Covid, dai no-vax ai negazionisti cresce l’Italia del complotto: «Creato per acquisire potere»

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Claudia Guasco
Covid, dai no-vax ai negazionisti cresce l Italia del complotto: «Creato per acquisire potere»

Non si fidano del vaccino, sopratutto se è prodotto da russi e cinesi, le loro tesi si basano sul presupposto che l’epidemia sia molto meno grave di quella rappresentata. Il coronavirus, dicono, è un’operazione pianificata dai poteri forti e avallata dai governi per controllare i cittadini, imponendo un regime autoritario con il terrore della malattia. Sono i negazionisti, i complottisti e gli scettici della pandemia, un fronte di dissidenti che nei casi più gravi prende a calci le ambulanze e in generale ritiene che sia tutta un’esagerazione. 

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Un fronte in crescita, dicono i dati raccolti da Swg tra il 18 e il 20 novembre su un campione di 800 intervistati: «Un quinto di loro abbraccia una posizione riduzionista (ritiene l’allarme eccessivo), mentre un quarto (+6% da settembre) grida al complotto. La teoria più in voga, seppure non l’unica, è quella del virus prodotto e diffuso dalla Cina», spiegano i ricercatori.

Alla domanda sulla rappresentazione del contagio, il 53% pensa sia «grossomodo in linea con la realtà», ma il 21% è convinto che sia esasperata e «in realtà la situazione sia molto meno grave». Il 27% di questa frangia di increduli ha tra i 25 e i 34 anni, dunque si tratta di persone attive che studiano, lavorano e si spostano più di altre. E che con un comportamento poco prudente potrebbero favorire il contagio. 

A interpretare il loro pensiero c’è il consigliere di maggioranza di Pavia, Niccolò Fraschini, 34 anni, che ieri ha postato il seguente messaggio: «Ormai questo piagnisteo sulle vittime penso abbia stufato tanti italiani. Per salvare poche migliaia di vecchietti stiamo rovinando la vita, nel lungo termine, a un sacco di giovani». Cresce l’insofferenza e soffia sempre più forte il vento dell’odio. “Sos Lurago”, organizzazione no profit con 190 volontari e servizio di ambulanze nel comasco, è entrata nel mirino dei negazionisti: telefonano agli addetti in sede e li accusano di far girare a vuoto in mezzi per spaventare la gente. «Si sta diffondendo l’idea che la nostra associazione si stia inventando servizi di emergenza per correre a sirene spiegate nelle vie dei paesi con il solo scopo di incutere timore alla popolazione, a seguito di pressioni dall’alto. Siamo disperati», raccontano.

Il sondaggio di Swg dice che i complottisti sono sempre di più: il 25% è sicuro che il Covid sia stato creato per condizionare la popolazione e acquisire potere. Nel sondaggio del 4 settembre era il 19%, in due mesi e mezzo l’incremento è del 6%. «L’inclinazione al riduzionismo e al complottismo, così come la resistenza verso l’eventualità di vaccinarsi contro il Covid, tratteggiano profili simili: sono persone accomunate da una diffidenza verso la narrazione ufficiale, dall’insofferenza per il distanziamento e l’uso della mascherina», sottolineano i ricercatori. Il 20% (era il 17% a settembre) sostiene che il virus sia stato creato in laboratorio e diffuso di proposito per modificare gli equilibri mondiali. Per il 5% (dal 2%) «è stato inventato: è usato per controllare le persone e l’economia, ma di fatto non esiste».

Eppure anche chi ritiene siano solo fandonie si ammala e finisce in ospedale, arrivando al bivio esistenziale. C’è chi cede, alcuni resistono. «È capitato di doversi confrontare con pazienti che, pur clinicamente positivi e sofferenti a causa del virus, sostenessero che comunque non si trattasse di Covid», racconta un dottore di Vercelli. «L’intervento dei medici viene visto quasi come una costrizione. Per fortuna questi casi sono pochi». Però crescono. Il 25% degli intervistati rientra nella casella dei complottisti, abbraccia teorie per le quali il virus sarebbe stato prodotto e diffuso da gruppi di potere. Il 21% è riduzionista e considera la realtà molto meno grave: sono persone con meno di quarant’anni, abitano soprattutto nelle regioni in codice rosso, rifiutano il distanziamento e la mascherina. E il 37% dichiara che, quando sarà disponibile il vaccino, non si sottoporrà alla profilassi. Chi invece lo farà, non si affiderà con la medesima serenità alle case farmaceutiche in corsa: il 75% si fida di un vaccino prodotto in Italia, il 67% di altri Paesi europei, il 57% degli Usa e il 54% del Giappone, ma il 71% non si inietterebbe un vaccino russo o cinese. Dopo il focolaio di Wuhan, Pechino viene vista con sospetto: un terzo dei cittadini ritiene che il virus sia stato creato qui per indebolire il resto del mondo. Il 21% dalle grandi multinazionali del web per arricchirsi, il 20% dalle élite mondiali per instaurare una dittatura sanitaria e il 16% dalle mafie. Solo per il 32% è passato dagli animali all’uomo.
 

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