Lecce, preso l'assassino di Eleonora e Daniele. L'ex coinquilino di 21 anni «voleva torturarli prima di ucciderli»

Martedì 29 Settembre 2020 di Alessandro Cellini
Lecce, preso l'assassino di Eleonora e Daniele. L'ex coinquilino di 21 anni «voleva torturarli prima di ucciderli»

L'assassino di Daniele De Santis e della fidanzata Eleonora Manta si chiama Antonio De Marco, è uno studente di Scienze infermieristiche di 21 anni ed è di Casarano, in provincia di Lecce. Ed è un ex coinquilino delle vittime, fino all'agosto scorso. Stava facendo un apprendistato all'ospedale Vito Fazzi di Lecce e aveva affittato un appartamento vicino a quello della coppia.

Il 21 settembre si è presentato nella nuova casa dei giovani, in via Mondello, e li ha massacrati. Ieri sera è stato fermato dai carabinieri, dopo che gli specialisti del Ris di Roma avevano analizzato una serie di fotogrammi dai quali gli investigatori erano riusciti a estrarre un identikit.

Il giovane non ha ancora confessato e gli inquirenti sono a caccia di un movente che possa aver mosso la mano del killer. Ma la Procura leccese è lui la persona che poco più di una settimana fa ha accoltellato a morte i due fidanzati, nella loro casa di Lecce, in via Montello. E per questo, ieri sera, è stato sottoposto a fermo.

 

 

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«Fine dell'incubo»


Il procuratore Leonardo Leone de Castris, ieri sera, ha detto: «Da oggi la città esce da un incubo. Si è trattato di una vicenda che ci ha intimamente preoccupati, una rarità nel panorama della criminologia penale». Anche perché l'epilogo di quel lunedì avrebbe potuto essere ben più sconvolgente: il killer aveva infatti portato con sé delle fascette di plastica, di quelle da elettricista, per mettere in scena «un omicidio come rappresentazione, anche per la collettività», ha spiegato il procuratore. Inizialmente pensava di torturarli. E invece si era accanito quasi subito sulle due vittime, senza lasciar loro scampo. Di più, su questo punto, gli investigatori non hanno detto.

Un lavoro certosino, quello dei carabinieri. Una ricostruzione complessa, che ha ancora molte zone d'ombra ma che oggi consente al procuratore di dire che «le indagini sono verosimilmente terminate». I carabinieri hanno stretto il cerchio attorno a De Marco abbandonando l'ipotesi che il killer si potesse chiamare Andrea, come era circolato in un primo momento in maniera graduale ma inesorabile.

Daniele De Santis, 33 anni, promessa arbitrale del calcio italiano, e la fidanzata Eleonora Manta, 30, erano stati uccisi lunedì sera, poco prima delle 21, nel palazzo dove si trova l'appartamento che da poco condividevano. Daniele e Eleonora, avevano appena deciso di vivere insieme. E la dinamica dell'omicidio lasciava pensare che conoscessero l'assassino: gli avevano aperto la porta di casa. De Marco, armato con un coltello da macellaio, si sarebbe scagliato prima contro la giovane, colpendola più volte e rivolgendo poi la sua furia contro Daniele. Una furia cieca, testimoniata dal referto del medico legale: Eleonora è stata massacrata con più di trenta coltellate. Altri quindici colpi hanno invece ucciso il compagno.

Quel piano folle preparato meticolosamente dal killer (ieri il procuratore de Castris ha parlato di «fortissima premeditazione») era andato però incontro a qualche falla. Elementi che si sono poi rivelati cruciali nel prosieguo dell'indagine. I frammenti di guanti in lattice ritrovati nei pressi dell'abitazione, il bigliettino con le indicazioni per fuggire evitando le telecamere (e con le indicazioni su come portare a termine l'omicidio); e nonostante ciò una di queste che lo immortala, lo riprende mentre si allontana dalla casa dell'orrore. Tutto questo, insieme con le intercettazioni telefoniche, gli ascolti di testimoni e persone che potessero fornire qualche elemento utile che negli ultimi giorni si sono susseguiti a decine, nella sede del comando dei carabinieri di Lecce aveva permesso di tracciare un identikit dell'assassino. Piccole tessere di un puzzle che gli investigatori hanno messo insieme per risalire al 21enne.


 

Interrogativi


Rimane un grosso punto interrogativo sul movente. «Ancora adesso non è possibile ricostruirlo», ha detto il procuratore. Quello che si sa è che De Marco era un ex coinquilino di Daniele ed Eleonora: almeno fino ad agosto ha vissuto con loro, ne ha condiviso le giornate, gli spazi. E ha covato, evidentemente, un risentimento profondo nei confronti della giovane coppia. Tanto da spingerlo a mettere fine alle loro vite con un piano folle.

 

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C'è un presunto omicida che ha progettato a lungo e tutto nei dettagli, ma ancora non c'è un movente per il duplice omicidio del giovane arbitro Daniele De Santis ed Eleonora Manta , i due fidanzati uccisi barbaramente con decine di coltellate nella casa dove si erano appena trasferiti, il 21 settembre scorso a Lecce .

 
 

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Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 08:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA