CORONAVIRUS

Coronavirus, a Napoli caso sospetto: ricoverato 28enne cinese proveniente da Hubei

Martedì 28 Gennaio 2020
Coronavirus, a Napoli un altro caso sospetto: ricoverato 28enne cinese proveniente dalla provincia di Hubei

Coronavirus a Napoli. Dopo il falso allarme dei giorni scorsi, un 28enne cinese, proveniente dalla provincia di Hubei - quella il cui capoluogo è Wuhan - è stato ricoverato presso l'ospedale Pellegrini con sintomi sospetti. Subito è stato attivato il protocollo previsto dal Ministero della Salute, con il trasferimento del paziente alla struttura di Cotugno, ospedale specializzato in malattie infettive. In questi minuti si stanno effettuando al ragazzo tutti gli esami di rito per cercare di stabilire la presenza o meno del virus. 

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Per ora non si esclude nessuna ipotesi. Sembra, dalle prime indiscrezioni, che il 28enne cinese sia arrivato in Italia con il volo Wuhan-Fiumicino della scorsa settimana. Comunque, risale a pochi giorni fa un altro allarme coronavirus a Napoli, poi rientrato. Una donna 63enne dello Sri Lanka, dopo esser tornata da un viaggio in Asia,  aveva mostrato sintomi compatibili alla malattia, ma dopo le analisi, è stata escluso che la donna fosse stata contagiata. «Anche il caso dell'ospedale Cotugno di Napoli non è coronavirus, ma una semplice influenza». A precisarlo era stato il ministero della Salute.
 


Ciro Verdoliva, direttore generale dell'Asl Napoli 1, su Radio CRC, parla del coronavirus: «È partita una macchina organizzativa importante, che vede dei protocolli ben organizzati in tutto il mondo. L'Europa, e anche l'italia, hanno già messo in campo delle procedure che possono verificare l'arrivo del virus. La Commissione Sanitaria, nel 2019 aveva già segnalato una particolare polmonite. Dopodiché il 21 gennaio si sono verificati dei casi più globalizzati, quindi l'Oms ha iniziato a prendere provvedimenti. I tempi sono stati giustissimi. Il ministero della Salute ha trasmesso una circolare. L'Asl Na 1 ha individuato i dispositivi in generale, ha trasmesso ai dipendenti delle linee guida per l'accettazione dei pazienti e, con il 118, ha messo in campo dei protocolli, perché anche in prima linea è importante dire ai nostri dipendenti come comportarsi, onde evitare il contagio».

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Sul coronavirus «Si è attivato, per quanto riguarda il contesto regolane, un contatto di tutti i presidi ospedalieri. Il Cotugno è l'ospedale più importante del sud Italia per quanto riguarda le malattie infettive, quindi siamo pienamente in grado di gestire la situazione anche da soli. Abbiamo due stanze di isolamento e siamo assolutamente pronti ad affrontare qualsiasi emergenza e trasmettere un messaggio che non possa generare psicosi nei cittadini, che ci spaventa di più. Da qualche giorno potrebbe incrementare l'influenza stagionale, che porterebbe ad ulteriori allarmismi». Dice Maurizio Di Mauro, direttore generale dell'ospedale Cotugno di Napoli, a Radio CRC.
 


«Rispetto a quello che si è verificato con la Sars - aggiunge -, oggi tutte le parti del mondo si sono dotate di sistemi di controllo così importanti che sarebbe davvero difficile la diffusione del virus. La Cina ha messo in isolamento 40 milioni di persone. I criteri di prevenzione sono quelli che si adottano per una banale influenza, come il lavaggio delle mani. Siamo un pronto soccorso attivo 24 ore al giorno e ci sono tante persone che chiedono informazioni. La mascherina? È eccessivo. Bisognerebbe entrare in contatto con una persona contagiata negli ultimi 14 giorni per far sì che il virus si diffonda. Parliamo di un virus per cui non esiste un vaccino, per questo c'è la possibilità anche di decesso».

Ultimo aggiornamento: 17:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA