Trieste, va al bar tutti i giorni per vedere una cameriera: condannato per «corteggiamento ossessivo»

Lunedì 1 Marzo 2021
Trieste, va al bar tutti i giorni per vedere una cameriera: condannato per «corteggiamento ossessivo»

C'è chi va al bar per fare colazione e chi per corteggiare. È successo a Trieste, dove un uomo si è recato per oltre un anno e mezzo nello stesso posto per vedere una giovane barista. Ma lei ha sempre rifiutato le avances del 44enne calabrese di Castrovillari (Cosenza). Lui, però, ha continuato nei tentativi fino a che lei non l'ha denunciato per molestie. E la Corte di Cassazione ha così stabilito nella sentenza depositata il primo marzo 2021 che il comportamento dell'uomo è stato un «corteggiamento petulante e ossessivo». Per questo l'ha condannato a quattro mesi di reclusione, con possibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena solo se risarcirà con 4mila euro la vittima entro sei mesi dal passaggio in giudicato del verdetto. È stata così confermata la sentenza emessa il 4 aprile 2019 dalla Corte di Appello di Tieste, e il 44enne è stata anche condannato a versare 3mila euro alla Cassa delle ammende e dovrà provvedere pure al pagamento del gratuito patrocinio al quale ha fatto ricorso la parte offesa che ha entrate a basso reddito.

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La novità riguardo al reato di molestie

Il 44enne calabrese andava al bar anche senza consumare e con l'unico scopo di incontrare la barista. Cercava continuamente l'approccio con lei e, in un caso, l'ha inseguita salendo sullo stesso autobus preso dalla giovane. Inoltre, spesso è stato visto sostare sotto casa della donna. Secondo la Cassazione, questo atteggiamento è di «arrogante invadenza e di intromissione continua ed inopportuna». E perciò integra il reato di molestie. Qual è la novità? Che c'è reato anche «in assenza di atteggiamenti aggressivi o in qualsiasi modo violenti».

 

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Quando si verifica un «corteggiamento petulante»

La sentenza della Corte di Cassazione afferma un importante principio di diritto. Il reato di molestie può configurarsi anche quando c'è un «corteggiamento ossessivo e petulante». Che naturalmente deve essere diretto a instaurare un «rapporto comunicativo e confidenziale con la vittima» e l'altra persona deve essere «manifestamente contraria». Come si realizza? Attraverso una condotta «fastidiosa, pressante» e tramite la ripetizione costante «di saluti e contatti» che invadono la sfera personale dell'altra persona. E che risultano «invasivi» dell'altra persona, un'intromissione continua e «sgradita».

 

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