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Donna stuprata e rapinata in ascensore: 31enne libico condannato a 7 anni e otto mesi

Lunedì 4 Luglio 2022
Donna stuprata e rapinata in ascensore: 31enne libico condannato a 7 anni e otto mesi

È stato condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione con rito abbreviato il 31enne libico Hamza Sara arrestato dai carabinieri il 12 gennaio scorso per aver violentato e rapinato la notte del 21 dicembre 2021 una donna di 44 anni nell'ascensore che collega il garage al condominio, a Segrate (Milano), dove la donna vive, mentre rientrava a casa dopo aver parcheggiato l'auto. Lo ha deciso il gup di Milano Tiziana Gueli a seguito dell'inchiesta dei carabinieri, coordinata dall'aggiunto Letizia Mannella e dal pm Rosaria Stagnaro, sul terribile caso di abusi. Decisive nelle indagini le telecamere, ma anche il confronto del Dna.

Il giudice ha condannato l'imputato (con lo sconto di un terzo sulla pena previsto dal rito abbreviato) per rapina e violenza sessuale aggravata e ha riconosciuto alla vittima (in aula e rappresentata come parte civile dal legale Andrea Prudenzano) una provvisionale di risarcimento di 20mila euro. Tra 90 giorni le motivazioni del verdetto. La Procura aveva chiesto 10 anni come pena.

La ricostruzione choc

Secondo quanto ricostruito, quella sera il 31enne ha aggredito la donna sorprendendola al secondo piano interrato del garage, dove la 44enne aveva appena parcheggiato la macchina dopo aver salutato un'amica con cui era uscita. «Una volta entrata, mentre premevo il tasto del piano, sentivo la porta da cui ero entrata poco prima sbattere e subito compariva un ragazzo che in tutta fretta si fermava tra le porte dell'ascensore, bloccandolo», ha raccontato ai carabinieri. Poi, la violenza terribile e la rapina di pochi euro e del cellulare.

Le indagini hanno consentito di ricostruire gli spostamenti del giovane attraverso i sistemi di videosorveglianza, tracciando il percorso dalla stazione di Pioltello (da dove ha preso un treno) a quella di Segrate fino al garage del condominio, per poi concludersi con la sua fuga dopo la mezzanotte. Decisivo anche «il confronto del suo dna», come riportato nell'ordinanza di custodia cautelare del gip Roberto Crepaldi. I magistrati di Milano l'hanno identificato come Hamza Sara, 31enne libico. Per quelli di Monza, che gli avevano notificato, quando era già in carcere per lo stupro, un provvedimento per una serie di rapine, era Atoub Garrad, 27 anni, nato in Marocco. L'uomo, infatti, aveva numerosi alias.

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