Charlotte Angie, chi è Davide Fontana, l'ex fidanzato assassino: «L'ho colpita dopo una lite, poi ho messo il cadavere in freezer»

L'uomo, 43 anni, è un dipendente di banca a Milano. Ha confessato nella notte. L'omicidio avvenuto a gennaio.

Charlotte Angie, chi è Davide Fontana, l'ex fidanzato assassino: «L'ho colpita dopo una lite, poi ho messo il cadavere in freezer»
di Veronica Cursi
Martedì 29 Marzo 2022, 09:59 - Ultimo agg. 14:01
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Charlotte Angie e il suo assassino avevano avuto una storia. Lui, Davide Fontana, era il suo vicino di casa, un dipendente di banca di 43 anni che lavorava a Milano, ossessionato da quella giovane ragazza di 26 anni che da commessa era diventata negli ultimi anni una famosa pornostar. L'uomo, che è stato sottoposto a fermo (e non arrestato, come appreso in precedenza), ha confessato ai carabinieri di Brescia nella notte di aver prima colpito in testa la vittima al termine di un litigio e poi di aver deciso di farla a pezzi, nascondendola nel freezer di casa a Milano per 2 mesi per poi liberarsene in un fossato a Borno. Davide Fontana è il fondatore di storiedifood.com, un blog sulla cucina e si descrive così sul sito: «Ariete atipico, calmo e razionale ma testardo e determinato a raggiungere gli obiettivi prefissati».

Davide e Carol abitavano nella stessa piccola corte, doppio ingresso al piano terra e al primo e unico piano per entrambi. Nel cortile è parcheggiata la macchina di lui che dopo il delitto continuava a usare la macchina di Carol, con cui aveva trasportato il corpo fatto a pezzi per scaricarlo poi in un dirupo nel Bresciano. «Qui le pareti sono sottilissime, si sente tutto - racconta una vicina - non abbiamo sentito nulla, se avessimo sentito delle urla o simili saremmo usciti e invece non li abbiamo mai sentiti litigare».

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Il ritrovamento

L'omicidio e l'occultamento del cadavere è avvenuto a gennaio. Il provvedimento è giunto al termine di serrate indagini condotte da Procura e Carabinieri dopo il ritrovamento, avvenuto il 20 marzo scorso, del corpo di una donna fatto a pezzi e gettato in un dirupo nelle montagne di Borno, in Valcamonica. Il ritrovamento è avvenuto grazie ad un cittadino del luogo che, accortosi della presenza di quattro bustoni neri, utilizzati per la spazzatura, ne aveva aperto uno, rinvenendo pezzi di cadavere umano ed in particolare, tra i pochi identificabili, una mano di donna. I carabinieri, prontamente avvisati dall'uomo, hanno avviato le indagini, rese molto difficili dalla totale assenza di elementi utili all'identificazione della vittima.

Gli investigatori hanno deciso allora di pubblicare un comunicato nel quale si descrivevano alcuni tatuaggi ancora parzialmente visibili sul corpo della donna. La divulgazione del particolare ha consentito ad alcune persone - anche residenti in altre regioni - di mettersi in contatto con i militari per comunicare loro che quei tatuaggi potevano appartenere ad una donna molto conosciuta negli ambienti del cinema porno: Charlotte Angie.

 

La confessione

A riferire come si è arrivati a fermare l'uomo è una nota firmata dal procuratore della Repubblica di Brescia, Francesco Prete. Gli investigatori, una volta trovata l'identità della donna, grazie alle immagini delle telecamere, hanno scoperto che proprio l'auto usata normalmente dalla 26enne era transitata domenica 20 marzo scorso (giorno del ritrovamento del cadavere) nel territorio di Borno. Alla guida della vettura c'era un uomo, amico e vicino di casa della vittima: il 43enne. Anche lui, tra l'altro, spiegano i militari, era abituato a usare quell'auto, tanto che in precedenti circostanze era stato controllato alla sua guida. Lo stesso 43enne, forse dopo aver scoperto che c'era una svolta nelle indagini, ovvero il riconoscimento del cadavere, si è presentato ai carabinieri per fornire informazioni circa la 26enne scomparsa. Le circostanze e le sue parole sono subito apparse sospette, oltre che in contraddizione con alcune evidenze investigative fino a quel momento acquisite dai detective. Il magistrato e i carabinieri lo hanno subito sottoposto a una serie di contestazioni, anche in sede di formale interrogatorio, svoltosi nel corso della notte alla presenza del difensore. Alla fine, il 43enne è crollato. Ha confessato l'omicidio e l'occultamento del cadavere avvenuto a gennaio 2022. Una volta uccisa Charlotte Angie, l'uomo avrebbe riposto il corpo in un congelatore nella casa della stessa vittima e poi, una volta fatto a pezzi, lo avrebbe gettato nel dirupo di montagna.

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