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Covid, quarantena e tamponi: ecco cosa fare in caso di contatto con un positivo

Con l'aumento di contagi è importante sapere cosa fare in caso di contatto stretto con un caso. Il sito del ministero della Salute spiega come comportarsi

Lunedì 27 Dicembre 2021
Covid, quarantena e tamponi: cosa fare se si entra in contatto con un caso positivo

I contagi da Covid 19 aumentano ed è difficile non avere almeno una persona amica o cara positiva. Ecco perché è importante sapere cosa fare in caso di contatto stretto con un caso. Il sito del ministero della Salute spiega con una mini guida come comportarsi e risponde alle consuete Faq, le domande più frequenti. 

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Quarantena e isolamento

Quarantena e isolamento non sono la stessa misura preventiva. La quarantena scatta quando una persona sana viene in contatto ravvicinato con un positivo al Covid-19 e deve monitorare l'eventuale insorgenza di sintomi. L’isolamento, invece, riguarda persone positive che vanno tenute lontano il più possibile da quelle sane durante il periodo di trasmissibilità. Chi è stato vicino a un contagiato deve stare in quarantena per 7 giorni se è stato vaccinato con la seconda dose e 10 giorni in tutti gli altri casi. Trascorso questo periodo è necessario eseguire un test molecolare o anti-genico per uscire di casa. 

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Contatto Stretto

Un contatto è qualsiasi persona esposta ad un caso probabile o confermato COVID-19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima dell'insorgenza dei sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del caso. Il “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso probabile o confermato è definito come:

una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (per esempio la stretta di mano)
una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di DPI idonei
un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto. Se il viaggio è avvenuto in auto bisogna rispettare la quarantena. Per gli aerei, invece, a meno di diverse disposizioni delle autorità sanitarie, i passeggeri che si trovavano a due file di distanza dal positivo non devono fermarsi. 

Cosa deve fare chi ha avuto un "contatto stretto" ma è negativo a un primo test?

La quarantena non si può evitare. Tutti coloro che sono venuti a contatto con un positivo devono fermarsi anche se a distanza di 24 o 48 ore fanno un tampone che dà esito negativo. Il test valido per uscire dalla quarantena si può fare dopo 7 giorni (per i vaccinati con due dosi) o dopo 10 per tutti gli altri.

 Come devono comportarsi i familiari di una persona in quarantena?

Il ministero consiglia di adottare misure di protezione anche in casa: si dovrebbe tenere la mascherina in casa e non mangiare mai con la persona in quarantena. La persona che è venuta in contatto con un positivo deve dormire da sola e usare una sola stanza. Quando usa il bagno deve pulirlo e possibilmente non condividerlo con altre persone del nucleo familiare.

Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre, 14:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA