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Università, azienda Graded diventa
caso di studio alla Federico II

Venerdì 28 Agosto 2020
Università, azienda Graded diventa caso di studio alla Federico II

Graded diventa caso di studio alla Federico II: la società napoletana del settore energetico guidata da Vito Grassi è stata protagonista di un progetto realizzato dagli studenti del corso di economia politica alla Facoltà di Sociologia-Dipartimento Scienze Sociali. Al centro del lavoro, firmato da Maria Petriccione, Roberta Quatraro e Giuseppe Rizzo, un'analisi dettagliata dell'ultimo bilancio aziendale che ha acceso i riflettori sugli investimenti effettuati in capitale umano e formazione del personale, innovazione, Ricerca e Sviluppo, Green Energy, tutela dei diritti dei lavoratori. «Un'impostazione strategica vincente, caratterizzata dalla cultura della responsabilità d'impresa - si legge nella relazione - che fa di Graded più di una semplice azienda di servizi energetici grazie soprattutto a uno sguardo lungimirante capace di individuare nuovi scenari».

Elemento qualificante della società, secondo lo studio, infatti, è la scelta strategica di rinunciare a qualche lavoro «tradizionale», con un ritorno economico più immediato, a favore di progetti di più ampio respiro e maggiormente focalizzati sull'innovazione. Decisione cui fa da corollario la selezione di personale altamente qualificato, spesso proveniente dall'Academy del Polo universitario di San Giovanni a Teduccio dedicata alla Digital Transformation, con una forte attenzione alla composizione di genere (negli ultimi anni Graded si è data l'obiettivo di incrementare il personale femminile) e una riduzione dell'età media (circa 45 anni).

Lo studio si conclude con un confronto tra Graded e una Spa operante nello stesso settore e in territorio analogo (anche se non sovrapponibile) ma che, a differenza di Graded, non investe nell'innovazione dei propri servizi in termini di avanzamento tecnologico ed efficientamento energetico, non mostra particolare attenzione al tema delle energie sostenibili e non punta sul rafforzamento del personale, generando però un maggiore indotto, nel breve-medio periodo, grazie alla scelta di lavori tradizionali. «La decisione di puntare sull'innovazione è effettivamente un costo oneroso da sostenere - conclude la relazione - ma non è soltanto un beneficio di immagine, bensì una chiara spinta alla crescita sul medio-lungo periodo che potrebbe portare Graded a pensare al futuro con ambizione in maniera legittima».

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