Napoli città libro, niente wi-fi e mugugni: si spera nei lettori del weekend

Venerdì 5 Aprile 2019 di Giovanni Chianelli

L'immagine bella di centinaia di ragazzi in fila ad aspettare ha fatto da preludio, ieri mattina, all'inaugurazione di «NapoliCittà Libro», il Salone dell'editoria napoletana. Scolaresche, soprattutto. Tra i richiami dei docenti e un tocco ai suggestivi «gabbiani libro» che, svolazzando in aria, accolgono i visitatori all'ingresso, i giovani sciamavano per gli spazi di Castel Sant'Elmo, la nuova location scelta per il salone dopo che il complesso di San Domenico Maggiore, sede nel 2018 della prima edizione, aveva lasciato perplessità per i limiti strutturali, dagli spazi angusti all'assenza di connessione web. Una scelta dunque sotto esame e su cui gli organizzatori hanno puntato molto. E che per qualche verso resta una incognita: ieri molti degli stand erano ancora in via di allestimento quando, alle 10, il salone veniva ufficialmente aperto. La cerimonia iniziale ha visto Vincenzo De Luca, presidente della Regione, seduto a due sedie di distanza dal sindaco Luigi de Magistris: e già questo ha fatto del salone un evento.
 


LE CRITICITÀ
A fare gli onori di casa Anna Maria Imponente, direttrice del polo museale della Campania: «Se castel Sant'Elmo diverrà una calamità per gli alunni delle scuole ed intellettuali, per turisti e appassionati, vuol dire che il salone avrà fatto il suo dovere» ha detto, anche se il debutto non sembrava andare in quella direzione. E poi Antonio Parlati, vicepresidente del centro di produzioni Rai di Napoli, il quarto uomo che si è aggiunto al terzetto di organizzatori formato da Alessandro Polidoro, Rosario Bianco, Diego Guida (che insieme hanno dato vita al comitato Liberarte). L'auditorium, dove si è svolta la cerimonia, ha registrato il pieno ma non il pienone per almeno due ragioni: un lato era stato dichiarato inagibile per problemi al soffitto. E mancava, almeno fino al pomeriggio, la parte di pubblico rappresentata dagli over 30.

L'OSPITE D'ONORE
Subito dopo l'apertura gli occhi di tutti sono andati all'ospite d'onore e padrino culturale della manifestazione, Raffaele La Capria. L'autore di Ferito a morte, classe 1922, moderato da Silvio Perrella ha intrattenuto il pubblico dei tanti studenti che gli hanno fatto omaggio. Faceva effetto l'amore verso lo scrittore anziano, così come il successo riscosso presso i giovanissimi da Pippo Baudo che ha raccontato aneddoti della sua irripetibile carriera con Francesco Pinto, direttore del centro di produzioni Rai, e il docente di sociologia Sergio Brancato.

GLI STAND
Un giro tra i circa 120 stand e le 160 sigle editoriali (da quest'anno anche case nazionali come Mondadori e Neri Pozza), e nelle sale dove si svolgono le presentazioni - titolate come in una mappa marina con nomi ad effetto, da «Ponente» a «Libeccio» che fa da pendant al tema dell'anno,«Approdi» ha fatto emergere i primi problemi. Su tutti, l'assenza di wi-fi, che ha impedito agli editori orfani di Pos di concludere qualche affare in più. Per non parlare della colonnina di Ghetti, il volume dell'inviato del Corsera Goffredo Buccini, appoggiati beffardamente sui bidoni dell'immondizia durante la presentazione. Aspetti frutto di una parziale impreparazione all'evento e al luogo: «Era meglio l'anno scorso» il coro quasi unanime degli editori, tra i quali Donatella Gallone de Il mondo di Suk, Piero Graus e Aldo Putignano di Homo scrivens. Però le quattromila presenze di fine giornata confortano in previsione del week end, quando inizierà ad affluire il pubblico vero, ieri anche ostacolato dalla pioggia e dal vento che si sono abbattuti sulla città.

Ultimo aggiornamento: 11:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA