Medicina 4.0: «Diagnosi e cure
​sfioreranno la certezza quasi assoluta»

Venerdì 22 Novembre 2019 di ​Marco Salvatore
Dei molti vantaggi oggettivi e delle speranze che lascia intravedere la rivoluzione in atto della cosiddetta «Medicina 4.0», c’è un fattore che a mio avviso merita una particolare attenzione: l’altissimo livello di precisione che porterà nella diagnosi e nella cura delle malattie. Tale aspetto rappresenta il possibile superamento di un limite implicito della medicina stessa: l’essere stata - finora e tuttora - sostanzialmente una scienza empirica. Quando si fa diagnosi, cura o prevenzione, sorgono infatti tesi contrastanti, il che vuole dire che allo stato attuale la medicina non riesce a offrire certezze pari al cento per cento. L’introduzione dei cosiddetti big data, invece, può innalzare il livello di precisione a un grado di certezza quasi pari all’esattezza assoluta. Che rivoluzione sarebbe!
Facciamo subito un esempio. In radiologia, le immagini si presentano con diverse tonalità di grigio e sta all’occhio del medico interpretarle. Se quelle sfumature di colore, vengono invece associate ciascuna a un numero, e con gradi sempre più dettagliati, questa enorme quantità di dati, confrontati con altre informazioni quali ad esempio le notizie sul dna del paziente, porterà a quel livello di precisione altissimo a cui si è fatto riferimento. Ciò consentirà di differenziare le diagnosi e soprattutto di personalizzare le cure, che di conseguenza saranno più efficaci. La strada da percorrere è però ancora lunga e l’ottenimento dei risultati richiede non soltanto più fondi per la ricerca, ma un’organizzazione sistemica e univoca per la raccolta e per la valutazione di questi big data. In ogni modo, l’utilizzo delle nuove tecnologie e il loro sviluppo offre grandi speranze per la medicina. In occasione dell’incontro che il «Sabato delle Idee» e Città della Scienza hanno organizzato per domani alle ore 10, cercheremo di analizzare nello specifico cos’è e quali novità porterà la «Medicina 4.0», dalla nuova frontiera della cosiddetta «medicina di precisione» sopra descritta, a quelle della «medicina riparativa» e della «medicina integrativa».


Se la ricerca genetica consentirà di riparare cellule, tessuti e organi, le protesi realizzate con stampanti 3d, assieme a tanti altri dispositivi elettronico-digitali, andranno a sostituire o a integrare parti del corpo umano. Il nostro appuntamento cercherà inoltre di analizzare lo stato attuale della “Medicina 4.0” in Italia, nel Mezzogiorno e soprattutto in Campania, assieme a tutte le opportunità e alle eventuali problematiche. Lo faremo grazie agli interventi di esperti, moderati dal direttore del «Mattino» Federico Monga, come Giulio Iannello del Campus Bio-Medico di Roma, Patrizia Murino del Centro Trapianti della Regione Campania, Antonio Pescapè di Ingegneria elettrica e tecnologie dell’informazione della Federico II e Marco Simoni, presidente di Human Technopole di Milano, che saranno introdotti dai rettori del Suor Orsola Lucio d’Alessandro e della Federico II Gaetano Manfredi, e dal presidente di Città della Scienza Riccardo Villari e dal Profwaaor Massimo Inguscio Presidente del CNR. Le nuove tecnologie e i nuovi macchinari, peraltro a costi sempre più ridotti, hanno in serbo grandi possibilità per la medicina. E non soltanto nei casi della robotica sempre più sofisticata che sarà forse in grado di effettuare in autonomia piccoli interventi, o dell’Intelligenza artificiale in grado di integrare o sostituire il medico in una diagnosi, o ancora di visori e di altre apparecchiature che aumenteranno la precisione dei chirurghi. La nuova connessione superveloce degli smartphone, il 5G, consentirà ad esempio di visitare a distanza i pazienti che vivono nelle aree più remote e di monitorarli costantemente attraverso app che controllano il cuore o l’alimentazione. Dagli smartphone scorreranno flussi enormi di informazioni sulla salute delle persone: un aspetto che contribuirà alla “medicina di precisione” con i big data, ma che solleva anche interrogativi in materia di diritto alla privacy. La «Medicina 4.0» può tradursi infine in un’occasione di sviluppo e di occupazione per la città di Napoli, la regione e l’intero Mezzogiorno. Ma bisogna senz’altro guardare ai benefici che potrà portare all’intero sistema sanitario, affrontando la tematica e le conseguenti questioni etiche con il doveroso approccio critico.  © RIPRODUZIONE RISERVATA