Caldo, 48.8° a Floridia (Siracusa): nuovo record europeo. Il precedente era di 48.5° nell'Ennese. Top 10 delle località più torride

Mercoledì 11 Agosto 2021
Caldo, 48.8° a Floridia (Siracusa): nuovo record europeo. Il precedente era di 48.5° nell'Ennese. Top 10 delle località più torride

Estate torrida: record europeo del caldoFloridia, alle porte di Siracusa, che con 48.8 gradi strappa il primato a Catenanuova  (Enna) dove nel 1999 il termometro registrò 48.5 gradi. Detto che a Floridia (21mila abitanti, a 111 metri sul livello del mare)  i termometri elettronici (esposti al sole) delle farmacie arrivano a indicare anche 51 gradi, che è poi la temperatura percepita in queste giornate infernali, la registrazione del record arriva dalla rete di stazioni Sias che fornisce informazioni agli agricoltori. Come spiega  lo stesso Servizio informativo agrimeteorologico siciliano, il dato record non va considerato ufficiale  perché  "i dati riportati sono prodotti direttamente dalle stazioni Sias abilitate e non sono soggetti ad alcuna procedura di controllo e  validazione, né automatica né manuale. Possono pertanto riportare errori dovuti a malfunzionamento dei sensori  nonché ad interventi di manutenzione", ma ugualmente il dato odierno è comunque importante in attesa di ulteriori validazioni che permetterebbero a Floridia di mantenere la posizione nelle 20 località più calde della Terra. Della Terra perché è chiaro che in Europa non c'è storia, nemmeno a prendere in considerazione le località più torride di Spagna o Grecia, ad esempio.

 

Floridia, record europeo del caldo

E proprio a proposito delle temperature record l'Aeronautica militare precisa: «È difficile stabilire se le temperature registrate oggi nel siracusano dalle alcune stazioni meteo abbiano effettivamente raggiunto 48,8 gradi né ci sono elementi per stabilire che si tratti effettivamente di un record europeo, ha detto all'Ansa Guido Guidi, tenente colonnello dell'Aeronautica Militare-Servizio Meteorologico». «Con riferimento alla rete di osservazione del servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare non abbiamo rilevato nelle nostre stazioni nessun valore analogo a quello di cui si parla», ha precisato. Al momento la temperatura più alta è quella pari a 44,4 gradi rilevata a Sigonella: «Non è il valore più alto mai registrato, ma è comunque un valore alto». In Sicilia, ha proseguito Guidi, «Sono attive più reti di rilevamento, come quelle della Regione, dalle quali mi è stato possibile vedere temperature fino a 43 gradi». E poi la citazione della stessa Sias sull'attendibilità dei dati rilevati dalla rete regionale.

Anche 3bmeteo.com mette i puntinmi sulle i. «Il dato, se confermato, potrà battere il precedente record di 48 gradi misurato ad Atene il 10 luglio 1977, superando addirittura il primato di 48.5 gradi fatto segnare da una stazione non ufficiale a Catenanuova nell'agosto 1999», afferma il meteorologo di 3bmeteo.com Manuel Mazzoleni. E sempre in Sicilia oggi sono stati toccati 47.4 gradi a Paternò, 45.4 a Francofonte, 45.2 ad Aragona e 46 a Mineo.

 

 

 

 

A Floridia il caldo è insomma record, ma poi se si punta alla Top 10 ancora non basta. Un primato che tuttavia non dev'essere molto ambito perché se si fa girare il mappamondo l'indice si ferma sui luoghi più inospitali del pianeta a cominciare dal deserto del Lut, in Iran (70 gradi, temperatura al suolo), dove non sopravvivono neppure i batteri. Poi abbiamo il deserto australiano del Queensland (68.9 gradi), il deserto pietroso del Turpan in Cina (66.7 gradi), il deserto del Sahara di El Aziazia in Libia (58 gradi), la celeberrima Death Valley della California (anch'essa, come molte delle località più calde, sotto il livello del mare) con 57 gradi, e ancora l'area enorme del Sahara  con Ghadames (Libia) 55 gradi, Kebili in Tunisia (55 gradi), Timbuctu (Mali) 54 gradi, e Wadi Halfa, Sudan, 52.8 gradi che chiude la Top 10 preceduta da Tirat Tsvi in Israele con 53.9 gradi.

 

 

 

Devastata pineta a Catanzaro

Canadair ed elicotteri stanno operando da ore a Catanzaro nel quartiere di Siano dove le fiamme, dopo avere devastato la pineta, uno dei principali polmoni verdi del capoluogo, hanno creato momenti di apprensione per alcuni residenti nella zona di San Cono, nei pressi del carcere. L'area, di grande pregio naturalistico e paesaggistico, luogo di ritrovo particolarmente frequentato dai catanzaresi, è stata praticamente ridotta in cenere. Al momento non si può fare nemmeno una conta dei danni che si presentano come ingentissimi. Le fiamme, che sembravano essere state domate nella serata di ieri, sono ripartite con forza nella notte e in mattinata hanno preso vigore, alimentate dal vento e dalle alte temperature, ampliando il loro raggio di azione. In poche ore fiamme e colonne di fumo altissime, quasi da girone dantesco, si sono levate minacciando ad un certo punto anche le abitazioni poste nella parte alta del quartiere. Poco o nulla hanno potuto fare i vigili del fuoco, il personale di Calabria verde e i volontari della Protezione civile impegnati allo stremo nelle operazioni di spegnimento. Una situazione che purtroppo ha riguardato anche altre zone della città, in preda a roghi di considerevole entità.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA