Maestra morta in casa in un lago di sangue, sarà l'autopsia a chiarire le cause

Domenica 7 Aprile 2019 di Marco Di Caterino
Una devastante ferita alla testa. Il corpo senza vita trovato sotto il tavolo della cucina e intorno numerosi fazzolettini di carta intrisi di sangue. È questa la raccapricciante scena che si è presentata l'altra sera ai carabinieri quando sono entrati nell'abitazione di Giovanna Borzacchiello, 67 anni, maestra elementare in pensione, trovata priva di vita in una larga pozza di sangue nella cucina della sua villetta a piano rialzato dove viveva da sola in via Amendola, una traversa di via Roma a Sant'Antimo.

A dare l'allarme era stata la collaboratrice domestica della maestra, che era ritornata in via Amendola anche di pomeriggio, visto che nella stessa mattinata, quando si era recata a casa della donna, dopo aver bussato più volte senza avere risposte, se ne era andata credendo che Giovanna Borzacchiello si fosse concessa una delle orami rarissime uscite. La collaboratrice domestica allarmata dalla mancata risposta della donna e per la prolungata assenza si è precipitata a casa di un lontano parente della maestra, che abita a meno di cento metri dal villino. E l'uomo accorso sul posto, dopo aver bussato più volte al campanello e persino con le mani sul portoncino di ingresso senza ottenere alcuna risposta ha aperto con una copia delle chiavi. E di fronte a quella scena agghiacciante ha immediatamente telefonato al 112. La centrale operativa ha girato l'intervento ai militari della locale tenenza, diretta dal tenente Daniele Perrotta che in una manciata di minuti sono giunti sul posto, contemporaneamente ad un'ambulanza del 118. E ai sanitari del servizio di soccorso non è rimasto altro che constatare il decesso della maestra che, secondo una prima valutazione del medico, sarebbe avvenuto tra le otto e dodici ore prima della scoperta del cadavere.
 
I carabinieri nel corso di una lunga e minuziosa perquisizione dell'appartamento hanno accertato che sia il portoncino d'ingresso che le finestre non presentavano segni di scasso e nemmeno tracce di effrazione. Tutte le stanze dell'unico appartamento al piano rialzato sembrano in ordine, con cassetti e porte dei mobili chiuse, il che farebbe pensare che nessun estraneo si sia introdotto nell'abitazione della maestra, per mettere a segno una rapina «facile» a una donna anziana, per giunta sola in casa, poi finita in tragedia. Eppure quel corpo ormai privo di vita, rannicchiato sotto il tavolo della cucina, circondato dai fazzolettini di carta impregnati di sangue ormai rappreso da ore, risulterebbe al momento poco o per niente compatibile con l'ipotesi della morte causata da un malore, in seguito al quale la maestra sarebbe caduta procurandosi quella profonda ferita alla testa, battendo violentemente il capo su una stufetta. Una lesione che le ha causato una vasta emorragia che la stessa Giovanna Borzacchiello avrebbe poi tentato di tamponare e magari fermare. Un altro indizio sul quale gli inquirenti hanno puntato la massima attenzione, è quello di numerose macchie di sangue, sparse per tutto l'appartamento.

Su disposizione della Procura di Napoli Nord, diretta da Francesco Greco, il pubblico ministero Paola Izzo - lo stesso magistrato che ha risolto a tempo di record le indagini sulla morte di Giuseppe Dorice, il bimbo di sette anni ucciso a Crispano a bastonate dal compagno della madre - ha disposto un doppio sequestro: quello dell'intero villino e quello del corpo della maestra, che è stato portato presso l'istituto di medicina legale del Secondo Policlinico, dove già domani verrà eseguita l'autopsia, che chiarirà le cause del decesso. La morte della «signorina», come era conosciuta a Sant'Antimo Giovanna Borzacchiello che ha insegnato a leggere e a scrivere a generazioni di concittadini, ha destato profondo cordoglio e commozione. Ultimo aggiornamento: 12:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA