Casamicciola, sfollata due volte: Valentina ancora senza un tetto

Mercoledì 15 Maggio 2019 di Massimo Zivelli
Di nuovo senza una casa per sè e per la propria famiglia. È la storia di Valentina Ciotola, sfollata del terremoto di Casamicciola, che all'indomani del sisma ottenne dalla curia vescovile di Ischia un appartamento per viverci con il marito e i due figli e che in questi giorni ha ricevuto un avviso attraverso il quale ha saputo che il bene deve rientrare al più presto nel pieno uso della Chiesa, per le attività di accoglienza dei bambini della comunità di Fontana, dove l'immobile è ubicato.

IL DRAMMA
Una doccia fredda per Valentina, che adesso dovrà attivarsi con il Comune di Casamicciola per essere ospitata al pari degli altri duecento sfollati che a quasi due anni dal sisma ancora vivono in condizioni precarie in uno degli hotel che accolgono i tanti «figli del terremoto« che ancora non hanno trovato sistemazione presso case o appartamenti. Quella notte del 21 agosto 2017, Valentina assieme ad uno dei suoi figli, prima di essere tratta in salvo dai soccorritori, restò per oltre cinque ore sotto le macerie dell'abitazione crollata a seguito delle scosse che in pochi minuti misero in ginocchio Casamicciola. Rifugiata con i suoi cari in una struttura allestita dalla Caritas, a Valentina e famiglia venne offerta la sistemazione gratuita in alcuni ambienti della canonica al servizio della chiesetta di Fontana, dove la donna ha vissuto tutti questi mesi. «Mia figlia non protesta. Ma io come mamma ci ha tenuto a dichiarare la signora Caterina Ferrigno non posso tacere contro questa che mi sembra una forzatura da parte del vescovo d'Ischia, che offusca l'iniziale opera di bene. Mia figlia venne estratta dalle macerie senza nemmeno i suoi panni indosso e in quella tragica notte hanno perso definitivamente tutto a differenza di tanti altri che almeno nei giorni successivi qualcosa hanno potuto recuperare. La mia pena conclude la signora è che adesso i nostri famigliari non hanno dove andarsene».

 
Valentina e la sua famiglia, due volte sfollati, adesso dovranno rivolgersi necessariamente al Comune per trovare l'ennesima una sistemazione provvisoria, in attesa di una ricostruzione che è ancora ben lungi da venire, considerato che la abitazione originaria si trova non solo in zona rossa, ma è stata anche completamente distrutta. Il prefetto Carlo Schilardi, commissario dovernativo alla ricostruzione (da alcuni mesi anche all'emergenza post sisma, a seguito della fine del mandato di Giuseppe Grimaldi) sta operando con la massima celerità e ha subito reso possibile il risanamento delle abitazioni che non avessero subito danni strutturali e comunque per non oltre il 30% della cubatura totale.
Ma per la gran parte delle strutture da ricostruire o delocalizzare, i tempi si annunciano lunghissimi perché come ormai tutti a Casamicciola e non solo giustamente pretendono, occorre ricostruire garantendo il massimo della sicurezza in una area decisamente piccola dell'isola, ma dove il rischio sismico resta ai massimi livelli. La coincidenza a breve con il voto per le amministrative non rallenterà in alcun modo l'iter intrapreso da Schilardi, che come commissario governativo è investito di pieni poteri procedurali e nei prossimi mesi potrà andare avanti indipendentemente dai tempi obbligati della politica locale.
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