Maltempo, le spiagge di Caorle spazzate via. «Non abbiamo più sabbia»

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di Riccardo Coppo

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È emergenza anche per le spiagge di Caorle. L'eccezionale ondata di maltempo che sta imperversando sul Veneto ha cancellato tutto l'arenile di Porto Santa Margherita, Duna Verde, Valle Altanea posto ai piedi dei gradoni di cemento che costituiscono l'originaria difesa a mare. Ma anche il primo tratto della spiaggia di Ponente del capoluogo ha subito notevoli danni con almeno 30mila metri cubi di materiale sabbioso asportato dalle onde dell'Adriatico.

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Ieri mattina, il presidente del Consorzio Psm Spiaggia, Stefano Zia, insieme ai rappresentanti dell'associazione proprietari di Porto Santa Margherita e del locale Comitato, sono stati ricevuti in municipio dal vicesindaco Giovanni Comisso. Motivo dell'incontro il grido d'allarme dei gestori degli stabilimenti balneari e, a seguire, di tutti gli operatori del turismo: «È innegabile che il danno maggiore lo abbiano subito i titolari degli stabilimenti ha spiegato Zia , ma senza la spiaggia, che è l'elemento centrale della nostra offerta turistica, anche gli  altri settori che lavorano grazie al turismo subirebbero un notevole contraccolpo». Il danno per la sola spiaggia di Porto Santa Margherita è stato calcolato in circa mezzo milione di euro. Ma non si tratta solo di un problema economico: vista la forte erosione che ha colpito tutte le spiagge venete, potrebbe addirittura essere difficile reperire il materiale adatto per i ripascimenti. 

L'amministrazione comunale si prepara, intanto, ad inviare la richiesta di stato di crisi alla Regione Veneto (sottoscritta ieri da Comisso) proprio per l'erosione subita dalle spiagge. «Non sappiamo però quante risorse potrà destinare la Regione agli arenili ha concluso Zia visti i notevoli danni che la provincia di Belluno ha subito per il maltempo». 

Ma, come per gli altri Comuni del litorale, un altro problema per le spiagge e per Caorle è rappresentato dalla notevole quantità di rifiuto spiaggiato che si è accumulata sull'arenile. Lo smaltimento di tutto il materiale abbandonato dall'Adriatico sui lungomari e sulle spiagge (si parla di diverse tonnellate) avrà notevoli costi per la comunità caorlotta che entreranno, infatti, tra le voci della Tari. L'amministrazione comunale sta quindi cercando di individuare la soluzione più economica per questo spinoso problema: «Si tratta per la maggior parte di rifiuto verde: rami, tronchi, ramaglie ed alghe ha detto il vicesindaco Comisso . Speriamo che, una volta recuperato, possieda caratteristiche tali da consentirci uno smaltimento diverso rispetto al conferimento in discarica, soluzione che sarebbe la più costosa in termini economici ed ambientali». 
Sabato 3 Novembre 2018, 12:42
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