Revisori di Napoli in rivolta: «Più soldi per noi», ma arriva lo stop del Viminale

di Pierluigi Frattasi

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I revisori dei conti del Comune di Napoli chiedono l'aumento di stipendio. Lo prevede il decreto Salvini-Tria del 21 dicembre scorso che contempla l'adeguamento dei compensi degli organi di controllo del Municipio dopo 13 anni di stop, con un incremento, nei comuni maggiori come Napoli, con più di 500mila abitanti, fino ad oltre il 56% in più. L'11 febbraio i revisori partenopei, che attualmente hanno la stanghetta degli stipendi fissata su un livello molto basso, hanno chiesto al Comune «l'adeguamento dei compensi a decorrere dal primo gennaio 2019». Il compenso base passerebbe dai circa 1.270 euro attuali al mese (15.300 all'anno) fino a un massimo di 2.300 euro al mese (27.650 all'anno) previsti dal nuovo decreto. Più alto l'emolumento del presidente, di circa il 50%. Soldi ai quali vanno aggiunti anche i vari rimborsi, tra cui le spese di viaggio, che possono essere anche consistenti a seconda della distanza e del tipo di vettura usata. Una cifra, quella dei 27mila euro, considerata in linea con la parcella di un professionista con il compito e l'onere di gestire i conti della terza città d'Italia. Ma sull'adeguamento è arrivata la frenata del Viminale. Dopo tante richieste di aumento avanzate dai revisori di tutti i comuni d'Italia, a partire da Napoli, l'Anci, l'associazione dei Comuni, ha chiesto infatti un parere legale al ministero degli Interni.
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Domenica 17 Febbraio 2019, 09:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2019-02-17 11:54:53
I revisori dei conti hanno iniziato a rivedere i propri...
2019-02-17 12:46:54
A cosa servono sti revisori a Napoli? visto lo statobancarottaro in cui si trovano i conti del comune?
2019-02-17 16:09:40
il talento si paga e quello napoletano e' caro, fatevene una ragione; viva napoli e forza napoli sempre

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