Natale, la psicologa Ferraris: «Salviamo i riti, ai nostri figli serve magia»

Martedì 1 Dicembre 2020 di Valentina Arcovio

«Per i bambini il Natale è la festa più bella del mondo, ma quest'anno gli adulti dovranno impegnarsi un po' di più per mantenere viva la magia». Secondo Anna Oliverio Ferraris, docente emerito di Psicologia evolutiva dell'Università Sapienza di Roma, i genitori possono impedire alla pandemia di rovinare le prossime feste natalizie ai più piccoli, sforzandosi di creare un ambiente sereno e sicuro.

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Professoressa, il Natale di quest'anno sarà diverso da tutti gli altri. Quanto peserà questo sui bambini e i ragazzi?
«Iniziamo con il sottolineare che i bambini e i ragazzi sono già molto provati dalla pandemia. Hanno trascorso mesi di reclusione dentro casa. Molti hanno rinunciato alla scuola, alle uscite con gli amici, alle passeggiate, ai nonni, alla piscina, al tennis e così via. Molti bambini e ragazzi hanno risposto bene ai sacrifici, altri invece hanno sofferto il clima di terrore e c'è qualcuno addirittura che ha ancora troppa paura di uscire di casa. In questo contesto, quindi, si può immaginare che il Natale di quest'anno sarà più difficile. Tuttavia, gli adulti possono fare in modo che non sia così».


In che modo?
«Impegnandosi più degli altri anni nei rituali tipici del Natale. L'albero, il presepe, la preparazione dei regali sono le cose che i bambini amano di più del Natale. Allora è bene valorizzare questi momenti, rendendoli una festa e facendo partecipare attivamente i più piccoli. Con queste attività natalizie sarà quindi possibile distogliere l'attenzione dei bambini dai problemi causati da questa emergenza».


A Londra Babbo Natale non avrà la mascherina. Da noi sembra di sì. Non sarà triste per i bambini vedere la più importante icona natalizia con metà faccia coperta e senza la possibilità di sedersi sulle sue gambe per esprimere i loro desideri?
«Certamente questo non si potrà fare. Infatti, sarà importante rimarcare i rituali leciti e trovare alternative sicure ai rituali che, a causa della pandemia, non si possono fare. Per esempio, quest'anno si può dire ai bambini di scrivere la letterina a Babbo Natale e poi imbucarla insieme nella cassetta postale più vicina a casa. Per esorcizzare il Babbo Natale con la mascherina si può chiedere ai piccoli di disegnarlo su un foglio. Sappiamo che il disegno è una forma di terapia molto utile per i più piccoli. Insomma, quest'anno bisogna ingegnarsi nel cercare soluzioni e alternative più sicure».


Questi nuovi rituali d'emergenza vanno spiegati ai più piccoli?
«Sì. È sempre bene parlare con loro. I bambini possono comprendere e accettare le cose molto più serenamente degli adulti. Del resto i bambini, per la loro età, hanno vissuto un minor numeri di feste natalizie rispetto agli adulti e probabilmente il Natale tradizionale mancherà più ai genitori che ai bambini. Ma questo non dovrà assolutamente pesare sui più piccoli».


Come si alleggerisce il fardello di una pandemia così drammatica come quella che stiamo vivendo nel periodo più magico dell'anno?
«Creando un ambiente sereno e tranquillo. Per quanto è possibile gli adulti non devono far pesare le proprie ansie e preoccupazioni ai bambini. Anche chi in questa pandemia ha perso qualcosa o qualcuno deve sforzarsi a far vivere serenamente il Natale ai più piccoli. E cosa ancora più importante si devono mostrare fiduciosi per il futuro, concentrandosi sulle cose positive».


Con i ragazzi non sarà più difficile?
«Certamente loro sono maggiormente consapevoli che questo Natale sarà diverso. Ma come i bambini più piccoli hanno bisogno di serenità. E cosa più importante di tutte bisogna dare loro una data precisa per il rientro a scuola. Basta con la didattica a distanza. I ragazzi hanno bisogno di andare in classe e vedere di persona i propri compagni».

Ultimo aggiornamento: 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA