CORONAVIRUS

Le palestre che sfidano il Dpcm e restano aperte: «Noi rispettiamo le regole. Il lavoro è un diritto»

Lunedì 26 Ottobre 2020
Nuovo dpcm, le palestre che non ci stanno: «Noi rispettiamo le regole, perché chiuderci?»

La chiusura forzata di teatri e cinema, di bar e ristoranti (dopo le 18), ma soprattutto di palestre e piscine, non è passata inosservata dopo la pubblicazione del dpcm in vigore da oggi. Ma c'è chi non ci sta e si ribella alla decisione del Governo: è il caso di una palestra del ferrarese a Codigoro, la cui titolare tramite la sua pagina Facebook ha fatto sapere di non aver alcuna intenzione di chiudere. «Questo comunicato è rivolto al sindaco di Codigoro, alle forze dell' ordine e a tutti i titolari delle altre palestre. La mia palestra rimarrà aperta e lavoreremo come abbiamo fatto fino ad oggi nel rispetto delle regole con tutte le precauzioni del caso», si legge nel post.

 

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La titolare, Maria Antonietta Pellanda, di chiudere i battenti non vuole saperne: «Non si possono più rispettare imposizioni del genere soprattutto perché lo stato italiano non è in grado di tutelarci e aiutarci - scrive -  In questa pandemia le uniche persone che hanno superato brillantemente il contagio sono stati gli sportivi e cosa fa il grande Signor Conte? Chiude le palestre dove facilmente si può tenere sotto controllo il contagio!». «Mi rivolgo nuovamente al sindaco di Codigoro, voglio continuare a rispettare le regole ma non potete chiuderci e se non sarò ascoltata prego il sindaco di non mandarmi nessuna autorità a chiudermi, perché li farò tornare indietro con le buone o con le cattive - conclude il post - e chi mi conosce sa che lo farò! Il lavoro è un diritto».

 

Comunicato di Area51 Fitness & Bodybuilding A. S. D. Questo comunicato è rivolto al sindaco di CODIGORO, alle forze...

Pubblicato da Area51 Fitness & Bodybuilding Bombenj su Domenica 25 ottobre 2020

 

Maria Antonietta non è l'unica ad aver avuto quest’idea: un altro caso è quello di Alessandra Filippi, titolare della palestra Fit and Furious a Maniago, Pordenone, che ha spiegato al Messaggero Veneto che anche lei non chiuderà i battenti. Un anno dopo la sua inaugurazione, di rinunciare alla sua attività per il dpcm non ci pensa proprio: «Non mi interessa quanto è contemplato all’interno dell’ultimo dpcm, in quattro mesi ho perso 16mila euro», le sue parole.

 

«Per tre mesi non ho lavorato per la prima chiusura, un mese ho operato gratis, perché ho deciso di andare incontro ai miei clienti e far recuperare loro gli abbonamenti. Ora un’altra mazzata: non ci sto - protesta Alessandra - A mio avviso questi provvedimenti sono incostituzionali e non accetto di subire scelte ingiuste che penalizzano tutti». «Se chiudo per un altro mese - insiste - non riapro più. In palestra il distanziamento è garantito, ci hanno chiesto di più e abbiamo eseguito. E ora, perché chiuderci?».

Ultimo aggiornamento: 17:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA