Grandine, «chicchi come proiettili». Le testimonianze di chi ha auto e tetti devastati in Friuli

Lunedì 2 Agosto 2021 di Alberto Comisso
Alessandro Puppin mostra i chicchi di grandine che gli hanno distrutto la macchina

«Lacrime e grandine». Alessandro Puppin abita in via Molino, nella frazione di Bannia, comune di Fiume Veneto, in provincia di Pordenone. È sconsolato, vorrebbe cancellare quei pochi attimi che ieri mattina gli hanno rovinato una domenica che avrebbe volentieri voluto trascorrere in allegria con la moglie e i due figli. Si è trasformata, invece, in un incubo. In una corsa contro il tempo per salvare dalla violenza della grandine almeno una delle due auto che erano parcheggiate all’esterno. La più nuova, una Fiat non ha subito danni. La Lancia, invece, è stata devastata: «Ho dovuto assistere impotente – allarga le braccia – a chicchi di grandine grandi come un pugno, sfondare tettuccio panoramico, parabrezza e finestrini. Il danno, senza dubbio, supera il valore dell’auto». Puppin non avrebbe mai potuto mettere in salvo anche la Musa: «Se uno di quei proiettili di ghiaccio mi avesse colpito, mi avrebbe fatto parecchio male. Conti che ho ancora i buchi in giardino e che sino a mezzogiorno di ieri quelle palle di ghiaccio erano, nonostante il caldo, ancora integre. Due le ho conservate in congelatore. Se qualcuno le vuole vedere sono qui: 10 euro a persona - trova la forza per scherzarci sopra – e almeno mi ripago parte del danno subito».

 

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Grandinata improvvisa

Alle 7 di ieri mattina la famiglia Puppin stava dormendo. «Siamo stati svegliati di soprassalto»,  ricorda Alessandro. Nel giro di pochi minuti la grandine ha distrutto auto, pannelli solari, parabole, cappotti esterni, grondaie. «Le macchine che sono rimaste all’aperto nella zona attorno la piazza di Bannia – segnala Puppin – sono state pesantemente colpite. Mai visto una cosa del genere». È lo stesso pensiero che ha Paolo Del Bel Belluz. «Abito a Praturlone – afferma – e fortunatamente, rispetto a Bannia, le cose sono andate meglio. La paura, però, è stata tanta». Tutto è successo all’improvviso. «Il rumore – la sua testimonianza – era simile a quello di colpi di proiettile. L’inquilino che abita nel mio appartamento, a poche decine di metri da casa mia, ha subito numerosi danni. Passata l’ondata di maltempo, ho voluto fare un giro per il paese: non mi vengono neanche le parole per descrivere le scene che ho visto e le espressioni delle tante persone che ho incrociato».

Roberta Pellegrini abita a Taiedo. Il padre Elio, invece, risiede a Bannia dove, in via Sauro, ha un capannone con all’interno una decina di auto storiche. La più vecchia è una Ford del ’31. «La grandinata – sottolinea la figlia – ha bucato il tetto che, essendo sprovvisto di guaina, ha rischiato di far passare l’acqua. Fortunatamente una sola macchina è stata danneggiata». Il maltempo ha causato anche la caduta di alberi e ramaglie a Fiume Veneto, allagamenti sono stati segnalati a Pasiano.

 

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La grandine ha danneggiato tetti anche a San Vito, dove un residente di via Pordenone ha rischiato la vita nel tentativo di sistemare una copertura. Verso le 14 di ieri il settantenne è caduto da un’altezza di 2 metri e mezzo procurandosi un trauma cranico. Soccorso dal personale del 118 giunto in ambulanza, è stato poi portato a Udine con l’elisoccorso. Non è in pericolo di vita.

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Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 11:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA