Sanremo, Ginoble (Il Volo): «Alcuni giornalisti ci hanno chiamato per scusarsi»

Martedì 12 Febbraio 2019 di Tito Di Persio
Gianluca Ginoble de Il Volo e il neo presidente della regione Marco Marsilio

Gianluca Ginoble, “il bello dei tre tenorini” de Il Volo, appena tornato nella sua Roseto degli Abruzzi dopo l'esperienza al 69esimo Festival di Sanremo parla a Il Messaggero della vittoria sfumata d’un soffio e di quel terzo posto condito dalle offese ricevute in sala stampa e documentate in un video diffuso da Francesco Facchinetti. Poi, rivela il suo profondo legame con l’Abruzzo e i suoi concittadini, della nuova fidanzata Francesca e dispensa anche alcuni suggerimenti al neo presidente della regione Marco Marsilio.

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Gianluca Ginoble è tornato dal Festival di Sanremo a Roseto con l'amaro in bocca?
«Prima di tutto vorrei chiarire una cosa: noi non c’è l’abbiamo con i giornalisti, ma siamo rimasti delusi e amareggiati per il comportamento solo di alcuni giornalisti che ci hanno insultato pesantemente con epiteti irripetibili. Va bene il diritto di cronaca e di critica, ma le offese non sono ammissibili. Siamo dei ragazzi giovani, alcuni di loro potevano essere nostri padri, altri addirittura nostri nonni. Il loro comportamento è stato offensivo non solo per noi, ma per tutta la categoria. Sono giorni che alcuni dei loro colleghi ci telefonano scusandosi anche a nome loro. Fa male vedere il video dove un giornalista urla "in galera, in galera", con gli altri che lo incitavano. È stato un vero e proprio gesto di bullismo.
 

Noi in dieci anni di carriera siamo sempre stati criticati nel nostro Paese, eppure i giornalisti dovrebbero essere orgogliosi di noi che portiamo con la nostra musica l’Italia in giro per il mondo. Abbiamo avuto l’onore di cantare per il Papa. Di esibirci con artisti del calibro di Barbra Streisand e Placido Domingo. Chiudo questo mio sfogo leggendo le ultime due righe della nostra lettera: essere chiamati "merde" o vedere qualcuno che sbraita "in galera" solo perché stiamo facendo quello che ci piace nella vita è irrispettoso non solo nei nostri confronti, ma soprattutto nei confronti della libertà di espressione».

Che rapporto ha con la sua città, Roseto?
«Il video che ho fatto con Antonello Venditti, dove lo faccio parlare in dialetto rosetano, è sinonimo di quanto io possa amare la mia terra e la mia città. I miei concittadini non perdono mai occasione per farmi sentire la loro vicinanza. Anzi, colgo l’occasione per ringraziali del loro costante sostegno morale».

Come fa a spiegare quando è in giro per il mondo a qualcuno che è abruzzese?
«C’è un video girato da Bruno Vespa in America, dove ci sono io che spiego dov’è l’Abruzzo a Woody Allen. Prima gli dico che vivo in centro Italia, come posizione geografica. Poi, gli chiedo se conosce il nostro Montepulciano D’Abruzzo. Il nostro vino lo conoscono e lo appezzano tutti. È semplice!».

È fidanzato?
«Si, mi sono fidanzato quest’estate in vacanza a Roseto, con Francesca. Anche lei è una rosetana Doc».

E in vacanza dove va?
«Ovviamente in Abruzzo e a Roseto».

Lei che gira tutto il mondo, che suggerimento darebbe al neo presidente Marco Marsilio per l’Abruzzo?
«Approfitto de Il Messaggero per augurare un buon lavoro a neo presidente. E spero che faccia meglio delle presenti Amministrazioni. Poi, a Marsilio dico di puntare sul turismo dei giovani, e non solo sulle vacanze del famiglie, il tutto senza mai trascurare l’ordine e l’eleganza. Qui in Abruzzo purtroppo mancano le strutture. Sugli hotel e servizi siamo un po’ carenti. Dovremo prendere esempio dalla costa romagnola, anche perché a livello costiero non abbiamo nulla da invidiare a loro. Puntare in alto sempre e comunque!».

Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 14:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA