CORONAVIRUS

Coronavirus, Fase 2: cosa potremo fare? Negozi dall’11 maggio, ristoranti dal 18. Trasporti, bambini, anziani, mascherine, autocertificazioni

Giovedì 23 Aprile 2020 di Mauro Evangelisti
Coronavirus, Fase 2: negozi dall 11 maggio, i ristoranti dal 18. Trasporti, bambini, anziani, mascherine, autocertificazioni Tutte le novità

Un primo allentamento del lockdown: il ritorno al lavoro di 2,7 milioni di lavoratori e una maggiore facilità per tutti di uscire da casa e muoversi, anche fuori dal proprio Comune. Prende forma la «fase 2» che dal 4 maggio detterà agli italiani nuove regole per «convivere» con il Coronavirus.

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Non riapre ogni attività, neanche a maggio: «Non è un liberi tutti», avverte Conte. Ma un primo segnale si vedrà il 27 aprile, quando verranno sbloccati altri codici Ateco, ossia si permetterà a singoli settori produttivi di ripartire. Più lentamente, nel corso di maggio, apriranno negozi (forse l'11), bar e ristoranti (l'ipotesi è il 18 maggio), ma è possibile un primo allentamento per consentire ad esempio di vendere prodotti da asporto.

Prudenza
Che succede
se il contagio
torna a salire?


Sarà monitorato costantemente l’R0, vale a dire l’indice di diffusione del contagio. In Italia, soprattutto al Nord, è stato anche sopra al 3, oggi è sotto l’1, ma secondo alcuni esperti deve arrivare almeno allo 0,5. Ad ogni modo, regione per regione, sarà valutato quell’indice, incrociandolo con un altro dato importante: la disponibilità della risposta delle strutture sanitarie, non solo gli ospedali e i posti in terapia intensiva, ma anche la capacità di eseguire tamponi e di assicurare assistenza sul territorio. Quando in una determina regione l’R0 sale oltre il limite di 1 e le strutture sanitarie non sono in grado di garantire la necessaria risposta, si procederà a chiusure che interesseranno quel territorio.

I locali
I ristoranti
quando
riapriranno?


Per i ristoranti e i bar l’ipotesi più probabile è che si vada all’apertura il 18 maggio, dunque dopo le attività produttive e anche dopo i negozi. Va detto che per quanto riguarda la ristorazione l’attività non è stata completamente sospesa: ha sempre funzionato il servizio di consegna a casa, sia con le app più popolari (specialmente nelle grandi città), sia autogestito completamente dal locale. Dal 4 maggio ci dovrebbe essere un primo passo in avanti consentendo anche la vendita da asporto, con il cliente che va direttamente nel ristorante o nella pizzeria, senza però avere la possibilità di consumare all’interno. Ultimo step il 18 maggio, ma dovranno essere garantite le separazioni con i tavolini separati, a una distanza di almeno due metri; su altri tavolini il cameriere lascerà la pietanza; termoscanner all’entrata per rilevare la temperatura.

Le uscite
La mascherina
sarà sempre
obbligatoria?


La linea è questa: le mascherine dovranno essere indossate ogni volta che si esce di casa, sia per strada, sia sui mezzi di trasporto pubblico, sia nei luoghi chiusi, come negozi e posto di lavoro. In realtà alcune regioni e addirittura anche alcuni comuni, da Viterbo a Forlì, hanno già imposto in questi giorni ai propri cittadini di avere la mascherina sul viso. La linea del Ministero della Salute è di raccomandarne l’uso soprattutto nei luoghi pubblici nei quali non è possibile garantire la distanza di un metro tra una persona e l’altra. Si tratta comunque di un cambiamento di strategia (in realtà non solo italiano, ma di tutti i paesi occidentali) rispetto a gennaio quando si diceva che questo tipo di dispositivo era inutile. L’incognita sarà garantirne un numero sufficiente.

Fasce a rischio
Gli anziani
avranno delle
restrizioni?


In linea di massima sembra essere stata abbandonata l’idea di proibire agli anziani, una delle categorie maggiormente a rischio, di uscire di casa. Si punta però a delle raccomandazioni rivolte ai cittadini che hanno più di 65 anni: meglio ridurre al massimo la frequentazione dei luoghi pubblici, semmai si potrà ragionare sulla limitazione in alcune fasce orarie. Secondo gli esperti appare evidente che costringere a restare all’interno dell’abitazione le persone meno giovani, per un periodo troppo lungo, rischia di causare danni psicologici e fisici non accettabili. Per questo alla popolazione più anziana, sarà chiesta ancora maggiore prudenza, ma un divieto totale di uscire non ci sarà. Attenzione sarà posta su rsa e case di riposo dove in realtà sta continuando a circolare il virus. 


Trasporti
Cosa cambierà
per bus
e metro?


