Amatrice, 5 anni di ritardi: in 60mila fuori casa

Martedì 24 Agosto 2021 di Italo Carmignani
Amatrice, 5 anni di ritardi: in 60mila fuori casa

Il problema sono sempre i numeri. Perché in cinque anni hanno scandito il capitolo delle promesse e declinato il vizio conosciuto di non mantenerle. Se il sessanta è indicativo dei mesi di attesa da quel 24 agosto 2016 in cui alle ore 3.35 la terrà si ribaltò inghiottendo tra Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto 299 vite, 100mila abitazioni e vestì di incubi le notti di 600mila persone residenti nel cratere del sisma, i 12mila portati di nuovo a casa non sono molti. Perché ce ne sono almeno altri sessantamila in attesa di riprendere la loro abitazione. E quasi tutti con la casa danneggiata in modo grave. Un calcolo per difetto, ovviamente, che tiene conto degli abbandoni: oltre 20mila famiglie non rientreranno più nelle case perché non intendono ricostruirle. Con o senza contributo. 

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LA BUROCRAZIA
Il risultato di cinque anni di annunci e successive spallucce per i mancati risultati è scritto nero su bianco nel rapporto di Giovanni Legnini, l’ultimo commissario per la ricostruzione. E arriva nel giorno in cui è annunciata una nuova invasione della commozione e della solidarietà alla presenza, per la prima volta, del premier Mario Ðraghi. Allenato dalla giustizia (quando era al Csm) alla pratica di sbrogliare le ragnatele burocratiche, Legnini ha sforbiciato le pratiche non tanto nelle loro esecuzione, quanto nella complessità per presentarle. Ora è tutto più semplice e nel 2021 si è avuto il più alto numero di domande dei cinque anni di dopo-sisma. Le 25 ordinanze speciali che consentono di agire in deroga per gli interventi più complessi fanno il resto. Ma è solo l’alba di una ricostruzione partita in ritardo e che ora non può concedersi il lusso di perdere il ritmo.

 

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I MILIARDI
Il commissario ci prova anche con le spiegazioni: «La semplificazione e le nuove procedure, in primis l’ordinanza 100 e l’introduzione dei Programmi straordinari di ricostruzione, hanno di fatto sbloccato una situazione di paralisi. Nell’ultimo anno sono state presentate un terzo delle richieste di contributo complessive, e approvate la metà delle domande, con la concessione di 2,7 miliardi di euro, con un’accelerazione che si è accentuata nel 2021». 

L’APPELLO
Forte del vento favorevole, il commissario lancia un appello che, senza il conforto dei numeri, potrebbe sembrare impopolare: «Imprese e tecnici, venite a lavorare nel Centro Italia». Già, perché ora il problema è la scarsa disponibilità di risorse professionali in grado di garantire il ritmo di una ricostruzione che non può permettersi battute d’arresto. Ma i rischi sono anche altri: «La ricostruzione è nella fase matura, anche se sconta dei rischi dovuti alle dinamiche di mercato indotte anche dalla pandemia. Il ritmo, acquisito tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 nell’apertura di nuovi cantieri, ha subìto in primavera un rallentamento a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, al quale si è fatto fronte, recentemente, innalzando la misura del contributo». Nel rapporto si evidenzia, inoltre che anche la ricostruzione pubblica, dopo anni di stasi, sta accelerando. La spesa, in questo periodo, è stata di 144 milioni di euro - nell’intero 2020 raggiunse i 62 milioni - portando il totale a 411 milioni di euro. 

LE MACERIE
I numeri accendono i riflettori sui problemi e il rapporto mette in fila l’aritmetica del disastro. Sono due milioni e mezzo di tonnellate le macerie finora trascinate via dai luoghi della tragedia. I quantitativi residui da smaltire per mano pubblica, secondo una stima degli Usr, ammontano a 165mila tonnellate: il numero più alto è in Umbria (62.600), il più basso in Abruzzo (23.000). Polvere e sassi di case sbriciolate hanno sempre mostrato il limite delle promesse, soprattutto perché lasciate per quattro anni sotto le luci dell’inefficienza. È obbligatorio sperare, ma non necessariamente credere, perché la fede è sempre riservata a chi, seduto nelle file di sedie per i parenti dei morti, questa mattina ascolterà le nuove promesse da mantenere. 
 

Ultimo aggiornamento: 10:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA