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Milano, bibliotecaria uccisa in casa dal figlio. Giorni fa lui gridava in strada: «Ammazzerò mia madre»

Mercoledì 23 Marzo 2022 di Claudia Guasco
Milano, bibliotecaria uccisa in casa dal figlio. Giorni fa lui gridava in strada: «Ammazzerò mia madre»

Ha lasciato il coltello accanto al corpo, l'arma con la quale ha ucciso la madre colpendola ripetutamente al cuore e all'addome. La lite e la feroce aggressione sono avvenute in una manciata di minuti, ieri poco prima dell'alba, in un appartamento di Cologno Monzese dove Begoña Gancedo Ron, 61 anni, è morta nel suo letto accoltellata dal figlio. Il giovane, 28 anni e «problematico», come raccontano i vicini, con una segnalazione per consumo di stupefacenti alle spalle, è stato arrestato nel pomeriggio con l'accusa di omicidio volontario. Ha fatto tutto da solo, mentre nella stanza accanto dormivano le sue sorelle, due gemelle di 24 anni con sindrome di down.

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LA MINACCIA
L'aveva promesso e l'ha fatto. Lunedì il giovane ha dato in escandescenze per strada, gridava «uccido mia madre», tanto da spingere i residenti a chiamare i carabinieri. Ma Begona non si è salvata. Nata in Spagna e cittadina italiana da molti anni, si era trasferita a Cologno dopo aver conosciuto il padre dei suoi figli. Una quindicina di anni fa il marito Felice è morto di infarto e lei si è ritrovata sola con tre bambini. Ma non si è mai persa d'animo: per vent'anni dipendente di una cooperativa che prestava servizi al Comune, nel 2020 ha vinto il concorso per l'incarico di funzionaria in biblioteca, dove lavorava con dedizione con i più piccoli partecipando con entusiasmo anche a iniziative per promuovere il bilinguismo. «Siamo tutti increduli per l'accaduto - afferma il sindaco di Cologno Angelo Rocchi - Maria Begoña Gancedo Ron era gentile, dolce e molto riservata». Era «leale», «mamma straordinaria», «non meritavi questo», la piangono ora gli amici sui social. «Era una signora molto a modo, dal carattere mite - la ricorda il primo cittadino - Tutti la conoscevamo ma non avevamo idea avesse dei problemi in casa. Non era una persona che si lamentava. Anzi, recentemente, quando gli spazi della biblioteca erano stati rinnovati, era molto contenta». La famiglia era un impegno grande, ma lei non faceva mai pesare le sue difficoltà anche se c'erano le due gemelle da accudire e il maggiore inaffidabile. Il movente del delitto, avvenuto al culmine di una lite, è ancora in fase di approfondimento, così come la concatenazione di eventi che ha portato alla morte della donna. Due giorni fa all'ora di pranzo il figlio ha perso il controllo, è stato visto vagare in strada lanciando minacce contro Begoña. Alcuni residenti hanno chiamato il 112 e sul posto sono arrivati i soccorritori e un'ambulanza. «Era fuori di sé, gridava e diceva che avrebbe ucciso la madre, poi lo ha fatto», racconta in lacrime un'amica della vittima. «Proprio i carabinieri sono intervenuti qui, li ho visti mentre passavo per caso - racconta un vicino - Saranno state le 13 e quel ragazzo, il figlio della vittima, dava in escandescenze. Si era seduto sull'auto del postino e gli impediva di andare via». Riferisce anche che «la madre ha provato a farlo ragionare e si è beccata una gomitata». Così rientra a casa e poco dopo il figlio la segue.


COLTELLO DA CUCINA
Verso le quattro e mezza del mattino i dirimpettai sentono prima le voci che si alzano, la lite tra madre e figlio, poi le grida disperate di Begoña. Chiamano il 112 e quando arrivano i carabinieri trovano la donna morta nel suo letto, in una pozza di sangue. Sul torace e all'addome le ferite profonde. L'arma del delitto, un coltello da cucina, era lì accanto. In casa c'erano il ventottenne, in forte stato di choc, e le due sorelle. «Soffro di cuore, voglio andare in ospedale», ha detto il giovane ai militari che lo hanno portato in pronto soccorso. Il giovane si trova ora ricoverato in ospedale e piantonato, è in stato di arresto è sarà interrogato nelle prossime ore.

Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 14:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA