giudizio.Che potrebbe o non potrebbe esserci. Quello che invece certamente non c’e’ e’ il rispetto della Privacy...

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