Cerimonia conclusiva della 5G Academy: il Polo di San Giovanni simbolo di un «Sud che eccelle»

Venerdì 19 Novembre 2021 di Alessandra Martino
TIM, in collaborazione con l Università Federico II , Nokia e Capgemini alla seconda edizione della 5G Academy per formare i professionisti del 5G.

Dopo il lockdown l'Italia è un Paese che ha sempre più bisogno di digitale, tuttavia le competenze digitali sono ancora scarse, per cui bisognerà lavorare anche sulla domanda di digitale e in questo contesto le aziende di telecomunicazione dovranno fare un grande sforzo per colmare il digital divide.

Oggi si chiude un percorso fatto di esperienze e innovazioni. La 5G Academy vede insieme l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Capgemini, Nokia e TIM con l’obiettivo di formare nuove figure di elevata professionalità nell’ambito della “digital transformation‘’, con specifico riferimento al potenziale rivoluzionario del 5G.

Questo percorso formativo era rivolto a laureandi e laureati con un background non solo di tipo scientifico-tecnologico (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) ma anche giovani economisti, sociologi, giuristi, psicologi.

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In epoca di emergenza coronavirus, lo smart working, questo nuovo modo di lavorare ci piombato addosso quasi per caso, «La pandemia ci ha fatto scoprire una nuova metodologia di insegnamento e formazione. Il nostro progetto seppur nato in un momento così delicato per il nostro Paese, è stato estremamente efficace. -Ha fatto notare la Coordinatrice didattica e scientifica della 5G Academy, Antonia Maria Tulino- I ragazzi hanno dimostrato di poter realizzare, addirittura prototipi di progetti da remoto».

La 5G Academy, ha avuto un percorso formativo di durata complessiva di circa sette mesi. Un’opportunità molto grande per i neo laureati, questa congiunzione tra università, formazione e aziende ha permesso di dare luce alle competenze eccellenti delle nuove generazioni. «Nella prima edizione di Academy il 98% degli studenti hanno ottenuto un contratto di lavoro dalle aziende partner, – ha sottolineato Tulino-, oggi stanno continuando a lavorare e in questa nuova edizione abbiamo avuto oltre l’80% delle assunzioni, nonostante non sia completato ancora il percorso».

Nel corso della cerimonia di chiusura dell’Academy sono stati presentati i progetti elaborati dai giovani talenti che hanno conquistato le aziende partner. «Grazie all’Academy sono riuscito ad entrare sul mondo del lavoro, ho affrontato questo percorso di 7 mesi con entusiasmo, ho avuto modo di incontrare esperti del settore di telecomunicazioni. -racconta Francesco, studente della 5G- Finito questo percorso ho ricevuto una proposta di lavoro da parte di un’azienda partner. La settimana prossima inizierà questa nuova esperienza».

Cinque i gruppi che hanno sviluppato progetti di grande impatto sociale ed economico. Lavori che spaziano dal realizzare una tecnologia di supporto per pazienti con disturbo dello spettro autistico, al migliorare sensibilmente la qualità di vita delle persone ipovedenti, da opere di efficientamento energetico all’interno degli ospedali alla creazione di piattaforme digitali dedicate all’agroalimentare finalizzate alla realizzazione di prodotti e riduzione dei costi, senza dimenticare progetti dedicati all’intrattenimento, alla musica, al cinema, e alla tecnologia annessa nel post pandemia.

A presentare i progetti sono stati gli stessi studenti, al loro fianco la Vicesindaca di Napoli, Mia Filippone: «Le iniziative, come quella di oggi anticipa quello che dovrebbe e che noi auspichiamo che sia il modo di investire in formazione, in orientamento per il futuro. Il Polo di San Giovanni sta avendo un rilievo internazionale. Da cittadina napoletana e da vicesindaco si questa città è motivo di orgoglio».

Questo luogo ha dato un nuovo segnale di rigenerazione urbana. Il Polo di San Giovanni, oggi, è simbolo di un 'Sud che eccelle'. «Magari riuscissimo a realizzare ed esportare in altri luoghi della città lo stesso modello. A breve, siamo pronti a Scampia si aprirà il Polo Sanitario, -svela la Vicesindaca Filippone-. Mi auguro che possa accadere lo stesso miracolo che è avvenuto qui a San Giovanni».

La pandemia ci ha anche fatto capire quanto la cultura sia la linfa delle nostre vite. Pertanto, il post-Covid come il dopoguerra, per superare la crisi componente fondamentale sarà la promozione della cultura e la difesa del patrimonio culturale, da intendere come chiave di ripartenza e motore di crescita e di sviluppo oltre che come missione di salvaguardia della stessa umanità e dei suoi simboli e valori fondamentali.

La tutela del patrimonio culturale, la transizione tecnologica e digitale, le industrie culturali e creative sono tutte sfide che definiscono il nostro tempo. Sfide che possono essere affrontate solo attraverso una nuova stagione di multilateralismo e di cooperazione fra i popoli. Un impegno globale per promuovere più cultura, più educazione, più sapere.

Ultimo aggiornamento: 16:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA