CORONAVIRUS

Coronavirus, oltre 10mila i cinesi bloccati in Italia: a Fiumicino 400 letti ma li utilizzano solo in 9

Domenica 2 Febbraio 2020 di Mirko Polisano

ROMA Oscillano tra i 10mila e i 15mila, secondo la Farnesina, i cinesi rimasti bloccati in Italia dopo lo stop al traffico aereo con la Cina voluto dal governo Conte a causa dell'emergenza sanitaria del coronavirus. Si tratta di turisti ora impossibilitati a rientrare in patria. Soltanto ieri all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino sono riusciti a partire per Pechino e Shanghai 470 passeggeri. A Roma è scattato il piano per ospitarli, anche se la maggior parte si sta organizzando in modo autonomo.

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Chi soggiornerà qualche giorno in più in albergo in attesa che la situazione si possa sbloccare e chi, invece, già si è organizzato per rientrare in Cina facendo scali in altre città Europee. La scelta più immediata: acquistare un biglietto per un'altra destinazione (Bangkok, per esempio) e da lì fare rientro in Cina. La Thailandia, d'altronde, è uno dei paesi che non ha chiuso - e non intende chiudere - le frontiere con Pechino. E proprio allo scalo romano una sorta di dormitorio è stato allestito dalla Protezione Civile per i cinesi bloccati al Leonardo da Vinci di Fiumicino. Una decisione presa ieri, immediatamente dopo la riunione delle 17, dal dipartimento nazionale che sta organizzando i ponti aerei dalla Cina all'Italia.

Quattrocento brandine e quattrocento coperte sono a disposizione dei cinesi in attesa della cessata emergenza. Sono stati solo nove i viaggiatori cinesi che hanno usufruito, all'aeroporto di Fiumicino (al Terminal 5, da tempo non operativo per i voli), delle circa 400 brandine da campo allestite ieri dalla protezione civile ed a disposizione di eventuali viaggiatori cinesi al momento impossibilitati a partire la Cina, dopo la sospensione dei voli diretti da e per il Paese asiatico decisa dal Governo, e che non hanno a disposizione un pernotto in alberghi. L'allestimento rimane a disposizione anche per oggi. «Questa notte abbiamo dormito in albergo a Roma - ha detto un turista cinese al Terminal 3 - ed ora proseguiremo via Il Cairo per far ritorno in Cina. Abbiamo in programma la prosecuzione con un volo diretto a Shangai».
 

LE VOCI
Ed ancora un altro, che fa parte di una comitiva di turisti: «Il nostro gruppo partirà per la Cina, esattamente per Hangzhou, attraverso un volo per Dubai. Stanotte abbiamo pernottato in albergo ed ora attendiamo l'imbarco programmato nel pomeriggio». Nelle aerostazioni dello scalo romano è diffuso, inoltre, l'utilizzo di mascherine tra viaggiatori, equipaggi ed operatori. Da quanto trapela, è molto probabile che - nonostante il blocco aereo da e per la Cina - l'Enac autorizzi già a metà della prossima settimana tre voli destinazione Pechino. Le compagnie aree cinesi prevedono il rimborso del biglietto, ma non la riprotezione dei passeggeri.

LE VERIFICHE
E sul fronte controlli, è al vaglio del Ministero della Salute una soluzione per le cosiddette «triangolazioni», vale a dire gli arrivi in Italia di persone che sono state nelle zone a rischio ma che arrivano da altre destinazioni. Con il blocco dei voli da e per la Cina, infatti, non ci sono più controlli per chi arriva allo scalo romano. Questo è quello che prevede il protocollo del Ministero della Salute, che decide modi e tempi di intervento. «Applichiamo alla lettera le disposizioni che ci comunica il Ministero della Salute», ribadiscono fonti aeroportuali.
 

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