Nasce Ftnet, la startup del napoletano Di Tonto che rivoluzionerà il mondo delle farmacie

«La piattaforma sarà disponibile nei primi mesi del 2023, l’uso è gratuito»

Marco Di Tonto, farmacista, classe 1971
Marco Di Tonto, farmacista, classe 1971
di Emiliano Caliendo
Mercoledì 4 Gennaio 2023, 20:00
5 Minuti di Lettura

Secondo i dati pubblicati a settembre 2022 dall’area studi di Mediobanca, il settore farmaceutico in Italia vale 24,4 miliardi di euro. Questo si avvale di un modello di distribuzione costituito da industrie produttrici e farmacie che – sia esso diretto, tramite agenti di commercio, o, indiretto attraverso distributori intermedi – si basa essenzialmente sulla classica relazione cliente-fornitore o sull’instaurazione di relazioni di partenariato, di più o meno lunga durata, tra il grossista (o il produttore) con il titolare di farmacia.

A rivoluzionare questo rapporto, spesso considerato poco flessibile e talvolta economicamente oneroso dai soggetti in gioco, sta per arrivare sul mercato FTNet, la start-up italiana che punta a innovare il sistema relazionale nel settore farmaceutico attraverso la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica. Come? Attraverso una piattaforma multi-sided che digitalizza il rapporto commerciale tra farmacie e aziende in modo diretto, semplice e smart. Si chiamerà FDirect e sarà online da inizio 2023. Una nuova frontiera del commercio farmaceutico dove industrie farmaceutiche e farmacie potranno interagire in tempo reale grazie ad un’interfaccia costruita sulle proprie esigenze, dove saranno disponibili tutte le informazioni necessarie per adottare le migliori scelte strategiche, con un supporto ai processi decisionali complessi. Una manna dal cielo sia per le industrie farmaceutiche, che riuscirebbero a raggiungere così un maggior numero di farmacie; sia per le farmacie stesse il cui fatturato si è contratto del 6,2% dal 2010, a fronte di un aumento del numero di punti vendita. Un’attività commerciale complessa quella delle farmacie che, prese singolarmente si trova in media a trattare 12/13mila tipologie di prodotti diversi su una superficie, sempre mediamente, di 75 metri quadri. In pratica, lo stesso numero di prodotti che la grande
distribuzione organizzata gestisce su una superficie media di 3000 metri quadri. 

La start-up nasce dalla lunga esperienza professionale e imprenditoriale nel settore farmaceutico dei co-founder, Marco Di Tonto e Stefano Beltrame, ed ha già registrato un primo record: nella fase iniziale, in un solo round, è riuscita ad attrarre un capitale di rischio di circa 3 milioni di euro da parte di investitori esterni al settore farmaceutico. A dimostrazione della terzietà del progetto, lontano da ogni possibile conflitto d’interessi. I capitali raccolti sono stati investiti nello sviluppo e implementazione della piattaforma e in tecnologie di Data Integration & Business Intelligence, punti di forza di FDirect. «L’esperienza oramai ventennale nel settore farma mi ha consentito di dar seguito alle fasi di progettazione e sviluppo che altrimenti sarebbero state impossibili da realizzare», racconta il napoletano Marco Di Tonto, farmacista, classe 1971, fondatore e amministratore delegato di FTNet.

Video

Di Tonto, qual è il contesto di mercato in cui s’inserisce un servizio così innovativo?

«Un contesto con competitività e complessità crescenti. Quindi, diciamo un mercato che distribuisce sempre meno valore ai suoi attori presenti nello stesso mercato. Questo aspetto rappresenta un limite e anche un po’ una minaccia per tutti gli attori che si trovano in questa fase a dover affrontare cambiamenti importanti e sfide strutturali nel sistema stesso. Ad esempio: il canale farmacia ha la necessità di affermare il suo ruolo di primo presidio sociosanitario sul territorio e per farlo deve riuscire a sfruttare opportunità come la farmacia di servizi, opportunità che per essere colte hanno bisogno di risorse da investire in questa direzione. La nostra soluzione vuole proprio dare un contributo nel liberare risorse da andare poi ad impiegare in opportunità come questa».

Quali sono i vantaggi concreti dal punto di vista sia delle farmacie che delle aziende produttrici di farmaci?
«Partirei dal lato dell’industria per cui il vantaggio più grande, che poi è trasversale per tutti, è quello di poter contare su un costo per la distribuzione diretta drasticamente più basso rispetto a quello che oggi l’industria deve sostenere. Parliamo di circa 1/8 rispetto al costo attuale. Questo vuol dire una grande opportunità perché l’industria potenzialmente potrebbe andare a servire direttamente tutte le farmacie presenti sul territorio italiano che sono circa 20mila. Contro circa il 50 percento raggiunto oggi. Questo, ovviamente, si riflette anche sul lato farmacia perché comprare direttamente vuol dire comprare con un maggior margine. È valore che si libera da ambo i lati. Poi il prodotto in sé garantisce una relazione diretta molto più dinamica e flessibile: c’è un grande sostegno nei processi decisionali, principalmente quelli più complessi. Ciò si va a tradursi nel recupero di un'altra risorsa altrettanto importante che è il tempo. Tempo che entrambi soggetti potranno andare ad impiegare in attività a maggior valore aggiunto».

Quali sono i costi del servizio per gli eventuali clienti interessati e da quando sarà disponibile?
«La piattaforma sarà disponibile nei primi mesi del 2023. L’uso della piattaforma è gratuito, l’unico costo da sostenere è una fee (quota ndr) percentuale che viene applicata su ogni transazione andata a buon fine e che ha una dimensione dell’ordine dello zero virgola. Quindi poco impattante».

Di quale tecnologia vi avvarrete e quali sono gli standard di sicurezza adottati?
«La principale tecnologia è sicuramente quella multisided che consente di creare un ambiente digitale in cui industria e farmacia si relazionano in tempo reale. Un’altra tecnologia importante è la Data Integration che consente ad entrambi i soggetti di accedere a quelle informazioni rilevanti nelle varie fasi del processo decisionale e necessarie per prendere le decisioni migliori. La Business Intelligence invece fa da supporto nei processi decisionali più complessi che entrambi gli attori si trovano a dover affrontare nelle loro rispettive posizioni. Già nel 2024 pensiamo di presentare al mercato ulteriori innovazioni in ambito tecnologico come l’intelligenza artificiale che inizieremo ad applicare su processi complessi come la previsione delle vendite. In termini di standard di sicurezza stiamo implementando in piattaforma le ultime soluzioni che il mercato rende disponibili in termine di cybersecurity. Questo significa massima riservatezza e sicurezza per i dati condivisi nel nostro database».

© RIPRODUZIONE RISERVATA