Argentario, indagato il comandante dello yatch: scontro con la barca a vela violentissimo

Il primo indagato del pm Valeria Lazzarini è Per Horup, imprenditore danese, comandante del grande motoscafo che si è schiantato a grande velocità contro la barca a vela

Argentario, indagato il comandante dello yatch: lo scontro con la barca a vela è stato violentissimo
Argentario, indagato il comandante dello yatch: lo scontro con la barca a vela è stato violentissimo
Lunedì 25 Luglio 2022, 20:01
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Ci sarebbe un primo indagato per lo scontro tra due imbarcazioni all'Argentario costato la vita a un uomo mentre sono ancora in corso le ricerche della donna dispersa. Il pm Valeria Lazzarini, che si sta occupando dell'inchiesta, avrebbe iscritto nel registro degli indagati Per Horup, 58 anni, imprenditore danese, comandante del grande motoscafo andato a finire ad alta velocità contro una barca a vela, la «Vahinè», sulla quale viaggiavano sei persone, di Roma, che stava navigando per tornare a Riva di Traiano, a pochi chilometri da Civitavecchia.

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I reati constestati

Nella collisione ha perso la vita Andrea Giorgio Coen, 59 anni, gallerista di Biella che si era trasferito da anni a Roma, il cui corpo è stato trovato dai sommozzatori incastrato tra le eliche del potente motoscafo. I reati che vengono contestati al 58enne danese sarebbero omicidio colposo e naufragio. A bordo dello yacht altre tre persone, tutte provenienti dalla Danimarca. Si tratterebbe di Tine Lehmann, titolare di una clinica estetica, il figlio della donna Mikkel Horup, e la sua fidanzata Anna Maria Durr. Erano stati a Giannutri e stavano facendo ritorno verso l'isola d'Elba.

 

L'impatto violentissimo

Le imbarcazioni sono sotto sequestro, in rada a Porto Ercole. La procura di Grosseto ha disposto una perizia tecnica che dovrà stabilire sia la traiettoria del motoscafo durante la navigazione, che la sua velocità. L'impatto è stato infatti violentissimo, tanto che ha quasi spezzato in due la barca a vela sulla quale viaggiavano i sei. Proprio le ordinanze della Capitaneria di porto stabiliscono che a distanza di un km dalle spiagge o di 500 metri dalle coste rocciose, la velocità massima non debba superare i 10 nodi. La perizia potrebbe contribuire anche a far capire meglio se al momento dell'impatto alla guida del motoscafo si trovasse materialmente qualcuno o, come ipotizzato dagli inquirenti, se fosse stato inserito il pilota automatico. Certo sembrerebbe essere il fatto che quella barca a vela non sia stata vista dai danesi, finendo così a forte velocità contro la «Vahinè».

«Accecati dal sole»

«Accecati dal sole», sarebbe stata la prima 'difesa' dei danesi. «Un missile ingovernato è passato sopra la nostra imbarcazione a una velocità impensabile» avrebbe riferito Fernando Manzo, il 61enne marito della donna scomparsa, che nel terribile incidente è rimasto ferito, attraverso i suoi familiari. Secondo quanto appreso, la Capitaneria di porto, coordinata dal pm Lazzarini, avrebbe sottoposto all'alcoltest e al drug test tutti i componenti dell'imbarcazione a motore, che sarebbero però risultati negativi. Sembrerebbe anche che nel motoscafo non fosse installato il sistema di rilevazione delle altre barche in mare.

Le ricerche di Claudia Cartoni

Intanto proseguono dal momento dello scontro le ricerche di Anna Claudia Cartoni, ex ginnasta romana di 60 anni, che risulta sempre dispersa. In quella zona di mare, profondo molte decine di metri, sono presenti diverse correnti che potrebbero averlo spostato in un altro punto. Nelle operazioni potrebbe essere impegnato anche un robot subacqueo in grado di scendere fino a 150 metri di profondità.

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