Il cadavere nel Po è di una giovane donna: non è Isabella né Samira. L'uomo che l'ha trovato: «Indossava vestiti blu e viola»

Dai primi risultati dell'autopsia è escluso che si tratti di Isabella Noventa o di Samira El Attar. E' giallo.

Mercoledì 6 Aprile 2022
Il cadavere nel Po è senza testa e braccia: «Forse di Isabella Noventa o Samira»

A Occhiobello lo hanno già ribattezzato 'il giallo del fiumè perchè neppure i più anziani ricordano a memoria un delitto così efferato e misterioso lungo le rive del Po. Un borsone nero riemerso per la siccità sul greto del corso d'acqua nei pressi della curva Malcanton, proprio dove il fiume straripò nel 1951, ha fatto scoprire il cadavere di una giovane donna. Macabri i dettagli emersi dall'autopsia effettuata ieri sera su disposizione del pm Andrea Bigiarini: il cadavere è senza testa, mutilato in varie parti, arti compresi. La donna era sistemata nella sacca, incastrata tra i massi, in posizione fetale; solo la conformazione della cassa toracica ha permesso al medico legale di dire con certezza che si trattava di una vittima di sesso femminile.

 

Non è Isabella o Samira

Pochi gli elementi al momento nelle mani dei Carabinieri di Rovigo: si tratta di una ragazza giovane, priva di qualunque indumento e di pelle chiara. Il corpo si trovava in acqua da una manciata di giorni, sicuramente meno di un mese. A fare la scoperta è stato un dipendente dell'Agenzia interregionale per il fiume Po, notando un lembo del corpo fuoriuscire dal borsone. L'uomo ha chiamato i militari e quando questi hanno verificato con il medico legale che si trattava proprio di resti umani hanno recuperato la borsa e successivamente hanno estratto il corpo. A complicare le indagini l'assenza al momento di qualunque traccia evidente che spieghi le modalità della morte della giovane. Per ora nessuna risposta sembra venire neppure dal borsone, un contenitore di nylon con cerniera anonimo simile a quello, raccontano gli investigatori, usato dai venditori ambulanti sulle spiagge per riporre la loro merce. Ogni ipotesi è al momento presa in considerazione e nessun movente viene privilegiato rispetto ad altri perchè manca un sia pur minimo indizio capace di indirizzare gli accertamenti su una pista definita che porti all'assassino. In attesa dei riscontri scientifici degli uomini del Ris, si lavora sulle segnalazioni di donne scomparse nelle ultime settimane, restringendo il campo lungo l'asta del fiume, quindi tra Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Ma anche su quel fronte al momento non sembra emergere nulla.

 

Il borsone

Più facile è invece per gli investigatori escludere alcune delle teorie ipotizzate in un primo momento, sulla scorta delle donne scomparse e i cui corpi non sono stati ancora ritrovati. La loro assenza è troppo lontana nel tempo per potersi legare al ritrovamento di due giorni fa. A partire da Isabella Noventa, la donna di 55 anni uccisa nel 2016 dall'ex fidanzato Freddy Sorgato, con la complicità della sorella e dell'amante. Lo stesso Sorgato aveva confessato di aver gettato la donna nel fiume Brenta. Il cadavere, aveva raccontato, era stato avvolto in sacchetti di plastica mentre il corpo mutilato recuperato l'altro ieri nel rodigino era in una sacca. Da escludere poi che si possa trattare di Saman Abbas, la giovane pachistana scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile di un anno fa. E per tornare in Veneto, non sussiste neppure l'ipotesi che i resti si leghino alla vicenda di Samira El Attar, la donna 43enne marocchina uccisa nel 2019 a Padova. Sia Samira che Saman hanno una carnagione ritenuta non compatibile con la giovane affiorata misteriosamente dalle acque del Po.

Cadavere nel Po in secca, era chiuso in un borsone ed è una donna: potrebbe essere Isabella Noventa o Samira


 

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I gialli irrisolti

Uno dei gialli ancora irrisolti è, per esempio, quello del doppio macabro ritrovamento una nella laguna di Marinetta, a Rosolina, l'altra a Boccasette, a Porto Tolle, a cavallo fra 2014 e 2015, di due gambe, apparentemente recise con una sega all'altezza della testa del femore, che le analisi anatomopatologiche evidenziarono appartenere entrambe allo stesso corpo, indicando che potessero essere state staccate qualche mese prima.
Ma né il Dna, né il controllo minuzioso di tutte le denunce di scomparsa hanno mai fatto emergere il benché minimo elemento utile a risolvere il mistero.

Ultimo aggiornamento: 7 Aprile, 09:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA