Barletta, barista ucciso per un drink negato: fermato il killer, è un pregiudicato in fuga dai domiciliari

Mercoledì 13 Aprile 2022 di Antonio Calitri
Barletta, barista ucciso per un drink negato: fermato il killer, è un pregiudicato in fuga dai domiciliari

Fermato per omicidio volontario a distanza di poche ore dell'uccisione di Giuseppe Tupputi, avvenuto nel suo bar a Barletta la sera scorsa, il presunto autore grazie anche al sistema di sorveglianza dello stesso locale in cui è avvenuto il fatto.

Si tratta del sorvegliato speciale Pasquale Rutigliano, che era andato a costituirsi ieri per non aver ottemperato la sera dell'omicidio, agli obblighi previsti dalla misura cautelare. Sarebbe così la terza lite da bar che sfocia in un omicidio nella città pugliese in meno di sei mesi.

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LA VITTIMA
Tupputi, 43 anni, sposato e con due figli era titolare del Bar Morrison's Revolution alla periferia cittadina. Lunedì sera, intorno alle 19,30, è stato colpito da tre colpi di pistola all'interno del suo locale ed è morto poco dopo nonostante i tentativi da parte dei medici di rianimarlo.

La vittima, che abitava a pochi metri dal suo locale ed era molto conosciuta e ben voluta in zona, nel quartiere Borgovilla, non aveva mai avuto problemi con la giustizia e non aveva mai denunciato tentativi di estorsione. Così, aiutati probabilmente anche dalla presenza di un'altra persona che si trovava nel locale al momento della sparatoria, gli investigatori hanno subito escluso la pista della criminalità indagando invece su quella di una lite e di qualche conoscenza della vittima. Versione confermata anche dalla moglie che dopo aver sentito gli spari e visto il capannello di gente che si era radunata davanti al bar, è uscita di casa e ha scoperto il tragico accaduto, accusando poi un malore.

Con l'ausilio della polizia scientifica, giunta immediatamente sul posto e soprattutto dall'analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza dello stesso locale, la Polizia ha scoperto in poco tempo quello che sarebbe il presunto autore dell'omicidio, che rispondeva al trentaduenne Rutigliano, personaggio conosciuto dalle stesse forze dell'ordine e che quella sera non aveva ottemperato all'obbligo della misura cautelare prevista. Alle 22,00 infatti era obbligato a stare al proprio domicilio ma da quanto trapelato, credendo di essere già ricercato, era scappato a Trani, città a pochi chilometri da Barletta.

Quando ha sentito dai media locali che le forze dell'ordine non avevano ancora il nome dell'autore dell'omicidio, nel tentativo di non attrarre sospetti su di lui è tornato in città ed è andato subito a denunciare il fatto che non era in casa al momento dei controlli, sembrerebbe a causa dell'auto che non riusciva a ripartire da Trani.
Una circostanza che non ha convinto affatto la Polizia che ormai era già sulle sue tracce dopo aver visto le riprese di videosorveglianza e ascoltato alcune testimonianze, ed è stato fermato per omicidio volontario e porto illegale di pistola, che però non è stata ancora trovata.

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LA LITE
Sembrerebbe che all'origine del delitto ci sia stata una banale lite
, la seconda in pochi giorni tra i due, addirittura dovuta solamente al fatto che Tupputi non voleva che Rutigliano restasse a bere la consumazione all'interno del locale. Per il momento il procuratore di Trani, Renato Nitti, non ha voluto aggiungere dettagli ma ha solo confermato che «dobbiamo ringraziare la Polizia che ha consentito, nel volgere di poche ore, grazie al coordinamento del collega pubblico ministero intervenuto, di individuare quello che ragionevolmente sembra essere l'autore del fatto e di sottoporlo a fermo».

Intanto a Barletta c'è paura e allarme per il terzo omicidio avvenuto in pochi mesi. A fine ottobre, sempre per un drink negato venne ucciso da due ragazzini il ventiquattrenne Claudio Lasala. E a gennaio, scomparve nel nulla Michele Cilli, anche lui di 24 anni, uscito da un locale proprio assieme a quello che poi è stato arrestato come presunto omicida.

Ultimo aggiornamento: 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA