CORONAVIRUS

Festa di Capodanno illegale sul Garda, chiuso l'hotel di lusso. Il proprietario: «Chiediamo rispetto»

Sabato 2 Gennaio 2021
Chiuso l'hotel di lusso sul lago di Garda dove avevano trascorso il Capodanno illegale 126 persone

L'hotel di lusso a Padenghe sul Garda, in provincia di Brescia, dove la polizia ha fermato una festa di Capodanno in pieno svolgimento con 126 invitati, verrà chiuso. Le norme anti Covid sono state ignorate. Nelle prossime ore intorno alla località nel Bresciano potrebbe vedersi una fila di auto e di relative autocertificazioni con su scritto «ritorno al proprio domicilio». Così dovranno giustificare il proprio spostamento i 126 invitati del veglione in provincia di Brescia. L'hotel chiude e loro dovranno rincasare. Sono scattati infatti cinque giorni di sospensione per il resort di Padenghe sul Garda. Tutti i 126 ospiti sono stati multati. Il provvedimento è stato disposto dalla Polizia locale intervenuta già nel pomeriggio del 31 dicembre nel resort di lusso. 

«Avvisiamo tutti i clienti che le forze dell'ordine hanno disposto la chiusura dell'hotel a partire da domani dando il tempo ai clienti di organizzarsi per il rientro presso i loro domicili, inevitabilmente abbiamo cancellato le prenotazioni per i giorni successivi. Rispetto l'opinione di tutti chiedo solo di utlizzare l'educazione e non la volgarità in rispetto dei miei famigliari e dei nostri collaboratori», questo il testo inviato via chat da Ivan Favalli, l'amministratore delegato del resort di lusso sul Lago di Garda che ha organizzato il veglione di Capodanno con 126 persone che sono state tutte multate.

 

La notizia del veglione ha fatto molto scalpore perché in palese violazione con il Dpcm e le norme anti contagio Covid. Nelle foto: gente che ballava senza mascherine, brindisi e musica ad alto volume con dj e vocalist. Insomma, una festa da ultimo dell'anno in piena regola ma contro tutte le regole anti Covid. 

Festa di Capodanno con 126 persone nel resort finisce sui social. A tutti multa di 400 euro

Favalli ammette, sempre sul suo profilo social, di essere molto sorpreso e si scusa. In fin dei conti per lui si tratta di lavoro che voleva recuperare visto il disastro economico che sta attraversando il settore alberghiero. Su Facebook Favalli scrive: «Sono impressionato da quanta attenzione abbia scatenato questa notizia, mi preme dichiarare le mie scuse per non essere stato in grado di gestire la situazione e il comportamento degli avventori nel migliore dei modi». «State sereni, non capiterà ovviamente più, per me è stata una questione di sopravvivenza (in un anno abbiamo perso 6 mesi di lavoro) il pranzo presso l’hotel era legalmente concesso ci tengo a precisarlo e la cena non è stata servita se non in camera. Con grande rammarico mi rendo conto di aver offeso tutte le persone che in qualche modo hanno sofferto per il covid, sono 30 anni che gestisco locali con serietà spero che questo fatto non vanifichi i sacrifici di una vita».

Ultimo aggiornamento: 3 Gennaio, 19:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA