Sanatoria per multe e tasse locali, sì al taglio dell'Ires

​Sì al taglio dell’Ires, sanatoria per le multe e tutte le tasse locali
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di Luca Cifoni

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Diventa più ampia la possibilità di “rottamare” tributi locali e multe auto: nel decreto crescita che il governo dovrebbe approvare domani è apparso un articolo che dà la possibilità a Regioni e Comuni di prevedere la definizione agevolata delle proprie entrate non riscosse a seguito di provvedimento di ingiunzione fiscale. Si tratta di un canale alternativo a quello della riscossione tramite ruolo, previsto da una norma che risale a oltre un secolo fa: una forma di riscossione diretta che in alcuni casi può risultare più veloce. Gli enti territoriali che in passato l’hanno applicata potranno, se lo vogliono, decidere forme di rottamazione dei provvedimenti notificati da loro stessi o dai concessionari privati della riscossione (che per inciso erano esclusi dalla rottamazione ter). A livello locale saranno eventualmente decise modalità, scadenze e numero delle rate. Nella relazione tecnica a questa novità non vengono attribuiti particolari effetti sui conti pubblici.

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La novità si inserisce in un provvedimento che in realtà sarebbe dedicato a misure per la crescita. Nel testo sono rimaste le principali misure fiscali, che rappresentano una sorta di marcia indietro rispetto ad alcune scelte della legge di Bilancio: la mini-Ires (che viene di fatto superata) il super-ammortamento voluto dal precedente esecutivo (cancellato e poi ripristinato) il credito d’imposta. Mancano però le norme per gli indennizzi ai risparmiatori truffati era stato ipotizzato di aggiungerle al testo), mentre il ministero per i Beni culturali boccia le norme che avrebbero dovuto semplificare i lavori sugli edifici vincolati.

Mini-Ires
La cosiddetta mini-Ires introdotta dalla legge di Bilancio (aliquota Ires al 15%, invece che 24 per le società che investono e aumentano l’occupazione) non è stata di fatto applicata perché troppo complessa nei suoi parametri. Il governo intende ora sostituirla con un meccanismo più semplice, che prevede la tassazione al 20 per cento semplicemente per gli utili non distruibuiti e quindi reinvestiti in azienda.

Investimenti
Il super-ammortamento (130 per cento) per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, che era scaduto alla fine dello scorso anno, viene reintrodotto a partire dal primo aprile e fino al 30 giugno del 2020. In questa nuova versione della misura è previsto un tetto di 2,5 milioni agli investimenti complessivi. Per lo stato il costo a regime in termini di minor gettito di competenza è di 147 milioni l’anno, per un periodo di ammortamento di 7 anni.

Calamità
Le detrazioni del 75-85 per cento (rispetto al prezzo di acquisto) per le spese di rafforzamento anti-sismico in caso di demolizione e ricostruzione di interi edifici vengono estese alle zone a rischio sismico 2 e 3. Inoltre in caso di intervento di efficienza energetica o anti-sismico il soggetto interessato può ricevere un contributo anticipato. Questa ultima norma ha trovato l’apprezzamento di Confedilizia, che invece è critica sull’insieme del provvedimento.

Imu
Il decreto amplia al 60 per cento la percentuale di deducibilità dall’imposta sul reddito dell’Imu pagata dalle imprese o dai professionisti per i propri immobili strumentali. Questa percentuale era già stata portata al 40 per cento con la legge di Bilancio. È stata valutata anche la possibilità di prevedere una deducibilità totale; nella versione attuale comunque il costo per lo Stato, a regime, è di 167 milioni l’anno.

Città
L’obiettivo è favorire la trasformazione dei vecchi immobili nelle città: le imprese che li acquistano per demolirli e ricostruirli entro dieci anni con caratteristiche di efficienza energetica pagheranno le imposte di registro ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro l’una, con un forte vantaggio fiscale rispetto all’attuale imposta di registro fissata al 9 per cento del valore. L’agevolazione si applica fino al 31 dicembre 2021.

Pir
Cambia ancora la normativa sui Pir (piani individuale di risparmio). In particolare la percentuale di investimenti qualificati in Pmi scende dal 10% all’1,42% nel primo anno di applicazione per poi salire al 10% progressivamente negli anni successivi. la revisione dei Pir contenuta nella legge di Bilancio a giudizio degli operatori aveva causato una perdita di appeal di questo strumento dopo il grande successo registrato fino al 2017.
 
Mercoledì 3 Aprile 2019, 08:45 - Ultimo aggiornamento: 03-04-2019 12:51
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2019-04-03 09:50:42
La "nuova politica" nella "terra dei cachi".....Regioni,comuni....aumentate le tasse!...
2019-04-03 12:06:34
con noi mai condoni!!!! cambiamento e onestà!!!!!!

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