"Nonno vigile" investito e ucciso da un'auto: insegnava ai bimbi ad attraversare la strada

Domenica 8 Agosto 2021 di Maria Elena Pattaro
"Nonno vigile" investito e ucciso da un'auto: insegnava ai bimbi ad attraversare la strada

Morire attraversando la strada, proprio lui che per anni ha “vegliato” sull’uscita da scuola dei bambini, in qualità di nonno vigile, assicurandosi che gli alunni arrivassero sani e salvi sul ciglio opposto. Una beffa del destino per Bruno Zanon, il 79enne falciato ieri mattina, sabato 7 agosto, a Casale sul Sile (Treviso), nella centralissima via Roma. Una beffa doppia considerato che per anni ha indossato la divisa del vigile urbano a Casale prima, poi Roncade e infine Casier. La sicurezza sulla strada ha fatto parte del suo lavoro per anni. Ieri invece il tragico beffardo epilogo in pieno centro, sulla Jesolana, la pericolosa provinciale che taglia il paese. 

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L’INCIDENTE
Il corpo steso a terra, coperto da un lenzuolo bianco, a pochi passi dalle strisce pedonali. Accanto la Citroen che lo ha falciato. È l’immagine della tragedia che ieri mattina ha sconvolto la comunità in cui Bruno, sposato e padre di due figli, era molto stimato per il suo carattere cordiale e il grande impegno profuso nel mondo del volontariato: come nonno vigile appunto e all’interno dell’Auser. A nulla sono serviti i lunghi tentativi di rianimazione dei concittadini prima e dei sanitari poi: il pensionato non ce l’ha fatta. Troppo gravi le ferite provocate dall’impatto. Soprattutto quella alla testa, da cui il sangue usciva copioso rigando l’asfalto.
Alle 10.45 Zanon ha attraversato la strada di fronte alle onoranze funebri Dotto. Una sorta di presagio funesto. Lì le strisce ci sono ma saranno le indagini ad accertare se abbia calpestato le zebre oppure no. L’unica cosa certa è che in quei pochi passi il 79enne ha trovato la morte, centrato in pieno dall’auto che sopraggiungeva da Quarto d’Altino. Al volante della Citroen c’era G. L., 75enne del posto. Secondo le prime sommarie ricostruzioni, Zanon si sarebbe accorto di una prima auto che viaggiava in direzione Treviso ma non della Citroen subito dietro. La vittima ha battuto la testa sul parabrezza e poi sull’asfalto. La prima ad accorrere è stata Monica Zanetti, dipendente dell’impresa funebre. «Ho sentito il botto e un forte grido. Sono corsa fuori insieme alla mia collega. L’anziano era steso a terra, perdeva molto sangue. Non rispondeva ma aveva qualche sussulto mentre gli parlavo e lo accarezzavo - racconta ripercorrendo quegli attimi concitati -. Ho chiamato subito il 118. Nel frattempo sono arrivate altre persone tra cui una ragazza che era in grado di praticare il massaggio cardiaco». Non c’era più respiro né battito. Nella disperata staffetta per cercare di salvare la vita al 79enne si sono alternati anche un carabiniere fuori servizio e un’infermiera. 

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I SOCCORSI DISPERATI
All’altro capo del telefono l’operatore del Suem li incitava a non mollare. Ambulanza e auto medica sarebbero arrivate di lì a poco. Alla corsa contro il tempo ha partecipato anche Marco Guerra, titolare dell’Ostaria alla Torre, che dista un centinaio di metri. Una dipendente gli ha riferito l’accaduto e lui, che alle spalle ha 23 anni di esperienza come soccorritore della Croce Verde, non ha esitato: ha estratto il defibrillatore posizionato accanto alla biblioteca (uno dei quattro presenti in paese) e lo ha portato sul posto. Giusto il tempo di staccare le piastre e in via Roma è arrivata l’ambulanza a sirene spiegate. I sanitari sono subentrati nelle manovre salvavita. Invano.

«Non saprei dire quanto è durato - afferma Monica - a me è sembrata un’eternità». Le speranze di tutti si sono infrante contro quel cuore ormai muto. Al medico non è rimasto altro che dichiarare il decesso del 79enne sotto lo sguardo attonito dell’anziano che lo ha investito. «Che cosa ho fatto, che cosa ho fatto» - continuava a ripetere il 75enne senza darsi pace. Era uscito di casa per andare a comprare i farmaci per i suoi cani. Dei rilievi si è occupata una pattuglia della polizia stradale di Vittorio Veneto, mentre la polizia stradale ha deviato il traffico. Quel tratto della Jesolana è rimasto chiuso per quasi tre ore, con tutti i disagi che questo comporta. Nell’immediatezza del fatto si sono formate lunghe code in direzione Quarto d’Altino. I veicoli hanno ripreso a transitare soltanto verso le 14. L’esatta dinamica così come le cause dell’investimento mortale sono al vaglio della polizia. Informazioni utili potrebbero arrivare dalle telecamere di videosorveglianza. 

LA VITTIMA 
Bruno abitava in via Monte Pelmo insieme alla moglie. Aveva fatto il vigile urbano a Casale, Roncade e Casier. «Era cordiale e sempre pronto a mettersi al servizio della comunità»: chi lo conosceva lo descrive così. 
 

 

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA