CORONAVIRUS

Coronavirus, Fontana: «Chiudere tutto in Lombardia per ripartire prima possibile». Salvini: «Governo ha detto no»

Martedì 10 Marzo 2020
Coronavirus, Fontana: «Chiudere tutto in Lombardia per ripartire prima possibile». Salvini: «Governo ha detto no»

Coronavirus, il presidente della Lombardia Attilio Fontana chiede al governo 15 giorni di coprifuoco assoluto in Lombardia, con negozi chiusi e stop ai mezzi pubblici, per fermare il contagio: «Chiudere tutto in Lombardia per ripartire prima possibile». «È il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza». Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana, dopo l'incontro di questa mattina in video conferenza con i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia.

Sanità lombarda al limite. La sanità lombarda si sta attrezzando per nuovi letti di terapia intensiva ma «stiamo arrivando ai limiti massimi»: l'avvertimento è del presidente della 
Lombardia , che a SkyTg24 ha spiegato come si potrà aspettare «qualche giorno, forse una settimana» in cui si potrà «dare una risposta adeguata a tutti. Ma bisogna fare in modo che il numero di chi si infetta inizi a ridursi». Nel frattempo si stanno cercando anche nuovi spazi: «ci sono ospedali» da poco chiusi «che possono essere riqualificati» e anche «la Fiera di Milano ha già dato disponibilità per spazi».



Fontana: «Siamo in attesa di risposte sui respiratori, serve personale». «Stiamo aspettando, ieri abbiamo parlato con il capo della Protezione civile il quale ci ha parlato della possibilità di metterci a disposizione dei moduli e ci ha incaricato di trovare un luogo dove posizionarli e noi lo abbiamo già individuato e predisposto un progetto per gli allacciamenti. Siamo pronti, stiamo aspettando risposte». Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, ai microfoni di Sky Tg24, replica a chi gli chiede se la Regione sarà interessata dagli acquisti straordinario di respiratori per l'emergenza coronavirus. «Noi di spazi ne abbiamo tantissimi: abbiamo la Fiera che ha già dato la sua disponibilità, abbiamo ospedali che possono essere riqualificati; noi però abbiamo bisogno di personale e di macchinari per poter realizzare questi letti di rianimazione. Noi siamo assolutamente pronti per tutto», conclude Fontana.

Conte alle opposizioni:
«Non escluse nuove misure». «Durante il confronto con i leader dell'opposizione Salvini, Meloni, Tajani, in ordine alla richiesta di introdurre misure di contrasto del contagio ancora più severe, che contemplino una serrata generale, il premier Giuseppe Conte non ha escluso affatto la possibilità di adottare misure più restrittive, ove necessarie. Conte ha testualmente detto: «Vi assicuro che il governo continuerà a rimanere disponibile e risoluto ad adottare tutte le misure necessarie a contrastare con il massimo rigore la diffusione del contagio». Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.

Burioni:
«Chiudere tutto? Richiesta Lombardia non è cattiva idea». Chiudere tutto, tranne i servizi essenziali, per ripartire il prima possibile? «Quella di Regione Lombardia non mi sembra una cattiva idea», dice Roberto Burioni, ordinario di virologia e microbiologia dell'Università San Raffaele di Milano, intervenendo sull'emergenza coronavirus. «Siamo chiari, il nuovo decreto di fatto dice la stessa cosa: stare a casa tranne che per andare a lavorare, fare la spesa, andare in farmacia. Se i cittadini rispettassero alla lettera queste indicazioni, non ci sarebbe bisogno di misure più stringenti. Ma se questo non accade, allora le cose cambiano». «E lo vedremo subito. La gente - insiste Burioni - deve capire che deve stare a casa, e deve farlo con le buone, o con le cattive. Questo virus - conclude l'esperto - non è un'influenza, credo che ormai si sia capito. Per fermare la sua corsa è essenziale limitare al massimo i contatti e rispettare in tutta Italia le indicazioni - conclude - che ormai sono note a tutti».

Confcommercio Milano:
«Il 50% delle attività sono chiuse». A Milano metà dei negozi e dei locali ha deciso di chiudere: Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, spiega che «ad oggi la situazione è che circa il 50% delle attività commerciali hanno deciso di chiudere», una percentuale che è «leggermente più bassa» in provincia «perché le condizioni di mercato sono diverse». «Hanno deciso liberamente come è giusto che facciano» aggiunge.

Confindustria: «Non esasperare le misure in Lombardia». «Confindustria esprime preoccupazione per la richiesta della Regione Lombardia di esasperare le misure di contenimento del contagio fino a prevedere il fermo totale delle fabbriche e dei trasporti». Per via dell'Astronomia «il giusto e necessario proposito di fronteggiare l'emergenza sanitaria non può e non dove aggravare l'emergenza economica che sta già piegando l'intero sistema produttivo del Paese». «I provvedimenti fin qui varati dal governo», sottolinea via dell'Astronomia con una nota, «se rispettati da tutti con scrupolo e responsabilità, offrono una soluzione equilibrata alla grave situazione del momento contemperando esigenze diverse ed evitando di provocare danni che potrebbero rivelarsi irreparabili». E avverte ancora: «L'immagine dell'Italia nel mondo, già fortemente compromessa, ne uscirebbe tra l'altro definitivamente distrutta con un effetto di spiazzamento per le nostre imprese che non potrà che ripercuotersi sui fatturati e l'occupazione». Confindustria quindi ricorda: «Con spirito collaborativo e con l'obiettivo di contrastare nel modo più efficace possibile gli effetti negativi del coronavirus in campo economico Confindustria ha inviato al governo una nota nella quale ribadisce l'urgenza d'intervenire con politiche anticicliche fondate sul rilancio degli investimenti pubblici, l'adozione di misure per garantire liquidità alle imprese, l'ampliamento dell'uso degli ammortizzatori sociali, interventi di carattere fiscale».
 


Salvini: «Governo ha detto no a misure drastiche». «Finalmente qualcuno ci ha ascoltato. Esco preoccupato, abbiamo portato voci di chi chiede misure drastiche subito, di chiudere tutto subito per ripartire sani. Ma la risposta è stata no. Quindi totale incertezza». Lo afferma il leader della LegaMatteo Salvini dopo l'incontro dei leader dell'opposizione con Giuseppe Conte.

«Sostegno ai governatori e sindaci, serve fermezza». «Esprimo sostegno pieno ai governatori, ai sindaci e ai cittadini che chiedono misure ferme, certe, sicure. Salvo i servizi essenziali, è necessario chiudere tutto subito, per poter ripartire il prima possibile. Speriamo che, almeno questa volta, ci ascoltino. L'emergenza sanitaria, economica e sociale si affronta e si batte tutti insieme». Così il segretario della Lega Matteo Salvini al termine dell'incontro del governatore Attilio Fontana con i sindaci lombardi.



Meloni:
«Meglio chiudere tutto ora». «Sarebbe più utile chiudere tutto per 15 giorni. Arrivarci tra 15 giorni è aiutare il contagio per poi dover prendere misure rigide. Va fatto immediatamente. Al momento il governo non si dice disponibile ed interessato». Lo ha detto Giorgia Meloni (Fdi) al termine dell'incontro delle opposizioni con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

Tajani:
«Situazione preoccupa ma va affrontata in maniera proporzionale al rischio». «Ci auguriamo che il governo decida in tempi rapidi per fare una zona rossa in tutta Italia. Non abbiamo avuto una risposta positiva ma non è escluso questo possa essere fatto più avanti. Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi». Lo ha detto Antonio Tajani, vicepresidente di Fi al termine dell'incontro con il premier Giuseppe Conte. «La situazione -ha avvertito- è preoccupante è va affrontata in maniera proporzionale a rischio».



Nel frattempo a Milano è stato ricoverato in rianimazione un ragazzo di 18 anni: anche lui è stato colpito dal Covid-19 ed è ora ricoverato all'ospedale San Raffaele.

Morto consigliere comunale a Piacenza. Nelio Pavesi, consigliere comunale di Piacenza della Lega, è morto all'ospedale dove era ricoverato da qualche giorno per aver contratto il 
coronavirus. Aveva 68 anni.

Ieri il bollettino ha fatto registrare 
in tutto 5.469 i positivi al coronavirus in Lombardia, ovvero «1.280 più di ieri». Lo ha detto l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, in diretta Facebook. I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.802 (585 più di ieri), 440 in terapia intensiva (+41), mentre i dimessi sono stati 646 ed è salito a 333 il numero dei decessi (66 in più rispetto a ieri).

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Mattia, il Paziente 1, respira da solo



Una notizia buona legata al coronavirus. Mattia, vale a dire «il Paziente 1, è stato trasferito dalla terapia intensiva a quella sub intensiva. È stato cioè 'stubato' in quanto ha iniziato a respirare autonomamente». Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera. Il 38enne manager dell'Unilever è ricoverato a Pavia, mentre sua moglie, incinta di 8 mesi, è tornata a casa da qualche giorno dopo essere stata ricoverata al Sacco.

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Nelle ultime ore le sue condizioni hanno fatto registrare un significativo miglioramento. Il «paziente 1» era stato trasferito al Policlinico pavese, in gravissime condizioni, nella notte tra venerdì 21 e sabato 22 febbraio. Per due settimane le sue condizioni sono state considerate gravi, ma stabili, dai medici del San Matteo: ora è arrivato un significativo miglioramento che potrebbe rappresentare il primo passo verso la guarigione.
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento: 11 Marzo, 08:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA