Di Maio torna nella sua scuola a Pomigliano: «Sono pronto ad ascoltare gli studenti»

Lunedì 4 Febbraio 2019 di Gigi Di Fiore

«Non vado di solito nelle scuole dove si mette il bavaglio ai ragazzi, voglio ascoltare sempre le loro ragioni». Il vice premier Luigi Di Maio chiarisce la sua posizione e taglia corto sulla polemica che, attraverso i social, si è sviluppata sul suo ritorno pubblico a Pomigliano, previsto stamattina al liceo classico «Imbriani» dove si diplomò 16 anni fa. «Ci hanno impedito di esprimerci, altrimenti ne pagheremo le conseguenze, ci abbassano i voti, dicono. E la libertà degli studenti? Dov'è il diritto di opinione?» È stato il post pubblicato venerdì scorso da Maurizia Di Buono, rappresentante degli studenti.
 
Il preside del liceo classico e scientifico «Vittorio Imbriani» di Pomigliano, Domenico Toscano, ha invitato da tempo Di Maio. «Qui lavora ancora una sua ex insegnante, ci saranno anche alcuni suoi ex compagni di scuola a salutarlo» dice. E sul divieto alle contestazioni ci tiene a spiegare: «Non ho mai detto che non si può dissentire dal vice premier, ho solo invitato tutti a farlo nelle forme e nei modi più corretti possibili. Urla, parolacce e altre cose simili non sono consentiti. I ragazzi potrebbero, ad esempio, preparare un loro documento da consegnare a Di Maio. So che, comunque, ha intenzione di ascoltare le loro ragioni».

Due mesi e mezzo dopo, il vice premier torna dunque nella sua Pomigliano. L'ultima volta fu il 19 novembre scorso, quando all'istituto tecnico «Eugenio Barsanti» fu accolto da contestazioni di un gruppo di studenti uniti ai rappresentanti dei «Si Cobas» con i licenziati dello stabilimento automobilistico Fca. Tra i contestatori, c'era anche Maurizia Di Buono, che resta molto critica sull'alternanza scuola-lavoro. E ha spiegato, ricordando le proteste del 19 novembre: «Con il presidio fuori l'Itis Barsanti, volevamo solo far rendere conto al ministro che alla scuola pubblica i soldi tagliati per valutazioni politiche servono. Non solo perché l'edilizia è precaria o per le strutture messe veramente male, ma perché la scuola sta diventando un privilegio di pochi, è sempre più elitaria e limitata a chi se la può permettere».

Al ritorno del vice premier nella sua ex scuola, ci sarà ad accoglierlo anche una sua ex docente che è ancora in servizio: l'insegnante di italiano Rosa Manna. Un ritorno al passato, per la premiazione di un centinaio di alunni che hanno ottenuto buoni risultati nei precedenti anni scolastici. «Merito e innovazione» è il titolo dell'incontro di questa mattina. Con Di Maio, dovrebbero esserci anche la direttrice scolastica regionale Luisa Franzese e il sottosegretario del Miur, Salvatore Giuliano. «Ascolterò le ragioni di tutti, come è mia abitudine» annuncia Di Maio.

Commenta Lello Russo, il sindaco di Pomigliano: «Se è stato negato ai ragazzi il diritto di dissentire è un fatto gravissimo, ma conosco il preside e non credo abbia imposto divieti». E poi aggiunge il sindaco: «Se i ragazzi faranno domande anche pepate, è espressione di democrazia. La scuola nella nostra città è in uno stato di abbandono e vanno ascoltate tutte le ragioni»

Di sicuro, stamattina dinanzi al liceo «Imbriani» verrà organizzato un presidio di operai e studenti. Agguerriti gli esponenti dei Cobas, che ripeteranno l'iniziativa del 19 novembre scorso e spiegano: «Di Maio di nuovo a Pomigliano, ma lontano dalle fabbriche. Ancora una volta sarà lontano dalla Fca e dal reparto di Nola». I più presenti nelle proteste in luoghi legati al vice premier nella sua Pomigliano sono proprio i Cobas. Stavolta, il ritorno è legato a ricordi personali del ministro Di Maio, che premierà gli studenti in quella che fu anche la sua scuola. Dice il preside Toscano: «Non ho motivo per pensare che non sarà una manifestazione corretta».

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