Zes, la Campania rilancia: «Taglio Irap a chi investirà»

Venerdì 3 Maggio 2019 di Nando Santonastaso
La Regione conferma: chi investirà nelle aree delle Zone economiche speciali (Zes) avrà il taglio dell'Irap nel triennio 2020-2022 con l'obiettivo di arrivare anche all'abolizione totale dell'imposta. È questo il percorso, conferma il presidente Vincenzo De Luca in margine al premio Industria Felix, consegnato ieri a Città della Scienza a 50 imprese campane per le positive performances dei loro bilanci. La relativa, necessaria delibera di giunta sarà approvata dopo l'ultima ricognizione contabile sul bilancio 2019 ma la somma relativa alla copertura non dovrebbe essere impossibile. «Tutto dipenderà dal preventivabile numero di imprese che faranno richiesta per la Zes. Di sicuro ci muoveremo senza creare contrasti con il governo e con il ministro per il Sud Barbara Lezzi» spiega l'assessore regionale alle attività produttive Antonio Marchiello.
 
Evidente il valore politico dell'operazione, specie alla luce delle critiche che anche ieri De Luca non ha mancato di rivolgere al governo a proposito della esiguità delle risorse stanziate per le Zone economiche speciali attraverso il decreto Crescita. «Appena trecento milioni in tre anni per tutte le Zes del Mezzogiorno. Noi della Regione con seicento milioni abbiamo acquistato nuovi treni e nuovi bus per la sola Campania. Difficile non essere preoccupati per la reale importanza che il governo attribuisce alle Zes», attacca il governatore. Che poi rincara la dose più in generale sui limiti giudiziari e burocratici che zavorrano il Paese e che rischiano di complicare anche la vita delle Zes: «Abolire il reato di abuso di ufficio vuol dire restituire ai dirigenti della Pa la serenità necessaria a firmare atti amministrativi», dice.

La riduzione dell'Irap potrebbe comunque rientrare in una partita più ampia sul piano finanziario per la Regione. Nel senso, piega ancora Marchiello, la fine del commissariamento della Sanità campana, sollecitato a gran voce da De Luca anche ieri, permetterebbe di riequilibrare le gestione e l'utilizzo delle risorse disponibili tra le quali, appunto, anche quelle occorrenti alla copertura dell'abolizione completa dell'imposta.

«Potremo procedere all'inizio in modo graduale per poi azzerare l'Irap nel triennio», insiste l'assessore. Si calcola che inizialmente la sforbiciata potrebbe essere di circa 80 milioni ma, come spiegato, la somma dipenderà anche dal numero delle aziende coinvolte.

Certo è difficile non essere d'accordo con Pietro Spirito, presidente dell'Autorità portuale di Napoli e coordinatore del Comitato di indirizzo della Zes Campania, quando ripete che «fare da lepre è esaltante ma al tempo stesso più complicato, perché finora ci sono solo due Zes autorizzate e su di loro si sperimenta un percorso del tutto inedito nel nostro Paese». Parole tutt'altro che esagerate se si considera anche che il governo vorrebbe far partire tutte le Zes insieme. Il che vorrebbe dire assegnare alla Campania una funzione di cavia piuttosto impegnativa. Non a caso l'iter che condurrà alla piena operatività delle Zone economiche speciali resta n gran parte da scrivere visto, appunto, che di queste opportunità in Italia non c'è ancora traccia e che i paragoni con le zone franche reggono fino ad un certo punto. I nodi burocratici e operativi da sciogliere non sono proprio ordinari. Il principale riguarda le modalità con le quali le aziende che intendono investire nelle Zes, sfruttando appunto il credito di imposta, dovranno ottenere il nulla osta. Le ipotesi sono due: un permesso formale rilasciato dal coordinatore del Comitato di indirizzo o un meccanismo automatico che entra in funzione nel momento stesso in cui l'azienda accede alla facilitazione fiscale. La decisione spetta al governo perché farà testo per tutte le altre Zes: nel primo caso si rafforzerebbe il ruolo e il controllo del Comitato di indirizzo, nel secondo si seguirebbe l'indicazione di Confindustria che si è sempre detta favorevole alla velocizzazione di ogni tipo di investimenti. Altro passaggio è l'utilizzo di uno sportello unico per le imprese interessate alla Zes. L'autorità di sistema portuale del mar Tirreno centrale presieduta da Spirito ne è sprovvista. La Regione Campania invece ce l'ha e potrebbe garantire la soluzione al problema. Sempre in tema di protocolli, poi, dovranno sottoscriverne uno ad hoc anche i responsabili degli enti locali, dai sindaci ai presidenti delle Aree di sviluppo industriale comprese nel perimetro della Zes: sarà necessario per ratificare le misure di sburocratizzazione varate dal governo all'interno della legge sulle semplificazioni. Ultimo aggiornamento: 09:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA