Black Friday, voglia di shopping (poco distanziato): «Noi, stufi degli acquisti virtuali»

Sabato 28 Novembre 2020 di Concita Borrelli
Black Friday, voglia di shopping (poco distanziato): «Noi, stufi degli acquisti virtuali»

L'ennesima volta che mi è stata posta la domanda - «Ma tu compri on line?» - ho deciso di raccontare una palla: «Non compro perché con le taglie ho sempre sorprese».
La verità è che mi sono abbastanza stancata di spiegare che non riesco a farmi arrivare un cappotto in una scatola se non ne sento prima il profumo della lana e del cashmere provenire dagli stand in boutique. Se non tocco il tessuto e non ricevo la carezza di qualcosa con la quale sto per andare a convivere.


I love shopping è tanto vero quanto pericoloso. Rebecca Bloomwood, la protagonista del bestseller della Kinsella, s'indebita di brutto, ma I love shopping perchè è meraviglioso spingere gli occhi nelle vetrine. Vedersi riflessi nei manichini, scorgere le luci della città alle nostre spalle e sbirciare quanta gente è dentro il negozio. Oggi ce n'è poca. Molto poca. Eppure il Friday è Black, i saldi prenatalizi sono arrivati, e la rete è impazzita! La notte come il giorno per aggiudicarsi di tutto. Sneakers, borse, pentole, caldobagni, pc, cappotti. Panettoni. Spumanti. Salmone. È solo la fine di novembre. Ma sembra la fine di tutto. L'annuncio di un Natale che non ci sarà. Non zavorriamo di retorica quel che stiamo vivendo. Mi astengo dal sottolineare la solitudine che ci ha fatto prede causa Covid19. Non mi astengo dal sottolineare che la questione del Natale mancato è una boiata pazzesca. Dobbiamo salvarci! Punto.

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REGOLE
E forse proprio per questo, in queste giornate di primi freddi santi e giusti, I love shopping. Nelle ore consentite. Nell'ordine stabilito. Buongiorno. Disinfettante. Temperatura. Chiedere o anche solo guardare. Scegliere. Muoversi tra i colori. Imparare a prendere meno, ma buono, dagli scaffali come dalla vita. Farsi una chiacchiera con il commesso. E fingere con le amiche d'essere sincera! Bocciare un outfit! Inventare per loro un altro che «Questo ti sta daddio!». Ed invece a notte fonda altre dita compulsivamente hanno cliccato su Seleziona articolo Seleziona colore Seleziona taglia Aggiungi al carrello Seleziona metodo pagamento Accedi al codice... ed è quasi l'alba. Ma il caffè al bar e le buste che si toccano? La pioggerellina che minaccia, il selciato che ti ta scivolare perché hai indossato delle décolleté, il cellulare che ti squilla e Forse torno indietro perchè quella giacca era proprio bella. Non si può immaginare la nostra vita a pezzi, ad articoli, a foto d'influencer o soi-disant che ci clicchi sopra ed esce il marchio, il brand, la griffe, insomma quel che a loro fa ricchi e a noi potrebbe impoverire! Non si può non essere protagonisti delle proprie scelte.

 


DELIRIO
I centri commerciali in verità sono andati in delirio. Tanti in presenza a spingere il carrello sottobraccio a lui. Scappo. Alla conquista di quell'intimità che in camerino mi butta in faccia cellulite o compiacimento. Euforia o delusione. Chiamale se vuoi Emozioni.
Ma quanto abbiamo bisogno di corporeità, fisicità, plasticità in questo tratto di epoca che ci ha mascherati...
E allora andiamo a raccogliere il nostro gusto o anche le nostre necessità di persona personalmente direbbe il Catarella di Camilleri. Abbandoniamo il divano, cioccolatini e biscotti, e quel crocevia di transazioni invisibili che rende invisibili anche noi. Spegniamo il computer, desertifichiamo per qualche giorno la rete. Ridiamo braccia e gambe ai nostri quartieri, ai piccoli centri. A quei negozi curati, eleganti, dai modi antichi. Perché nonostante il successo televisivo della fiction di RaiUno, cosa starà pensando Émile Zola delle Signore e signorine che non entrano più nel suo Paradiso dove gli abiti ti sorridono prima che tu lo faccia a loro.

Ultimo aggiornamento: 07:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA