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Cagliari, inquilino moroso uccide il padrone di casa: «Mi devi 8 anni d'affitto»

Il litigio finisce nel sangue: dopo le minacce, due colpi di pistola. L'uomo aveva

Mercoledì 29 Dicembre 2021 di Umberto Aime
Cagliari, inquilino moroso uccide il padrone di casa: «Mi devi 8 anni d'affitto»

Otto anni di affitti non pagati. Quasi 30 mila euro di arretrati. Antonino Pisu, impresario edile in pensione, non ne poteva più di quell'inquilino moroso e arrogante, che, ogni giorno, lo provocava: «Tu gli diceva sul pianerottolo - non riuscirai a mandarmi via. Moriremo insieme in questa casa». Anche ieri mattina il proprietario della mansarda è salito al piano di sopra, per intimare a Luigi Piras, 75 anni, di ridargli le chiavi: «Adesso basta. C'è anche l'ordine di sfratto deciso dal Tribunale. Devi andar via prima di Capodanno». Fra i due è scoppiata l'ennesima lite, ma stavolta l'inquilino ha impugnato una pistola e affrontato l'imprenditore. Ha sparato, quattro colpi, due sono andati a vuoto, gli altri sono stati fatali per Antonino Pisu: uno al petto, il secondo all'altezza dell'addome. Dall'appartamento al primo piano, in una palazzina di via Agricola, a Monserrato, a pochi chilometri da Cagliari, i parenti del proprietario hanno fatto le scale a passi molto veloci e purtroppo hanno capito subito quanto fosse accaduto. Almeno secondo la prima ricostruzione, sarebbe stato un figlio di Antonino Pisu a bloccare l'assassino, che aveva ancora la pistola in pugno ed era pronto a fuggire. Anche fra loro due c'è stata una colluttazione, ma stavolta Luigi Piras non è riuscito a farsi strada per le scale: il figlio della vittima l'ha immobilizzato, mentre, nella viuzza del centro storico, risuonavano già le sirene delle Volanti della Polizia, dopo che il 112 era stato allertato, con una telefonata, dai nipoti dell'imprenditore.

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L'arresto

Con il volto tumefatto, l'assassino è stato ammanettato e trasferito in ospedale. Alcune ecchimosi, niente di più: il magistrato l'ha fatto piantonare e oggi Luigi Piras sarà rinchiuso in carcere, con l'accusa di omicidio volontario. È finita, dunque, nel peggior modo possibile una lite che andava avanti dal 2013 e raccontata così dai vicini di casa. «Era da anni che Antonino voleva liberarsi di quell'inquilino. Ma lui niente, era sempre più arrogante e violento nel mandarlo a quel paese». Dicono che Luigi Piras, nonostante avesse torto marcio, fosse arrivato più volte a minacciare il proprietario di casa, a graffiargli l'auto con un cacciavite, a fargli un dispetto dopo l'altro, piazzandogli il cassonetto dei rifiuti davanti al portone di casa.

Anni di tensioni

Con il passare dei mesi, degli anni, la situazione è degenerata, al punto che uno dei figli dell'impresario avrebbe detto ai poliziotti: «Mandare via quel bastardo dalla mansarda, per mio padre era diventata una questione di principio e anche i giudici finalmente gli avevano dato ragione». L'ingiunzione di sfratto a Luigi Piras era stata notificata all'inizio dell'anno, ma lui niente di niente. Stesso atteggiamento di sempre, stessa aria strafottente del passato. Alle 10.30 di martedì Antonino Pisu ha detto ai parenti: «Se non va via prima di Capodanno, faccio intervenire le forze dell'ordine e vediamo come va a finire». Non poteva certo immaginare che l'inquilino, anche se non si sa bene quando, nel frattempo avesse comprato una pistola, poi risultata perfettamente denunciata. Quando l'impresario ha bussato al portoncino, Luigi Piras ha aperto e s'è piazzato davanti all'ingresso. In un attimo il confronto s'è trasformato in scontro.

 

La ricostruzione

I vicini di casa hanno pensato al solito litigio fra i due, tutti nel quartiere sapevano i contorni della storia. Poi le parole sul pianerottolo hanno preso tutt'altro verso: «Chiama chi vuoi, io da qui non vado via», l'altro di rimando: «Ti caccio, ora basta», con un seguito di altre minacce e diversi spintoni da una parte e dall'altra. Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, Antonino Pisu ha cercato di entrare nell'appartamento, ma è stato respinto dall'inquilino con la forza. Ci dev'essere stata una colluttazione ed è possibile che Luigi Piras avesse la pistola già sotto il maglione, o abbia affrontato il padrone di casa armato. Sta di fatto che qualche minuto dopo le prime urla il rumore sordo delle pistolettate ha coperto la voce dei due uomini. Poi il silenzio, spazzato via in pochi secondi dalla corsa disperata del figlio dell'imprenditore: sulle due rampe di scale, dal primo piano fino alla mansarda. La scena che s'è trovato davanti dev'essere stata pressappoco questa: il corpo del padre riverso a terra, immobile, con i vestiti insanguinati, poco più in là l'assassino, con la pistola ancor in pugno e pronto a fuggire. L'ha bloccato a terra, poi sono arrivati i poliziotti e due ambulanze. Però per Antonino Pisu non c'era più nulla da fare: due i colpi di pistola fatali. Ora il magistrato e gli investigatori dovranno scoprire come mai l'imprenditore tollerasse da così tanto tempo chi era di ben otto anni indietro con l'affitto.
 

Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 11:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA