Meningite, morta una ragazza di 23 anni. «Non rispondeva al telefono da giorni»

Meningite, morta una ragazza di 23 anni. «Non rispondeva al telefono da giorni»
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Dramma questa notte a Sassari, dove una ragazza di 24 anni è morta stroncata dalla meningite nel reparto Rianimazione dell'ospedale Santissima Annunziata. I medici non hanno potuto fare nulla per salvare la vita della giovane, che è deceduta poco dopo la mezzanotte: era arrivata al pronto soccorso poche ore prima con un'ambulanza del 118 ed era stata subito trasferita in rianimazione.

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La giovane, originaria di Nule, non rispondeva al telefono da un paio di giorni: studentessa universitaria, viveva a Sassari ed era arrivata al pronto soccorso nel pomeriggio di ieri, con un'ambulanza del 118, dopo che i suoi conoscenti, preoccupati per le sue mancate risposte, hanno chiesto aiuto ai servizi di emergenza-urgenza.

Nell'appartamento di Sassari, dove la 24enne abitava, sono poi intervenuti i vigili del fuoco assieme agli operatori del 118: i soccorritori hanno trovato la ragazza in condizioni gravissime e l'hanno subito trasportata al pronto soccorso del Santissima Annunziata. Di qui il ricovero in Rianimazione e il decesso avvenuto durante la notte.

AVVIATA PROFILASSI Il Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ats Sardegna-Assl di Sassari ha avviato la profilassi farmacologica nei confronti dei familiari e delle persone entrate in contatto con la ragazza di 24 anni morta di meningite. «Già nel corso della notte - spiega l'Ats - è stato individuato un primo gruppo di soggetti, composto da parenti, conoscenti e operatori sanitari, cui è stata somministrata la profilassi».

Una volta ottenuti i risultati delle analisi per l'identificazione del ceppo batterico, si procederà con una campagna di vaccinazione nei confronti delle stesse persone già individuate come contatti e, eventualmente, la profilassi vaccinale sarà estesa verso una popolazione più ampia. «La situazione è sotto controllo - assicura l'Ats - Nel corso della notte - ricostruisce il responsabile del Servizio di igiene e sanità pubblica, Fiorenzo Delogu - abbiamo contattato i parenti della paziente per l'avvio della profilassi farmacologica. Lo stesso trattamento, che secondo le linee guida deve essere effettuato entro 72 ore, è stato riservato sia ai conoscenti sia agli operatori sanitari che in questo lasso di tempo hanno avuto dei contatti con la ragazza». 
Venerdì 13 Settembre 2019, 12:24 - Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 11:53
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