Arriva una startup collegata a Google:
la nuova vita dell'ex Lanificio borbonico

Venerdì 9 Ottobre 2020 di Valerio Iuliano

Dall'archeologia industriale al digitale, dai beni materiali a quelli immateriali. L'ex Lanificio Borbonico di Porta Capuana ospiterà dall'anno prossimo un incubatore di start-up digitali. Un progetto di due ingegneri napoletani, Giordano Iovine e Davide Bussetti, che hanno maturato una lunga esperienza, negli anni passati, come partner di Google Cloud. «Abbiamo dato vita nel 2013 con la società power2Cloud - sottolinea Iovine - a una solida partnership con Google Cloud in Italia, alla quale sono seguite molte altre, per supportare centinaia di aziende ed enti pubblici nella transizione al mondo digitale. Nella sede dell'ex Lanificio Borbonico a Porta Capuana, parte del Complesso monumentale cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello, patrimonio Unesco, prenderà vita il Lanificio Digitale come Hub d'innovazione». Dall'unione di due aziende del settore - Lanificio Digitale e Power 2 cloud - è scaturito il progetto. Il Lanificio Digitale nascerà nello stesso edificio del Lanificio 25, storico contenitore di eventi culturali e punto di riferimento per la zona di porta Capuana. «L'ex Lanificio Borbonico - spiega Franco Rendano, presidente dell'associazione I love Porta Capuana - è rimasto tale per oltre 100 anni prima dell'unità d'Italia, con 600 operai che vi lavoravano. L'insula di Santa Caterina a Formiello già nel 500 era sede di un monastero e di attività artigianali. Oggi l'insula si sta trasformando e non produce più beni materiali, ma immateriali».

 

Un progetto complessivo di rigenerazione urbana - di cui Franco Rendano è l'artefice - che comprende la nascita di quello che Giordano Iovine definisce «un acceleratore di impresa. Il Lanificio Digitale diventerà non solo uno spazio fisico attrezzato da utilizzare come sede di co-working in totale sicurezza Covid ma una piattaforma che unirà strumenti, servizi e competenze tecniche utili ad accelerare lo sviluppo della realizzazione del prodotto digitale. Il nostro spazio fungerà da catalizzatore per tutte le idee di innovazione digitale in settori specifici che provengono dal mondo industriale, secondo i nuovi paradigmi della open innovation». Nei piani di Iovine e Bussetti, c'è la collaborazione con i principali atenei campani, per dare la possibilità ai giovani di sviluppare le loro competenze digitali. «Il progetto - aggiunge Iovine - nasce dal modello give back, per cui chi ha acquisito esperienze imprenditoriali ha il dovere di restituire il proprio background alla sua comunità. Crediamo che questo rappresenti un catalizzatore anche per altri imprenditori. All'interno dell'edificio ci sono molte attività che hanno investito nel mondo dell'arte, della comunicazione, dell'artigianato e che non tutti ancora conoscono. Ci auguriamo che questa vitalità possa determinare, in un futuro prossimo, anche un ritorno per l'economia di questa zona». Nel progetto figurano anche interventi di restauro e risanamento conservativo per la valorizzazione del sito di Porta Capuana. «Napoli - sottolinea Iovine - sta vivendo un momento di fermento nel settore legato all'innovazione. Non è trascurabile il fatto che leader di mercato come Apple e Cisco abbiano deciso di aprire le proprie Academy proprio a Napoli. L'innovazione accompagna da sempre il nostro percorso professionale». I cantieri per la realizzazione del Lanificio Digitale partiranno tra un mese. Il piano di riqualificazione della sede di Porta Capuana si concluderà nei primi mesi del 2021 per accogliere 90 postazioni di coworking, 5 sale meeting, uffici direzionali e spazi comuni. «L'alta specializzazione del mondo accademico campano ha raggiunto un'accelerazione della cultura scientifica/digitale formando studenti sempre più preparati in materie digitali. Ci auguriamo che la crescente cultura digitale e iniziative come la nostra possano innescare un futuro più stimolante e competitivo - conclude Iovine - per molti giovani».

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