Covid, Iss: «Maggioranza contagi da territorio nazionale, la media dell'età scende a 29 anni»

Giovedì 27 Agosto 2020
Covid, Iss: «Maggioranza contagi da territorio nazionale, la media dell'età scende a 29 anni»

Covid-19, i dati dell'Iss non lasciano spazio al dubbio. «La maggior parte dei casi di contagio da Sars Cov-2 continua ad essere contratta sul territorio nazionale. Risulta importato da Stato estero il 20,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio, tuttavia si osserva rispetto alla settimana precedente un aumento di casi importati da altra Regione o provincia (dal 2,3% nella precedente settimana di monitoraggio al 15,7% nella settimana corrente)». Si legge nel documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto.

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I contagi


«La maggior parte dei casi di contagio da Sars Cov-2 continua ad essere contratta sul territorio nazionale. Risulta importato da Stato estero il 20,8% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio, tuttavia si osserva rispetto alla settimana precedente un aumento di casi importati da altra Regione o provincia (dal 2,3% nella precedente settimana di monitoraggio al 15,7% nella settimana corrente)». Si legge nel documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto.

Età media 29 anni

«L'età mediana dei casi diagnosticati nell'ultima settimana è di 29 anni, confermando un trend in diminuzione. La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità. Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all'estero, ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici». Si legge nel documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto.

«Anche in questa settimana di monitoraggio sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-Ð‐CoV-Ð‐2 in tutte le Regioni e Province. Il 36% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite screening, mentre il 32% nell'ambito di attività di contact tracing. I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%) o non è riportata la ragione dell'accertamento diagnostico (5%). Quindi, complessivamente, il 68% dei nuovi casi sono stati diagnosticati grazie allo screening e alla indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti». Si legge nel documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto.

I focolai sono 1374
Sono 1374 i focolai attivi di cui 490 nuovi, entrambi in aumento per la quarta settimana consecutiva (nella precedente settimana di monitoraggio erano stati segnalati 1077 focolai attivi di cui 281 nuovi). «Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti. I servizi territoriali sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus ma, qualora dovesse persistere l'attuale trend di incidenza in aumento, le capacità di risposta di questi servizi potrebbero essere messe a dura prova». Questo quanto emerge dal monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto. Per focolaio, si spiega, è intesa l'individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati.

Regioni e province
«Sedici Regioni e province autonome hanno riportato un aumento nel numero di casi rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad importazione da stato estero. Sebbene il numero in molte Regioni e province rimanga contenuto, in altre realtà regionali continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva un diffuso trend in aumento. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-‐CoV-Ð2 è ancora rilevante». Si legge nel documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto.

Indice Rt
«Bisogna interpretare con cautela l'indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell'epidemia. Infatti Rt calcolato sui casi sintomatici, pur rimanendo l'indicatore più affidabile a livello regionale e confrontabile nel tempo per il monitoraggio della trasmissibilità, potrebbe sottostimare leggermente la reale trasmissione del virus a livello nazionale». A rilevarlo è il documento di monitoraggio dell'Istituto superiore di Sanità e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto. «Pertanto - si legge - l'Rt nazionale deve essere sempre interpretato tenendo anche in considerazione il dato di incidenza. L'indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici e riferito al periodo 6-19 agosto 2020, è pari a 0.75 (0.52-1.24). Questo indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di screening/tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero (categorie non mutuamente esclusive) - si legge nel documento di monitoraggio Iss-Ministero della Salute - vi è stata una lieve diminuzione del numero di casi sintomatici contratti localmente e diagnosticati nel nostro Paese».



 

Ultimo aggiornamento: 20:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA