CORONAVIRUS

Coronavirus, stress e confusione: resistere tra quattro mura scacciando la paura

Mercoledì 18 Marzo 2020 di Carla Massi
Coronavirus, resistere tra quattro mura scacciando la paura

È l'Organizzazione mondiale sella sanità a rassicurarci: in questi giorni che stiamo chiusi in casa è normale sentirsi tristi, stressati, confusi, spaventati e arrabbiati». Quindi, in questa situazione assolutamente surreale, la cosiddetta normalità è lo stare confusi e tristi. Partendo da questo assunto è chiaro che per sopravvivere forti e lucidi tra le mura domestiche tocca rimboccarsi le maniche e darsi delle regole. Proprio per non lasciarsi travolgere dalle emozioni negative.
IL GIOCO
In un tempo da record associazioni e gruppi di psicologici hanno aperto centri gratuiti d'ascolto per tamponare l'emergenza, aiutare chi è solo, chi ha i figli da rassicurare e far giocare, chi si sente così costretto da non sapere su quale muro posare gli occhi. È ormai chiaro per tutti che il Covid 19 non è solo un'emergenza sanitaria ma anche un'epidemia di insicurezza e paure. L'incubo di un'epidemia è antica quanto l'uomo, ricorda Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria e «in questo caso è amplificata dalla diffusione velocissima di notizie, bollettini di morti, contagiati, guariti». Una situazione che, costretti in casa, si fa ancora più fatica a guardare con distacco. «Il virus per giunta - aggiunge - sta avendo un impatto violento sulla vita quotidiana, modificando le nostre vite e provocando l'annullamento o la posticipazione di centinaia di migliaia di eventi minori, ma sicuramente importanti per le persone».
Mai come adesso, dunque, è necessario avere un calendario giornaliero da seguire. Che sia la ginnastica in casa almeno un paio di volte a settimana fino a permettere a ogni componente della casa di trovare uno spazio di solitudine. Condizioni obbligatorie. «Prima regola fondamentale per la salute psichica - fa sapere Giulia Maffioli vicepresidente dell'Associazione nazionale psicologi e psicoterapeuti - è quella di non stare tutta la giornata sintonizzati sulle notizie del coronavirus. Basta sapere il necessario una o due volte al giorno. Non ci si accorge di quanto possa essere nefasto, per bambini, adulti e anziani vivere in continua allerta. Non è facile visto che il nemico è lì fuori ma non è facile neppure costringere le nostre emozioni a piegarsi solo alla paura. Quindi, a intervalli ripetuti, parlare di altro, leggere, distrarsi. Dobbiamo pensare che ci sono ancora giorni da passare». L'Associazione nazionale psicologi, per esempio, ha attivato un servizio gratuito tra le 9 e le 18 dal lunedì a venerdì. Si deve chiamare il numero 371 3536259 (anche con sms), oppure inviando richiesta a segreteria@anapp.it. Un aiuto arriva anche da Agape 331 7192396 347 7906624.
I VETRI
Non si parla di mera distrazione ma di esercizio vero e proprio. Impegnarsi, cioè, a pensare ad altro. Tenendo le finestre sempre aperte per far entrare aria e luce. Attenzione anche a regolare il rapporto con i social. È vero le vignette e i video ci fanno ridere ma l'argomento è sempre uno solo. «In questi giorni, ovviamente, si discute tanto ma ci si confida poco. Bisogna ammettere se si è sottosopra, se la notte non si dorme. Confidarsi non a Facebook ma a una persona cara che sappia capire. Selezionare. Se qualcuno vi carica di angoscia aspettate a rispondere ad un'altra persona, potreste rovinare il rapporto. Le emozioni vanno guardate, capite e accettate. Importante è anche scegliere che fare a casa. Se ci si sente un buon esercizio è quello di mettere ordine. Per rivalutare le priorità, dividere ciò che ci serve da quello che è il caso di ricollocare altrove».
Parliamo di un esercizio che ci ha insegnato la giapponese Marie Kondo capace di trasformare la sua ansia di ordine in una vera filosofia di vita. Capace di aiutarci a vedere con altri occhi che cosa tenere e che cosa buttare. Meglio iniziare da piccoli cassetti e poi agli armadi. Un modo per selezionare capire che cosa davvero fa per noi, anche in questo momento.
L'ACCORDO
«Chiaro è che non si può far finta di nulla ma tanto vale mettersi anche al riparo e non esporsi a tutte le sollecitazioni negative che vengono da vengono da fuori. Questo non significa arroccarsi ma mettere paletti, confidarsi, scegliere le regole da condividere. Anche nel caso in cui si sia costretti a convivere con chi non sopportiamo. Non sforzarsi, in questo caso, di condividere ma accordarsi per non logorarsi troppo».
 

Ultimo aggiornamento: 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA