Resa dei conti nei cinquestelle:
silurati altri due candidati

Giovedì 18 Aprile 2019 di Francesco Lo Dico
Finale con brivido. Rotolano le teste di Nazaria e Chimenti, altri due eurocandidati stellati esclusi tra sospetti e misteri. Dopo le voci di brogli circolate nella serata di martedì, salta la candidatura di Aniello Nazaria dalla lista Sud per le Europee che il M5s ha depositato ieri alla Corte di Appello di Napoli. Voti gonfiati, profili fasulli creati ad hoc per accrescere ad arte i consensi. L’accusa rivolta al militante di San Prisco, ingegnere casertano molto stimato dagli attivisti che respinge al mittente le accuse dei vertici («Solo fango»), è molto simile a quella che era costata il pass per Bruxelles al medico di Marcianise Francesco Mennella (che ha seccamente negato il dolo) dopo il primo turno. «Erano arrivate sul suo conto numerose segnalazioni di attivisti che come da prassi sono state verificate: siamo in presenza di un altro caso Mennella», confermano fonti interne del Movimento. Ma il candidato smentisce seccamente su Facebook le accuse che gli piovono addosso dal Movimento: «Solo fango su di me, li porto in tribunale». «Sono stato escluso senza nessun motivo – è la replica di Nazaria - nonostante la mia esplicita richiesta di chiarimenti!. È così che vengono meno i principi fondanti della trasparenza che erano alla base del 5S e di cui tutti ci siamo riempiti la bocca in questi anni!».  «Oggi – prosegue il militante amareggiato - mi ritengo un uomo libero ma in realtà lo sono sempre stato e forse pago proprio il prezzo della libertà ... Ma soprattutto sono libero da cotanta ipocrisia...».

A sua difesa, Nazaria pubblica infatti la mail ricevuta dallo staff stellato. Che non scomoda accuse di brogli ma dice in modo molto vago «che a seguito di alcuni controlli, è emersa un’incoerenza su quanto da te dichiarato all’atto della candidatura». «Pertanto – prosegue la missiva dello staff – ti comunichiamo che il capo politico ha valutato la compatibilità della tua candidatura con i valori e le politiche del Movimento 5 Stelle, esprimendo parere vincolante negativo sull’opportunità di accettazione della tua candidatura». Nazaria ha inoltre reso pubblica la mail inviata in risposta ai vertici. «Consapevole di non aver dichiarato il falso – contrattacca Nazaria – sono anzi stato declassato in termini di meriti poiché me ne mancano due: encomio dell’ordine degli Ingegneri per il terremoto in centro Italia e il merito professionale che mi giunge dall’essere consulente tecnico di parte per l’incidente probatorio del ponte Morandi».
 
Uomo più votato in Campania e terzo in assoluto nel Meridione, Nazaria si era piazzato al settimo posto con 925 voti nella lista Sud, a ridosso dei big uscenti Ferrara, Adinolfi, D’Amato e Pedicini. Ma il militante ieri si è trincerato nel silenzio.

A rendere il giallo ancora più intricato è tuttavia il nome prescelto per sostituirlo. A prendere il posto di Nazaria è infatti l’abruzzese Valeria Di Nino. Che era arrivata ventitreesima al secondo turno, ma ottiene il pass per Bruxelles nonostante fosse stata preceduta su Rousseau da cinque candidati più votati. Giallo anche sulla ghigliottina a Cinque Stelle scattata ieri all’improvviso per Otello Chimenti, militante crotonese che aveva concluso al sedicesimo posto la corsa su Rousseau. A subentrargli è infatti Stefania Gentile, attivista molisana che si era piazzata trentesima. In teoria - è la lettura che arriva da fonti interne del Movimento in punta di regolamento - la donna si sarebbe guadagnata il ticket per l’Europa a fronte delle regole interne sulle preferenze regionali, che prevedono almeno un rappresentante per ogni regione che fa parte della circoscrizione. Ma nella pratica c’è qualcosa che non torna. Dopo aver appreso della sua esclusione, Chimenti, che per ironia della sorte lavora nella Polizia postale, ha infatti postato ieri sul suo profilo Facebook la mail ricevuta dai vertici stellati. Che non chiama in causa il regolamento interno ma anzi alimenta dei dubbi sulla condotta del candidato. «A seguito di alcuni controlli e reintegri di candidati – recita la comunicazione firmata dallo Staff – ti comunichiamo che il tuo nominativo non sarà incluso nella lista». Solo un messaggio automatico, inviato da prassi a chi viene escluso, oppure anche in questo caso c’è l’ombra di brogli? Impossibile a dirsi, al momento. Chimenti ha commentato l’esclusione con una certa amarezza. «Posso solo dire che, non per questa vicenda, ho perso fiducia in chi gestisce queste procedure», ha chiosato.

Per il resto, nella lista depositata ieri dal M5s alla Corte d’Appello non ci sono sorprese. A guidare la pattuglia degli eurocandidati meridionali è la capolista Chiara Maria Gemma, docente dell’Università di Bari personalmente designata da Luigi Di Maio e poi sottoposta alla ratifica degli iscritti pochi giorni fa. Dietro di lei, per effetto delle regole di genere, si guadagna la seconda piazza l’eurodeputato uscente Piernicola Pedicini, beneventano trapiantato a Matera, seguito dalle altre big del Movimento reduci da Bruxelles. Le due napoletane Laura Ferrara (campionessa meridionale di preferenze) e Isabella Adinolfi, e la pugliese Rosa D’Amato. A completare la rosa dei diciotto ci sono poi l’attivista salernitana Michela Rescigno (che già aveva tentato di conquistare un seggio alle politiche) e il consigliere regionale abruzzese del M5s Gianluca Ranieri. In loro compagnia anche il Dibba del Tavoliere Mario Furore e l’ex capo della comunicazione stellata pugliese Alberto Claudio De Giglio.  Nella squadra in campo per Bruxelles anche 'ex consigliere di Municipalità a Napoli, Mariano Peluso e lo psicologo salernitano Enrico Farina, in forza al ministero di Giustizia. Della partita anche i due casertani Danilo Della Valle e Antimina Di Matteo e l’ingegnere napoletano Luigi Napolitano. Sul quale si sono nuovamente addensati ieri i malumori degli attivisti. Napolitano, molto vicino a Di Maio, nel periodo in cui frequentava l'università Federico II di Napoli, era stato il fondatore dell'associazione di studenti di ingegneria a cui aderì a suo tempo anche il capo politico 5 Stelle. Ma oltre al caso Nazaria, la Campania deve fare i conti con un altro smacco dell’ultimo momento. Nella circoscrizione Centro è stata infatti esclusa la giornalista napoletana Tiziana Cipriani. 

«È risultata un'incoerenza su quanto da te dichiarato all'atto della candidatura», recita la mail con la quale è stata liquidata dallo staff. Tranchant la risposta di Cipriani, che ha subito spedito una lettera di protesta a Di Maio: «Non ho il piacere di sapere, malgrado le mie richieste, il motivo dell'esclusione».
 Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 06:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA