Movida fuori controllo e cortei, al Viminale vertice con i sindaci

Martedì 9 Giugno 2020 di Cristiana Mangani
Movida fuori controllo e cortei, al Viminale vertice con i sindaci

Da una parte la movida, da un'altra gli ultrà, i sit-in, le manifestazioni di protesta. Due situazione ben diverse da gestire per le forze dell'ordine che devono fare i conti - nel primo caso, con riaperture massicce e nessuno scaglionamento degli orari. Nel secondo con questioni di ordine pubblico, che richiedono interventi ben diversi. Preoccupano le immagini di migliaia di giovani assembrati nelle piazze delle città, soprattutto durante il week-end. E ritorna l'allarme contro chi, in questa fase 3, sembra aver abbassato il livello di guardia sui rischi di nuovi contagi. Il Viminale ha scelto la linea del controllo, ma con cautela, perché «se nel decreto delle riaperture è previsto che la gente possa andare al pub - viene spiegato - se non si prendono decisioni drastiche, poi, è impossibile imporre divieti, regole, che non sono previste da nessuna parte. E sono le amministrazioni locali a doversene fare carico».

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L'APPELLO
La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, comunque, incontrerà questa mattina in videoconferenza i sindaci delle città metropolitane, proprio per un confronto sulle questioni relative alla gestione della fase attuale e alla sicurezza nelle città. È previsto anche che si discuta dell'accesso degli operatori delle Polizie locali al centro elaborazione dati (Ced) del dipartimento della Pubblica sicurezza. Qualcosa che gli permetterebbe di capire, durante gli accertamenti, con chi hanno a che fare.

L'ALLARME
A lanciare l'allarme contro questi assembramenti incontrollati nelle città italiane è stato anche Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano. «È un comportamento che in determinate situazioni e condizioni diventa irresponsabile, non credo si possa definire diversamente - ha dichiarato -. Far la parte del censore non è piacevole ma non è il momento di fare queste cose. Qualche focolaio collegato a comportamenti poco attenti lo abbiamo già avuto. Si corre il rischio di dover richiudere il paese».
Sul tema, comunque, gli stessi sindaci delle metropoli stanno lanciando l'Sos. Il sindaco di Milano, Beppe Sala, si è messo in contatto con forze dell'ordine e gestori dei locali per creare un fronte comune: «Dobbiamo lavorare ancora di più e meglio sul tema della sicurezza», ha sottolineato. E il nuovo questore di Piacenza - città tra le più colpite dal Covid - appena insediatosi ha parlato di «momento critico» e di «fenomeni di movida esuberanti» a cui dedicare attenzione. E da Firenze, il sindaco Dario Nardella ha precisato che «il problema è di tutte le città e i sindaci non possono essere lasciati soli».

I VOLONTARI
Insomma, da una parte c'è chi chiede maggiori interventi delle amministrazioni e chi, invece, si appella alle forze dell'ordine. In un rimbalzo di responsabilità che necessita di una reazione rapida. E proprio per contenere gli effetti della libertà ritrovata c'è chi prova a correre ai ripari, come gli amministratori delle città turistiche, che hanno predisposto postazioni di controllo, presidiate da volontari, che hanno il compito di evitare assembramenti anche davanti a punti di arrivo come i porti, per effettuare la misurazione della temperatura segnalando alle autorità competenti le persone.

 

Ultimo aggiornamento: 17:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA