Profuma di mela ma sa di agrumi:
ecco Nættare, bevanda Federico II

di Rossella Grasso

Come spesso avviene nei laboratori di tutto il mondo è la tradizione a stimolare le idee più innovative. È successo anche nel laboratorio di Scienze Chimiche della Federico II dove un team di scienziati ha realizzato bevande ecoinnovative ad alto contenuto di antiossidanti a partire semplicemente dalle bucce della frutta. Un procediemento simile a quello con cui si fa ad esempio il limoncello, ma con l'aggiunta di alte tecnologie e raffinate ricerche. La startup di chiama Bio Naet e ha sede a Monte Sant'Angelo. «Riusciamo ad ottenere bevande alcoliche e non - spiega Simona Giacobbe, R&D di Bio Naet - I nostri prodotti sono ecoinnovativi per la tecnologia che utilizziamo, naturali al 100%, riusciamo anche a dolcificarle mediante la stevia che utilizziamo. Insomma ci ubriachiamo ma al tempo stesso ci facciamo bene perchè sono ricchi di antiossidanti».

La tecnologia a disposizione è l'estrattore Naviglio, una macchina brevettata 20 anni fa da uno dei ricercatori di quel laboratorio. «La tradizione vuole che per fare il limoncello le bucce del limone debbano stare al macero per 15 20 giorni - spiega Daniele Naviglio, inventore della macchina - invece con il nostro strumento è pronto in massimo 3 ore». L'estrattore funziona sulla base di una estrazione solido - liquido grazie alla pressione. Il sistema è lo stesso, bucce di limone e alcol etilico messe sotto pressione di circa 10 atmosfere. Resta sotto pressione per 3 minuti e il liquido entra efficacemente all'interno delle bucce di limone meglio di quanto avviene nella macerazione. La pressione viene abbassata rapidamente e realizza un effetto di risucchio delle sostanze libere che si trovano all'interno delle bucce e le estrae più velocemente. L'operazione viene ripetuta più volte e in 3 ore il limoncello è pronto. 
 

«Bio Naet sta utilizzando egregiamente l'estrattore - spiega Naviglio - non solo per la produzione di bevande ma anche per il recupero di scarti vegetali di prodotti agroalimentari che hanno un notevole valore aggiunto in quanto recuperano principi attivi e sostanze antiossidanti che vengono usate nel settore alimentare e cosmetico. Stiamo spingendo affinchè vengano utilizzate anche per la farmaceutica». Dunque la startup ha trovato il modo di riqualificare e rendere materia prima qualcosa che fino ad ora era solo da buttare. «Siamo partiti un po' per gioco 2 anni fa - racconta Giacobbe - Adesso siamo capaci di estrarre molecole e principi attivi da tutta una serie di piante e residui alimentari ormai denominata materia prima seconda». Il team ha creato anche una originale bevanda, Nættare, il succo eco-innovativo naturalmente colorato ed aromatizzato, al profumo di mela e al gusto piacevole di agrumi. Una specie di magia che confonde vista e olfatto, creando un gusto unico.

Le bucce di agrumi stanno trovando il loro mercato in tanti settori, a partire dal tessile. Lo stilista Salvatore Ferragamo, per esempio, sta producendo vestiti con stoffe tessute dalle bucce di agrumi. «Con le nostre bucce - spiega la ricercatrice -  possiamo produrre mangimi per gli animali e anche biocarburanti perchè parliamo di biogas. sono stabili e possono essere fermentate. Gli zuccheri contenuti in esse possono contribuire ancora alla fermentazione». Nel laboratorio hanno avuto l'idea per la creazione di un'economia circolare a 360°, partendo da una materia prima senza valore, creando un prodotto dall'alto valore aggiunto e producendo uno scarto che è ancora materia prima per un altro processo. Poi non manca la gioia di brindare insieme sorseggiando liquori molto gustosi.
Lunedì 22 Gennaio 2018, 14:40 - Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 12:50
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