Sull’autobus ogni passeggero dovrà essere ad almeno un metro dall’altro, dovrà indossare la mascherina e avere un posto a sedere. Si è anche ipotizzato un numero di 20 passeggeri per mezzo, ma il nodo vero è quello del mantenimento delle distanze e anche di una puntuale e continua sanificazione dell’autobus. Lo stesso principio vale per i treni e per la metropolitana. Sintesi: potranno usare i mezzi pubblici molte persone in meno del solito. «Con la riapertura dei trasporti pubblici e con le conseguenti misure di contingentamento si stima che gli utenti saranno il 15 per cento di quelli che si registravano precedentemente all’emergenza Covid-19» ha spiegato il numero uno della task force sulla fase 2, Vittorio Colao, nel corso della cabina di regia con Conte, Regioni ed enti locali.

Viaggi
Come
funzioneranno
gli aerei?


Anche sull’aereo sarà necessario garantire il metro di distanza e tra le soluzioni prospettate c’è quella di lasciare vuoto il sedile di mezzo nelle file da tre, caratteristiche dei velivoli a breve e medio raggio, come Airbus 320 o Boeing 737. In questo modo ovviamente ci saranno meno passeggeri, che comunque dovranno indossare le mascherine. Lo stesso vale sia per il personale di bordo, sia per quello di terra. Le code dei controlli dei documenti o dei bagagli saranno riorganizzate, non sarà possibile essere troppo ravvicinati. Questo, in linea teorica, dovrebbe causare dei rallentamenti, ma poiché in realtà i passeggeri saranno in numero assai inferiore di quelli che nella normalità sopportano gli aeroporti, i disagi saranno limitati. 

Controlli
Resterà
l’auto-
certificazione?


Il periodo di gloria per le stampanti di casa si avvia a conclusione: i moduli per l’autocertificazione, nelle differenti versioni delle ultime settimane, con l’allentamento del lockdown non serviranno più, se non per casistiche limitate. Uno dei temi più dibattuti è quello degli spostamenti da regione a regione, tenendo conto che la situazione del contagio in Italia è molto differente da una zona all’altra. Per questo, appare scontato che vi saranno delle limitazioni per gli spostamenti interregionali, soprattutto per entrare (o uscire) in quelle aree in cui la diffusione del virus appare ancora sostenuta. In quel caso, gli spostamenti da una regione all’altra, anche dopo il 4 maggio, dovranno essere motivati e dunque servirà l’autocertificazione. 

I parchi
I bambini
potranno
giocare fuori?


I bambini sono prigionieri nelle case praticamente da due mesi, stanno vedendo la primavera dalle finestre. Si salvano solo le famiglie che hanno giardini o grandi balconi. La riduzione del lockdown, a partire dal 4 maggio, se da una parte non prevederà la riapertura degli asili e delle scuole, dall’altra consentirà ai più piccoli finalmente di uscire. Anche i parchi e i giardini pubblici all’interno delle città saranno riaperti e potranno ospitare sia i più piccoli, sia gli adulti. Servirà comunque senso di responsabilità da parte della popolazione: anche all’aria aperta sarà necessario mantenere le distanze di sicurezza ed essere sempre molto prudenti, con attenzione particolare alle norme igieniche, a partire da un frequente e accurato lavaggio delle mani. 

Il commercio
Come
funzionerà
lo shopping?


La buona notizia è che i negozi riapriranno l’11 maggio, di fatto dopo due mesi di chiusura. Ma non si tornerà alle abitudini di prima: all’interno delle strutture commerciali i clienti saranno contingentati, dovranno essere garantite le distanze di sicurezza e comunque sarà obbligatorio indossare le mascherine. All’interno dovranno esserci dei dispenser con il liquido disinfettante, come d’altra parte i supermercati che sono rimasti aperti già fanno, in questi giorni. Due temi delicati: gli impianti di climatizzazione dovranno essere sanificati con frequenza; nel caso si tratti di negozi di abbigliamento sarà importante garantire una frequente pulizia dei camerini dove si provano gli abiti. I capi che sono stati appunto indossati dal cliente, per verificare la taglia, dovranno poi essere sanificati. 

Seconde case
Quando si
potrà andare
fuori città?


Dal 4 maggio resterà il divieto di muoversi da una regione all’altra, ma saranno consentiti gli spostamenti all’interno della propria. Questo permetterà, ad esempio, a chi ha la seconda casa in un’altra città, di raggiungerla. Di fatto l’orientamento è quello di garantire maggiore libertà agli italiani, sia pure sempre con prudenza e cautela, confidando in comportamenti responsabili anche quando il lockdown sarà meno rigoroso. Sarà possibile andare a correre lontano da casa, purché da soli. Indossando le mascherine si potrà andare a trovare i familiari che magari abitano in un altro quartiere o in un’altra città, purché si rimanga all’interno dell stessa regione. 
 

Ultimo aggiornamento: 24 Aprile, 10:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA