CORONAVIRUS

Riaperture dal 3 giugno ai cittadini Schengen, ma molti Paesi non ricambiano. Di Maio: «Italia non è lazzaretto»

Sabato 30 Maggio 2020
Riaperture dal 3 giugno ai cittadini Schengen, ma molti Paesi non ricambiano. Di Maio: «Italia non è lazzaretto»

Coronavirus, dal 3 giugno stop alla quarantena per i cittadini Schengen che arrivano in Italia. L'Italia si prepara a riaprire le sue frontiere ai turisti europei ma nel Vecchio Continente in diversi ancora non ricambieranno la cortesia, almeno per il momento. A pesare sono i numeri dei contagi, soprattutto quelli che continua a registrare la Lombardia. Dati che hanno spinto alcuni - Austria, Svizzera e Grecia in primis - a una prudenza che il governo italiano giudica eccessiva e fuori luogo. Tanto da spingere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a «esigere rispetto» dai nostri vicini. Anche perché in gioco ci sono milioni di euro che rischiano di andare in fumo se le chiusure selettive dirottassero verso altri lidi flussi turistici solitamente indirizzati a località italiane.

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«La pazienza ha un limite», ha attaccato nuovamente Di Maio. «Capisco anche la competizione tra singoli Stati, è legittima, a patto però che sia sana e leale. Se qualcuno pensa di trattarci come un lazzaretto allora sappia che non resteremo immobili». Il timore cui hanno dato voce da ultime anche le associazioni di categoria Federalberghi e Confturismo è che tra alcuni Stati si stiano creando accordi per creare «corridoi privilegiati», finalizzati a indirizzare i turisti verso Paesi come la Croazia, la Grecia, la Turchia. A discapito proprio dell'Italia. D'altronde, con la crisi economica che fa sempre più paura, in molte destinazioni a vocazione turistica sembra essere partita una vera e propria gara ad annunciare al mondo di essere 'covid-freè e attenti alla tutela dei viaggiatori. 

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Intanto la novità è che dal 3 giugno, sulla base dell'ultimo dpcm, gli stranieri in arrivo dai Paesi dell'area Schengen e dalla Gran Bretagna non dovranno più rimanere chiusi in quarantena per 14 giorni. Per tutti gli altri cittadini europei quest'obbligo non ci sarà più a partire dal 15 giugno. Da giorni peraltro il governo spinge perché proprio per quella data ci sia una ripresa coordinata dei viaggi in Europa. Un modo per ridare slancio a un settore, quello turistico, vitale per il Paese. «Serve una risposta europea - ha ammonito ancora una volta Di Maio - perché se si agisce in maniera diversa e scomposta viene meno lo spirito Ue. E crolla l'Europa». Diversi però continuano a mostrare diffidenza verso la situazione sanitaria italiana. Ô il caso ad esempio dell'Austria. «L'Italia è ancora un focolaio, anche se in alcune regioni la situazione è migliorata», diceva ancora giovedì il ministro della Salute di Vienna, Rudolf Anschober.

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Con il governo del cancelliere Sebastian Kurz i contatti sono stati diversi nei giorni scorsi a livello di ministri per cercare di arrivare a una soluzione. Anche la Svizzera riaprirà solo il 6 luglio le frontiere con l'Italia. E da ultima la Grecia ha annunciato venerdì che per il 15 giugno ci saranno riaperture con una lista di 29 Stati, da cui l'escluso eccellente è il nostro Paese. Un comportamento che è stato bollato come «assolutamente riprovevole», dal governatore del Veneto Luca Zaia. Proprio Atene sarà una delle tappe di un tour di visite che Di Maio si prepara a fare nei prossimi giorni per cercare di disinnescare una narrazione che vede ancora l'Italia come il grande malato. Il titolare della Farnesina sarà in missione in Germania il 5 giugno, in Slovenia il 6 e in Grecia il 9. Incontri per tentare di spiegare che il Paese «dal 15 giugno è pronto a ricevere turisti stranieri e che agiremo con la massima trasparenza. Non abbiamo nulla da nascondere». 
 

 

Ultimo aggiornamento: 20:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA